

di Massimiliano Catapano
Doveva essere l’ultima possibilità per restare in Serie B, ma si è trasformata in una serata amara, segnata da rabbia, caos e un senso di ingiustizia ancora difficile da digerire. Salernitana-Sampdoria (foto UC Sampdoria), il ritorno del discusso play-out disputato allo stadio "Arechi" alle 20.30, non è mai davvero finito. È stato interrotto al 66’, con i doriani in vantaggio per 0-2, quando dai settori occupati dai tifosi granata sono partiti lanci di fumogeni e seggiolini. Scene dure, ma figlie di una tensione accumulata per settimane e di una formula di spareggio che ha lasciato ferite aperte.
La cronaca di una sera tesa
Il clima era teso già prima del fischio d’inizio. La Salernitana, costretta al play-out dopo una stagione difficile, affrontava una Sampdoria che sul campo era retrocessa, ma poi riammessa dopo la penalizzazione inflitta al Brescia. Una dinamica che ha inevitabilmente lasciato strascichi, alimentando polemiche e proteste. Nel primo tempo, dopo una rete annullata tra le proteste a Ferrari, i doriani hanno trovato il doppio vantaggio con il metelliano Coda, ex di turno, ed il napoletano Sibilli portando il punteggio complessivo in netto favore. Poi, al minuto 66, il punto di rottura: lanci di fumogeni contro il portiere granata, oggetti in campo, il clima che da incandescente è diventato ingestibile. L’arbitro Daniele Doveri ha deciso di sospendere il match, tentando inizialmente di riportare la calma.
Il tentativo di riprendere, poi il definitivo stop
Dopo una lunga attesa di oltre quaranta minuti, le squadre sono rientrate in campo, ma il ritorno è stato brevissimo. Nuovi lanci di seggiolini verso il portiere granata Christensen hanno costretto Doveri a decretare lo stop definitivo, parlando con i capitani e comunicando l’impossibilità di proseguire. Intanto il presidente Iervolino, in tribuna con Vincenzo e Piero De Luca, oltre al fido ad Maurizio Milan, lascia gli spalti. A quel punto lo stadio si è svuotato, con qualche centinaio di tifosi della Salernitana ancora all’interno, soprattutto nella zona della curva Sud, dove ci sono stati anche tentativi di forzare i cancelli. La polizia, già presente in assetto antisommossa, ha evitato il peggio.
Un epilogo già scritto: Salernitana in Serie C
Il risultato sul campo è chiaro: la Samp è salva, la Salernitana retrocede in Serie C. La partita, con ogni probabilità, sarà data persa a tavolino per 0-3, ma il senso di frustrazione in casa granata resta forte. Per molti sostenitori, questa sfida non sarebbe dovuta esistere: la Sampdoria, retrocessa sportivamente, è stata poi riammessa in una situazione che ha alterato gli equilibri e messo sotto pressione una piazza già provata. È stato un grido esasperato, forse mal canalizzato, ma carico di rabbia per un sistema che ha dato l’ennesima dimostrazione di confusione e ingiustizia.
Il fallimento del sistema
La serata del 22 giugno 2025 allo stadio "Arechi" non resterà nella memoria solo per il verdetto sportivo, giusto per quanto espresso dal campo sia in regular season che nella doppia (mezza) sfida con i blucerchiati, ma per ciò che ha rappresentato: la fine di una stagione complessa e il simbolo di un calcio che, almeno in questa occasione, ha smarrito il senso dell’equità. Perchè quando uno stadio esplode così, il problema non è mai solo un risultato. È un intero sistema da ripensare da capo...a Coda.
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