

di Massimiliano Catapano
È una candidatura che scuote le coscienze e accende i riflettori su una delle piaghe più drammatiche della società italiana: la violenza contro le donne. Filomena Lamberti, originaria di Cava de' Tirreni e sopravvissuta a un feroce attacco con l’acido da parte dell’ex marito, ha annunciato ufficialmente la sua candidatura al Consiglio regionale della Campania nelle fila di Noi Moderati, il partito guidato da Maurizio Lupi. Un annuncio carico di significato, che arriva a tredici anni esatti da quel tragico 28 maggio 2012, quando la vita di Filomena venne stravolta per sempre. Alle quattro del mattino, il marito - già noto per i suoi comportamenti possessivi e violenti - le gettò sul viso dell’acido solforico, lo stesso utilizzato nella pescheria di famiglia per sturare i lavandini. Fu un gesto brutale, premeditato, che colpì il volto, il collo, le braccia della donna, lasciandole ferite profonde nel corpo e nell’anima. Da allora è iniziato un lungo e doloroso percorso: trenta interventi chirurgici, dieci dei quali solo per ricostruire le palpebre, e un calvario durato anni.
Eppure, in mezzo a quel dolore, Filomena ha trovato la forza di reagire. Ha scelto la strada del coraggio e della testimonianza. Non si è mai nascosta: ha raccontato la sua storia ovunque fosse necessario farlo - nelle scuole, nei teatri, nei convegni - affinchè il suo vissuto potesse diventare uno strumento di prevenzione, un’arma potente per dare forza ad altre donne, per rompere il silenzio. Oggi, quella stessa forza si trasforma in impegno politico. "Per me è un’esperienza nuova, che accolgo con soddisfazione. - spiega - Per anni ho girato l’Italia per raccontare la mia storia, ma ora credo che affrontare questi temi all’interno di una forza politica possa fare davvero la differenza". La sua candidatura è stata fortemente voluta da Sonia Senatore, responsabile provinciale dell’organizzazione Noi Moderati, che ha deciso di fare un passo indietro per sostenerla con convinzione. "Filomena rappresenta un atto di coraggio. - dichiara Senatore - Abbiamo bisogno di donne che abbiano vissuto il dolore sulla propria pelle e siano pronte a trasformarlo in azione. È tempo di smettere di parlarci addosso e iniziare a costruire soluzioni vere. Questa non è solo una candidatura: è una missione di responsabilità collettiva".
Filomena non ha mai nascosto le sue idee: "Credo sia arrivato il momento di puntare davvero sull’educazione. Bisogna partire dai bambini, dalle scuole elementari, ma il ruolo chiave resta quello della famiglia. Oggi manca il dialogo tra genitori e figli, si sono persi troppi valori. Ed è da lì che dobbiamo ripartire", La sua presenza nelle liste elettorali ha già suscitato l’entusiasmo di diversi esponenti politici. Pino Bicchielli, vicepresidente del gruppo Noi Moderati alla Camera dei Deputati, ha parlato di "una candidatura che può dare finalmente voce alle vittime, portando proposte serie e strumenti concreti nelle sedi istituzionali". Sulla stessa linea anche Gigi Casciello, coordinatore regionale del partito: "Filomena è la testimonianza viva che una vita diversa è possibile. È l’immagine del coraggio che si trasforma in impegno, dell’esperienza che diventa proposta. Siamo fieri che abbia scelto la nostra comunità politica".
La candidatura di Filomena Lamberti arriva in un momento storico segnato da una preoccupante escalation di violenza di genere. Solo poche settimane fa, l’Italia ha pianto la morte di Martina, una ragazza di appena 14 anni uccisa dall’ex fidanzato. Episodi che non possono più essere rubricati come casi isolati, ma che gridano l’urgenza di un’azione sistemica e strutturata. Filomena Lamberti si candida per rappresentare tutte quelle donne che non hanno più voce, per mettere in campo politiche reali, efficaci, misurate sul vissuto. E lo fa con la stessa forza con cui, ogni giorno, ha ricostruito sé stessa: "Mi aspetto di poter contribuire a fermare questa spirale. Le soluzioni esistono, ma serve volontà. Se restiamo fermi, rischiamo il baratro. Io ho scelto di non restare in silenzio. E ora chiedo alla politica di fare lo stesso".
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