

di Massimiliano Catapano
Un passo concreto verso una comunità più inclusiva e attenta ai bisogni di tutti. Il Comune di Fisciano ha nominato Elisa Santaniello, avvocata da anni impegnata nel campo dei diritti civili, come nuova Disability Manager. Una figura che non sarà solo simbolica, ma operativa, e che avrà il compito di ascoltare, proporre e costruire un dialogo costante con le persone con disabilità e le loro famiglie. La nomina è stata fortemente voluta dall’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Sessa, con il sostegno dell’assessora alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità Teresa D’Auria. Un’azione che rientra in una visione più ampia: garantire a ogni cittadino le stesse possibilità, la stessa dignità e gli stessi diritti, senza lasciare indietro nessuno. "Sono molto felice di questo incarico - ha dichiarato Santaniello - perchè credo che l’inclusione debba essere qualcosa di reale, non solo un concetto astratto. Voglio che le persone con disabilità possano sentirsi parte attiva della comunità, ascoltate e rispettate. Ho tante idee e sono pronta a mettermi in gioco per farle diventare realtà".
Il nuovo Disability Manager lavorerà in collaborazione con gli uffici comunali, le scuole, i servizi socio-sanitari e le associazioni del territorio. L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: rendere Fisciano una città davvero accessibile, non solo dal punto di vista architettonico, ma anche culturale e sociale. Tra le prime azioni in programma ci sono: la realizzazione del PEBA, il piano comunale per l’eliminazione delle barriere architettoniche; iniziative di sensibilizzazione per far crescere una cultura dell’inclusione; l’apertura di uno sportello dedicato ai cittadini con disabilità, per fornire ascolto, supporto e orientamento.
Con questa scelta, Fisciano dimostra di voler guardare al futuro con serietà, mettendo al centro le persone e i loro diritti. Un segnale importante, in un momento storico in cui parlare di inclusione è fondamentale, ma agire lo è ancora di più. Quello di Elisa Santaniello non sarà un ruolo da svolgere dietro una scrivania, ma sul campo, tra la gente, ascoltando e cercando soluzioni. Perché solo così si può costruire una città dove davvero nessuno si senta escluso.
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