

Chiusa un'annata dalle molteplici sfaccettature, Francesca Di Antonio è pronta a tuffarsi non solo nelle splendide acque delle località estive di casa e vacanza ma anche in una nuova avventura pallavolistica. "Quest'anno per me è stato tutto tranne che semplice, ma allo stesso tempo uno dei più formativi della mia vita. È stato il mio primo anno lontano dalla Sardegna e già questo rappresentava una grande sfida personale. Ho iniziato la stagione in Sicilia, a Palermo, ma a gennaio le nostre strade si sono separate e ho colto al volo l'opportunità di trasferirmi ad Albisola, in Liguria, sempre in B2. Siamo riuscite a toglierci delle belle soddisfazioni e soprattutto a centrare l'obiettivo che ci eravamo prefissate fin dall'inizio: la salvezza. Un traguardo che, per come si era messo l'anno, vale doppio e che porterò sempre nel cuore. Soprattutto perchè ad Albisola ho trovato una vera famiglia sportiva, fatta di persone genuine, compagne straordinarie e un ambiente che mi ha fatto sentire a casa in pochissimo tempo. Da questa stagione mi porto dietro una grandissima eredità personale: la consapevolezza di saper affrontare i cambiamenti, di sapersi rimettere in gioco e di non mollare mai, anche quando le cose non vanno come avevi immaginato".
Agli impegni in palestra, la classe 2004 ha sempre abbinato quelli sui libri: "Non è semplice, ma quando hai una grande passione trovi sempre il modo di far quadrare tutto. Io studio Scienze Motorie con l'Università Telematica Pegaso, proprio perchè, viaggiando spesso per la Pallavolo e cambiando città, avevo bisogno di un'opzione che mi permettesse di gestire al meglio i miei impegni sportivi. È importante sapersi organizzare e avere bene in mente gli impegni e le scadenze Il ricordo sportivo più bello della mia carriera finora è senza dubbio la stagione 2021/22, quando giocavo con l'Us Garibaldi. Quell'anno è stato incredibile: abbiamo vinto sia il campionato giovanile Under 17 che quello Under 19, conquistandoci così la partecipazione alle Finali Nazionali a Verona. Un'esperienza che porterò sempre nel cuore, per le emozioni vissute, il livello di gioco, il gruppo fantastico e la soddisfazione di vedere premiato tutto il lavoro fatto in palestra. Come se non bastasse, nello stesso anno abbiamo anche vinto il campionato di Serie C, e quella promozione è stata la ciliegina sulla torta di una stagione che definire perfetta è poco. Sono esperienze che ti restano addosso, che ti formano come atleta e come persona".
Dalla rete del canestro a quella che delinea la metà campo: "La mia passione è nata quasi per caso, circa 6-7 anni fa. Prima giocavo a Basket, ma mi trovavo in un momento complicato poichè ero rimasta l'unica ragazza in una squadra mista e per continuare, l'anno successivo avrei dovuto cambiare squadra. Un giorno, mentre ero al bar, un ragazzo che mia mamma conosceva, mi ha notato per l'altezza e mi ha proposto di fare una prova di Pallavolo. Ho accettato per curiosità e da lì è stato amore a prima vista. Fin dai primi allenamenti ho sentito che questo sport faceva per me e ho iniziato subito a raccogliere soddisfazioni importanti: già nel mio primo anno sono stata convocata al Trofeo delle Province, e l'anno successivo al Trofeo delle Regioni. Queste esperienze mi hanno dato una carica incredibile e mi hanno fatto capire che, anche se avevo iniziato più tardi di tante altre ragazze, potevo togliermi grandi soddisfazioni. Ho scelto di fare il centrale fin da subito, ed è sempre stato il mio ruolo. È una posizione che richiede velocità, lettura del gioco e tanta grinta a muro e in attacco ed è perfetta per il mio carattere e il mio modo di vivere lo sport. Non ho mai sentito il bisogno di cambiare, perchè lì in mezzo alla rete è il posto dove riesco a dare il massimo e a sentirmi davvero protagonista".
Tante le esperienze significative in cascina così come i rapporti umani cementati dentro e fuori dal campo: "Se tornassi indietro, rifarei tutto. Anche i momenti difficili, gli allenamenti più duri, perchè mi hanno resa la giocatrice e la persona che sono oggi. Tra tutte le persone meravigliose che ho incontrato grazie alla Pallavolo, mi sento di citare Ludovica. Abbiamo giocato insieme nella Smeralda Ossi e, ironia della sorte, all'inizio non ci stavamo per niente simpatiche. Due teste calde come noi, da avversarie, era impossibile che andassero d'accordo. Invece, quando abbiamo iniziato a conoscerci meglio, ho trovato una vera sorella. Abbiamo legato tantissimo, e anche se oggi la distanza ci separa, il nostro rapporto è rimasto fortissimo e so che sarà sempre così. La Pallavolo è anche questo: ti regala persone che entrano nella tua vita e non ne escono più. Per quanto riguarda le giovanissime che si affacciano alla prima squadra, credo sia importante accoglierle e farle sentire parte del gruppo sin da subito. Devono sentire la fiducia, il rispetto e la responsabilità di giocare a certi livelli, ma anche la serenità di poter sbagliare e imparare. Il nostro compito è accompagnarle, sostenerle e trasmettere loro la passione e il rispetto per questo sport".
La palla passa poi a quel che verrà: "Il mio sogno nel cassetto è quello di vincere un campionato di Serie B. È un obiettivo che mi porto dentro da quando ho iniziato a giocare seriamente e per il quale lavoro ogni giorno in palestra. Voglio continuare a crescere, migliorarmi e mettermi alla prova, perchè so di avere ancora tanto da dare e da imparare. A livello collettivo, il mio desiderio è sempre quello di far parte di squadre che abbiano fame di vittorie, che sappiano creare un gruppo vero e che non mollino mai, nemmeno davanti alle difficoltà. Perchè i risultati arrivano quando il gruppo è solido e ognuna gioca non solo per sè stessa, ma per la compagna accanto. Voglio continuare a costruirmi un percorso fatto di sfide, sacrifici e soddisfazioni, sempre con la grinta e la passione che questo sport mi ha insegnato". Modello di dedizione e abnegazione, di cosa voglia dire fare squadra. Atleta di valore e valori ereditati dalla famiglia e pronta a trasferirli in campo e nella vita: Francesca è pronta ad alzare l'asticella e ricavare i frutti dei suoi sacrifici.
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