

di Massimiliano Catapano
Salerno trattiene il fiato. Domani, tra le mura infuocate dell’"Arechi" alle 20.30, la Salernitana si giocherà tutto: la permanenza in Serie B, l’onore, il riscatto. Dopo il ko dell’andata contro la Sampdoria, la sfida di ritorno dei play-out rappresenta l’ultima occasione per riscrivere il finale di una stagione sofferta. E a suonare la carica sono stati l’allenatore Pasquale Marino e il capitano Gian Marco Ferrari, due figure chiave in questo momento delicatissimo. "Domani dobbiamo andare in campo con la faccia giusta, quella che ho visto nelle ultime settimane. - ha esordito Marino - Dimentichiamoci Genova, quella partita non ci rappresenta. In casa abbiamo sempre messo intensità e orgoglio, e dovremo fare lo stesso. Servirà una prestazione da Salernitana, una di quelle che fanno tremare le gambe agli avversari". L’allenatore granata ha ribadito la capacità della squadra di rialzarsi: "Con me non abbiamo mai sbagliato due partite di fila. Dopo ogni sconfitta c’è sempre stata una reazione, e mi aspetto che accada di nuovo. I ragazzi hanno valori veri, sono uomini prima ancora che calciatori. Hanno dimostrato di saper lottare e di non mollare mai".
Marino ha poi commentato il percorso intrapreso da quando è arrivato sulla panchina: "Quando sono arrivato, l’ambiente era depresso. Nessuno parlava di salvezza, anzi, sembrava già tutto scritto. In pochi avrebbero scommesso su questa squadra. E invece siamo qui, a giocarci tutto in 90 minuti. Firmerei altre mille volte per avere questa occasione. Ce la siamo costruita con le unghie e con i denti". Sulla formazione non ha voluto dare anticipazioni, ma ha lasciato intendere che ogni scelta sarà legata alla condizione psicofisica dei suoi uomini: "Non è una questione di moduli, ma di atteggiamento. Che si giochi con due punte o con tre cambia poco: dobbiamo attaccare, sì, ma farlo con equilibrio. È fondamentale non sbilanciarsi e non prestare il fianco alle ripartenze. Stiamo valutando tutto, potrebbero esserci anche delle staffette". Immancabile un riferimento all’organizzazione dei play-out e alle polemiche: "Le polemiche le lasciamo ad altri. Una volta saputo che si giocava, ci siamo messi a lavorare. È successo qualcosa di raro, ma guardare indietro non serve. Ora bisogna pensare solo al campo. Se faremo l’impresa, sarà ancora più bella".
Chiude con un appello ai tifosi: "Ho visto cosa può fare un pubblico come quello della Sampdoria. Ora tocca a noi, alla città. Vogliamo un "Arechi" che faccia tremare tutto. Il pubblico deve essere il nostro dodicesimo uomo in campo. Dobbiamo trascinarlo e farci trascinare”. Accanto a lui, con la fascia al braccio e la responsabilità sulle spalle, Gian Marco Ferrari non ha usato mezzi termini: "Per me, questa è la partita più importante della carriera. E credo che molti compagni pensino lo stesso. In questi giorni abbiamo parlato tanto tra di noi. Chi non se la sentiva, poteva dirlo. Ma nessuno ha fatto un passo indietro. Questo dice tutto". Il capitano ha analizzato gli errori dell’andata: "A Genova siamo entrati in campo con la consapevolezza di avere due risultati su tre. Inconsciamente, ci ha penalizzato. Ma non voglio scuse: abbiamo sbagliato e dobbiamo rimediare. Ora c’è una sola opzione: vincere".
I CONVOCATI
in aggiornamento
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.