

di Massimiliano Catapano
Nel cuore della provincia salernitana, precisamente a Baronissi, è nato uno dei prospetti offensivi più interessanti del calcio giovanile italiano. Si chiama Daniele Petrone, ha talento da vendere e una fame rara. Dopo aver fatto sognare con i suoi gol le giovanili del Benevento, è pronto a fare un salto di qualità decisivo: nella prossima stagione sarà un nuovo attaccante del Milan Under 17. Un colpo che i rossoneri hanno blindato con rapidità, bruciando sul tempo club come Juventus e Fiorentina, da tempo sulle tracce del baby bomber salernitano. Una storia che profuma di sogno ma lascia anche l’amaro in bocca: l’ennesimo talento del Sud che emigra al Nord per trovare spazi e progettualità. E così, dopo aver incantato tra la Polisportiva Nikè, l’Academy F6 di Salvatore Fresi e, infine, il settore giovanile del Benevento, Petrone ha deciso di voltare pagina. Lo fa con numeri importanti: 13 reti nell’ultima stagione, ruolo di capocannoniere del girone C Under 16, tante prestazioni da leader, spesso con la fascia da capitano al braccio e la convocazione in Nazionale di categoria.
Il Milan ha scelto lui, e non a caso. Mentre la critica si divide su alcune recenti partenze tra i giovani rossoneri, ecco una mossa che guarda al futuro con lungimiranza. Petrone, classe 2009, è considerato uno dei migliori attaccanti italiani della sua età, un profilo tecnico e caratteriale su cui costruire. Il club rossonero, del resto, lo ha fortemente voluto: lo accoglierà a Milano nei prossimi giorni, quando l’affare sarà ufficializzato, per iniziare una nuova avventura tra le fila del Diavolo. Ma la notizia accende inevitabilmente i riflettori su una questione troppo spesso sottovalutata: perchè la Campania continua a perdere i suoi talenti? Perchè realtà come la Salernitana, che rappresenta la provincia d’origine del ragazzo, non riescono a strutturare una filiera giovanile solida, moderna, ispirata ai migliori modelli europei? In Catalogna, il Barcellona ha costruito una generazione di fenomeni con la sua "cantera", puntando sull’identità, sulla pazienza e sull’investimento nel vivaio. In Italia, invece, si guarda ancora con sospetto ai giovani, preferendo troppo spesso scommesse straniere, costose e non sempre affidabili.
Daniele Petrone è l’ennesimo esempio di un potenziale campione costretto a trovare altrove quello che dovrebbe ricevere a casa propria: fiducia, formazione, crescita. Il suo è un addio silenzioso ma pesante, che dovrebbe far riflettere le società del Sud, a cominciare proprio da quelle della Campania. Il Milan lo accoglie come un investimento per il futuro, lui risponde con determinazione e gratitudine, portando con sè il sogno di ogni bambino che rincorre un pallone su un campo polveroso e non vuole fermarsi davanti a niente. Il baby bomber di Baronissi ha scelto di inseguire il suo sogno senza scorciatoie. E ora, con la maglia del Milan, si prepara a scrivere un nuovo capitolo di una carriera appena iniziata, ma già tutta da seguire.
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