

di Massimiliano Catapano
La Salernitana è pronta a ripartire, ma stavolta non ci sarà alcun margine d’errore. Dopo una doppia retrocessione bruciante - dalla Serie A alla C nel giro di appena due stagioni - l’ambiente granata è in pieno fermento. Il proprietario Danilo Iervolino e l’amministratore delegato Maurizio Milan sono finiti nel mirino della tifoseria, che chiede a gran voce un passo indietro da parte di entrambi. L’accusa? Avere gestito il club con risorse economiche importanti, ma circondandosi di figure inesperte e poco adatte al contesto calcistico. Le critiche sono feroci: per molti sostenitori, Iervolino - pur armato delle migliori intenzioni - è stato mal consigliato sin dall’inizio della sua avventura a Salerno. L’inserimento di Maurizio Milan in ambito decisionale tecnico è considerato da molti un errore strategico pesante. La piazza reclama oggi un cambio radicale: servono uomini di campo, professionisti con esperienza e competenza specifica per affrontare un campionato insidioso come la Serie C e programmare subito il ritorno tra i cadetti.
Non a caso, in queste ore, Danilo Iervolino e Maurizio Milan sono in contatto continuo per delineare il nuovo assetto tecnico. Il 30 giugno si chiuderà formalmente il capitolo con il direttore sportivo Marco Valentini e l’allenatore Pasquale Marino, entrambi pronti a lasciare l'incarico. La priorità assoluta è quella di chiudere nel giro di 48 ore il nuovo organigramma sportivo, così da garantire una preparazione estiva all’altezza delle ambizioni. Il primo nome sulla lista per il ruolo di direttore sportivo è quello di Fabio Lupo, dirigente navigato con un curriculum che include esperienze in piazze importanti come Palermo, Venezia, Ascoli, Sampdoria e Spal. Un profilo che gode di stima trasversale e che garantirebbe quella solidità gestionale mancata nelle ultime stagioni. Per la panchina si valutano due profili molto diversi ma entrambi credibili: da una parte l’esperto Attilio Tesser, reduce da una vera e propria impresa salvezza con la Triestina, dall’altra il giovane e rampante Antonio Buscè, vincitore della Coppa Italia Serie C con il Rimini e già finito nel mirino del neopromosso Livorno. Due visioni tecniche differenti, ma entrambe capaci di accendere l’interesse del club e di incarnare lo spirito della ricostruzione.
Non mancano, tuttavia, altri nomi sul taccuino della dirigenza: Silvio Baldini, tecnico dal carattere forte e reduce dalla promozione in B con il Pescara; Renzo Castagnini, esperto direttore sportivo in uscita dal Brescia e già a Salerno nella stagione 1993/94, quando contribuì alla promozione in Serie B; e Giancarlo Romairone, attualmente nello scouting della Lazio, ma con un passato da protagonista tra Spezia, Chievo, Carpi, Bari e Triestina. Romairone era stato già sondato lo scorso gennaio prima della scelta di Valentini, e la sua presenza a Marassi durante i play-out non è passata inosservata. Intanto, resta forte il malcontento della tifoseria, che non si accontenta più delle promesse. Serve un progetto chiaro, guidato da professionisti veri del settore, per riconquistare una piazza ferita ma mai rassegnata. Se Iervolino vuole davvero rilanciare la Salernitana, il tempo degli esperimenti è finito: ora servono certezze. E servono subito.
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