

Il primo atto dello spareggio play-out sorride alla Sampdoria, che a Marassi supera la Salernitana con un secco 2-0 frutto delle reti di Meulensteen e Curto (foto Internet). Una gara dai due volti per i granata, puniti da episodi sfavorevoli e da un approccio troppo timido nella prima parte. Pasquale Marino, però, non abbassa lo sguardo e lancia un messaggio chiaro in vista del ritorno allo stadio "Arechi" di venerdì 20 giugno: "Sarà tutta un’altra partita, dobbiamo crederci fino in fondo". Il tecnico granata ha parlato ai microfoni di Lira Tv subito dopo la sconfitta, mostrando tutta la sua amarezza per una rete - la seconda - arrivata in circostanze che definisce 'assurde': "Ci è stata fischiata contro una punizione che era nostra. E da lì è nato un goal che pesa. Queste cose fanno arrabbiare". Tuttavia, Marino non cerca alibi, ma piuttosto stimoli: "Ora dobbiamo reagire. I ragazzi nello spogliatoio sanno bene cosa ci giochiamo".
La partita ha mostrato una Salernitana spenta nei primi 45 minuti, travolta dall’intensità della Samp e dalla spinta del "Ferraris". "Abbiamo sbagliato l’approccio. - ammette il tecnico - Loro sono entrati in campo con più determinazione e noi ci siamo complicati la vita da soli: troppi palloni persi, poca precisione in uscita. La testa ha fatto la differenza". Nel secondo tempo, qualche segnale di ripresa. Marino lo sottolinea: "Abbiamo reagito, soprattutto nel finale. Ma non è bastato. Serviva più cattiveria sotto porta. Serve accompagnare l’azione, servono più tiri, più convinzione. Se vogliamo vincere le partite dobbiamo fare di più davanti". L’allenatore difende il gruppo, consapevole delle difficoltà affrontate nelle settimane precedenti. "Non cerco scuse, ma lo stop forzato ci ha tolto ritmo. Allenarsi senza avversari, con l’incertezza sul futuro, non è facile. Loro hanno avuto un vantaggio psicologico e il sostegno del pubblico. Ma venerdì, in casa nostra, sarà diverso".
Marino fa anche i nomi di chi ha lasciato un’impronta positiva, come Tongya, mentre spiega le difficoltà di altri, su tutti Verde, debilitato da un virus intestinale. "Le scelte? Non è il momento di fare polemica. Siamo una squadra vera e lo dimostreremo nel ritorno". E sul rapporto con la tifoseria, parole che sanno di orgoglio: "Non serve fare appelli. I nostri tifosi ci saranno, come sempre. Hanno già dimostrato cosa significa Salerno. Dobbiamo onorarli, con tutto quello che abbiamo. Non possiamo mollare adesso. Come loro hanno segnato due gol, possiamo farlo anche noi". La sfida di venerdì, dunque, si carica di significato. Sarà la partita della vita per una Salernitana che vuole evitare una retrocessione che sarebbe devastante. Marino lo sa, e suona la carica: "C’è ancora un’opportunità. Dobbiamo essere lucidi, coraggiosi, determinati. All’"Arechi" si può scrivere una nuova storia".
Le espulsioni nel finale di Borini e Stojanovic priveranno le due compagini di due giocatori chiave nella sfida di ritorno. In casa blucerchiata, Alberico Evani mantiene i piedi per terra: "I ragazzi in questo mese hanno fatto un grandissimo lavoro, non solo tecnico e tattico ma hanno rafforzato anche lo spirito del gruppo. Siamo diventati una famiglia, pronti ad aiutarci uno con l’altro. Abbiamo lottato, sofferto, chi era fuori non vedeva l’ora di entrare. E’ questo lo spirito che volevo vedere stasera. Siamo passati dalle lacrime ad un momento di soddisfazione, sono due mesi che lavoriamo con difficoltà. C’era un’atmosfera diversa, un sentimento particolare. Sappiamo che non abbiamo fatto ancora nulla, nel calcio si parla alla fine. A Salerno ci sarà un’atmosfera simile alla nostra, anche loro hanno un grande pubblico, sono una grande squadra. Proveremo a recuperare energie e qualche giocatore. Su Cragno dico che si è rotto il tendine di Achille, pensavo ad un problema muscolare. Quindi non potremo contare su di lui per la partita di ritorno".
Il tecnico doriano ha continuato: "In questo mese siamo andati oltre le nostre aspettative, in un mese così difficile non avevamo la certezza di giocare. C’erano tanti interrogativi sia per noi che per la Salernitana, c’era il dubbio di come venivano gestite tensioni ed energie. Noi siamo stati discretamente bravi, abbiamo dovuto spendere tanto. L’atteggiamento dei ragazzi è stato ottimo, la spinta veniva anche dagli elementi che non erano sicuri di una maglia da titolare, anzi soprattutto da loro. - riprende SalernitanaNews - Borini in questo mese non ha lavorato a pieno regime perchè veniva da un infortunio, è riuscito a lavorare per una settimana ed abbiamo contato su di lui per lo spezzone finale del match. Coda si è sacrificato molto per la squadra, si è visto di meno in fase offensiva, ma arriverà il suo goal, ne sono sicuro. Meulensteen? E’ un elemento di grande visione di gioco ed è imprevedibile. Il risultato ci premia al momento, vedremo se riusciremo a ripeterci alla prossima".
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