

di Massimiliano Catapano
"Sono molto felice dell’incarico, proprio tanto". Con queste parole semplici ma cariche di significato, Ciro Verdoliva ha accolto la sua nomina ufficiale a nuovo direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona" di Salerno. La designazione, deliberata il 26 giugno 2025 dalla Giunta regionale campana, rappresenta non solo un nuovo capitolo per l’ospedale simbolo della sanità salernitana, ma anche il segno tangibile di una fiducia profonda nei confronti di un manager che ha già lasciato il segno. Classe 1965, originario di Castellammare di Stabia, ingegnere con una robusta formazione tecnica, Verdoliva è un volto noto nel panorama sanitario campano. Il suo curriculum è denso: dopo l’inizio nel settore come libero professionista, la svolta arriva nel 1997, con la frana di Pozzano. Da allora, una scalata continua, culminata con la direzione dell’Asl Napoli 1 Centro, gestita per due mandati consecutivi e traghettata con efficienza anche nei momenti più difficili della pandemia.
"Voglio conoscere, ascoltare e agire"
Appena nominato, Verdoliva ha scelto la sobrietà dell’ascolto e la forza dell’impegno: "Non vedo l’ora di iniziare. Farò di tutto per non deludere la fiducia che è stata riposta in me e per conservarla nel tempo. Ora devo studiare l’azienda, conoscerne la macchina organizzativa, arrivare pronto per essere da subito proattivo". La parola 'presente' ricorre spesso nel suo lessico. Ed è proprio da lì che intende partire. Nonostante il clamore del progetto del nuovo "Ruggi", una delle opere sanitarie più importanti della Campania, Verdoliva non perde di vista ciò che accade ogni giorno nei reparti, nelle sale d’attesa, nei corridoi. "Costruire il nuovo ospedale è una sfida entusiasmante, ma la vera priorità è il presente: il benessere di chi lavora in corsia e la dignità di chi cerca cura e ascolto".
Il nuovo "Ruggi": numeri e ambizione
Il progetto del nuovo ospedale è di proporzioni straordinarie: 368 milioni di euro di investimento (IVA esclusa), una superficie complessiva di 220 mila metri quadrati, di cui 178 mila edificati, 732 posti letto, 21 sale operatorie, 69 ambulatori, 6 sale angiografiche, 3 TAC, 2 risonanze magnetiche, tomografi di ultima generazione, PET-TAC, bunker per la radioterapia, e 10 mila metri quadri dedicati all’Università. Senza contare i 1700 posti auto, di cui 750 riservati ai dipendenti. Un’opera pensata per il futuro, ma costruita con responsabilità. "Seguirò ogni fase - ha garantito Verdoliva - ma intanto serve affrontare le urgenze quotidiane, come il pronto soccorso. È ingolfato, lo so bene. Per esperienza posso dire che si può migliorare: serve agire su più piani, riorganizzare i flussi, aumentare il personale, rendere più umani i tempi di attesa".
Una storia di rigore e risultati
Verdoliva è uno di quei dirigenti pubblici che hanno costruito il proprio valore sul campo. Nel 2005 approda al Cardarelli di Napoli, dove guida l’ufficio tecnico e si occupa di appalti e servizi. Poi la chiamata all’Ospedale del Mare, dove contribuisce alla realizzazione di uno dei presidi sanitari più moderni d’Italia. Infine, l’Asl Napoli 1 Centro, dove è prima commissario straordinario e poi direttore generale. Un incarico portato avanti con determinazione e metodo anche durante l’emergenza Covid. Chi lo conosce lo descrive come un manager di razza, capace di coniugare ingegneria, umanità e disciplina. La sua filosofia è riassunta in una frase che ripete spesso: "Capire prima di fare". E forse proprio in questa capacità di osservare prima di agire si cela il segreto del suo successo.
Tra fiducia istituzionale e polemiche da chiarire
Il suo insediamento a Salerno avviene in un clima teso. Alcune inchieste giudiziarie, già in corso da tempo, e le denunce sindacali su reparti sensibili come ginecologia e pronto soccorso, hanno alzato la temperatura. Silvana Annunziata, dirigente FISI Ruggi, ha parlato apertamente di presunte nomine irregolari e carenze organizzative. Verdoliva, da uomo delle istituzioni, ha scelto il silenzio operativo: nessuna replica, ma la ferma volontà di fare chiarezza nelle sedi opportune. "Chi ha responsabilità, deve rispondere con i fatti. E io lo farò con il lavoro quotidiano".
"Una sanità che risponde, agisce e salva"
Mentre si insediava formalmente, una squadra di emergenza composta da elisoccorso e medici dell’Asl ha salvato un operaio colto da malore mentre lavorava in altezza. Per Verdoliva è stato un segno del destino: "Questa è la sanità che vogliamo. Pronta, efficace, umana. E soprattutto capace di rispondere quando serve". Per Salerno, l’arrivo di Ciro Verdoliva rappresenta molto più di un semplice cambio dirigenziale. È una scommessa sul metodo, sulla concretezza, sul rispetto delle persone. Il nuovo "Ruggi" potrà anche essere il simbolo architettonico della rinascita, ma sarà l’impronta di questo manager a segnare il vero cambiamento.
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