

di Massimiliano Catapano
Il destino, a volte, ha un modo tutto suo di sistemare le cose. E la storia di Mauro Coppolaro ne è un esempio perfetto. Era il 9 giugno 2019, stadio "Pierluigi Penzo" di Venezia: si giocavano i playout di Serie B. Coppolaro (foto Us Salernitana), allora in maglia lagunare, si presentò sul dischetto. Il suo rigore venne respinto da Micai, consegnando alla Salernitana la salvezza e condannando il Venezia alla retrocessione. Un momento che molti tifosi granata ricordano ancora oggi. Sei anni dopo, quello stesso difensore arriva a Salerno per guidare la rinascita, stavolta con la maglia granata addosso. Nato a Benevento il 10 marzo 1997, 28 anni, Coppolaro ha firmato con la Salernitana fino al 30 giugno 2027. Reduce da un biennio molto positivo con la Carrarese, si unisce alla squadra di mister Raffaele con l'obiettivo chiaro di riportare il club in Serie B. Sarà presente al ritiro di Cascia, che scatterà il 14 luglio.
Un centrale affidabile, senza fronzoli
Coppolaro è il tipo di difensore che ogni allenatore apprezza: alto 1,88, forte fisicamente, concreto, disciplinato. Non cerca la scena, ma lavora con costanza e responsabilità. Sa stare nella difesa a quattro, ma si muove con naturalezza anche in una linea a tre, che sarà il modulo base della nuova Salernitana. In campo guida con lo sguardo, con il posizionamento e con il senso tattico. Non serve che alzi la voce: è il suo modo di giocare a parlare.
Esperienza vera, maturata sul campo
La sua carriera racconta di un percorso serio e coerente. Dopo la trafila nel vivaio dell’Udinese, debutta tra i professionisti con la Reggina. Poi Latina, Brescia, Venezia, Virtus Entella, Modena e infine Carrarese. Con oltre 250 presenze nei campionati professionistici, ha affrontato contesti diversi, pressioni forti e piazze esigenti. Non è un difensore che segna spesso, ma in carriera ha comunque firmato 5 gol ufficiali, tutti in partite che contavano. A dimostrazione che, quando serve, sa farsi trovare pronto anche in avanti. Nell’ultima stagione in Serie B con la Carrarese, ha messo insieme 21 presenze, dopo le 27 dell’anno precedente che avevano contribuito alla promozione dalla Serie C. Numeri importanti, costanza, rendimento: è questo il suo biglietto da visita.
Il profilo perfetto per una Salernitana che vuole ripartire
Daniele Faggiano, nuovo direttore sportivo granata, sta costruendo una squadra concreta, fatta di uomini veri più che di figurine. Coppolaro risponde in pieno a questa identità. Non fa proclami, non cerca copertine, ma lavora. Ed è proprio quello che serve ora alla Salernitana: gente che conosce la fatica, che sa cosa significa indossare una maglia pesante, e che ha il coraggio di affrontare una stagione lunga e complicata.
Dall’errore al "Penzo" alla nuova vita all’"Arechi"
Quel rigore sbagliato del 2019 fa parte del passato. Ma oggi diventa anche il simbolo di un percorso che si completa. Coppolaro torna lì dove tutto cambiò, ma stavolta dalla parte giusta. E lo fa con umiltà, con esperienza, con la voglia di dimostrare che i cerchi, nel calcio come nella vita, possono chiudersi anche nel modo migliore. Salerno ha bisogno di uomini veri. E Coppolaro ha tutte le carte in regola per diventare uno di quei nomi che non fanno rumore, ma che diventano fondamentali quando si lotta davvero. Questa volta il Principe degli Stadi lo accoglie. E lui è pronto a ripagare quella fiducia, passo dopo passo.
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