

di Massimiliano Catapano
Enzo Maresca è nato a Pontecagnano Faiano, comune a pochi chilometri da Salerno, ma è nel cuore del centro storico salernitano che ha mosso i primi passi, tra i vicoli, i campetti di cemento e l’orgoglio popolare di chi ha imparato presto a farsi valere. Oggi, quel ragazzo partito in silenzio ma con le idee chiarissime è diventato campione del mondo per club con il suo Chelsea, dominando la finalissima contro il Paris Saint Germain (foto Chelsea Football Club). Al MetLife Stadium di New York, i Blues hanno schiantato i campioni d’Europa con un clamoroso 3‑0 tutto nel primo tempo. Cole Palmer, autentico uomo partita, ha firmato una doppietta e servito l’assist per il goal del definitivo ko siglato da Joao Pedro. Il PSG di Luis Enrique è crollato tatticamente e mentalmente, chiudendo la gara anche in inferiorità numerica per l’espulsione di Joao Neves nella ripresa. Per Maresca è il secondo trofeo stagionale, dopo la vittoria in Conference League, ma questo ha un sapore ben diverso: è la consacrazione assoluta. Un trionfo costruito giorno dopo giorno, metro dopo metro, da chi non ha mai avuto la strada spianata, ma ha sempre saputo dove voleva arrivare.
Maresca ha bruciato le tappe fin da giovane. Dopo essere stato notato da Isidoro Maresca, grande scopritore di talenti, ha lasciato la sua terra d’origine per approdare a Milano, poi a Cagliari, e quindi al West Bromwich Albion, dove si è fatto apprezzare già a 18 anni. Dopo una parentesi italiana tra Juventus, Bologna e Piacenza, ha trovato la piena maturità in Spagna, con il Siviglia, vincendo due Coppe UEFA, una Supercoppa europea e una Coppa del Re. La sua visione di gioco, lucida e moderna, si è trasformata nel tempo in un’idea di calcio vincente anche da allenatore. Dopo aver guidato le giovanili del Manchester City, è stato vice di Guardiola, poi tecnico del Parma e infine protagonista del ritorno in Premier League del Leicester. Ora il Chelsea, rinato con il suo stile: essenziale, concreto, ma sempre elegante. Enzo Maresca è oggi l’orgoglio di Pontecagnano Faiano, del centro storico di Salerno e di tutta la Campania. Un allenatore che ha sempre portato con sé le proprie radici, senza esibirle, ma vivendole con fierezza. La sua storia è quella di chi parte da una terra di sudore e passione e arriva a scrivere il proprio nome nella leggenda. Un salernitano doc sul tetto del mondo. E questa volta, il mondo applaude davvero.
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