

di Massimiliano Catapano
Mercato San Severino si risveglia in un incubo. Due cani sono stati rinvenuti presso il canile sanitario dell’ASL locale in condizioni disumane: con la testa fracassata, infestati da insetti, ricoperti di sangue e piaghe. Uno dei due, nonostante i disperati tentativi dei medici, è morto poco dopo il ricovero. L’altro lotta ancora tra la vita e la morte. Secondo i primi accertamenti, il gesto sarebbe stato compiuto da ignoti che avrebbero utilizzato un martello per colpire gli animali al cranio. Un atto di violenza cieca, calcolata, compiuta con la freddezza di chi non ha alcun rispetto per la vita. "Non è stato un incidente, né un fatto isolato", denuncia una volontaria attraverso un post social. "Due cani, nello stesso stato, nello stesso territorio, a poche ore l’uno dall’altro: non può essere una coincidenza. Qui c’è un mostro che si aggira impunito. Qualcuno che si diverte a massacrare esseri indifesi".
A rendere ancora più inquietante la vicenda è il fatto che uno dei cani fosse microchippato, segno che aveva un’identità e, forse, un padrone. "Questo dettaglio - afferma Gianna Senatore, volontaria del canile di Nocera Inferiore, giunta sul posto - impone alle autorità di indagare fino in fondo. Chi ha ridotto così questi animali va trovato. Non si può chiudere gli occhi di fronte a un crimine simile". Il Codice Penale italiano, all’articolo 544 ter, prevede pene severe per chi maltratta animali: fino a 18 mesi di reclusione e multe che possono raggiungere i 30.000 euro. La pena è aumentata se dagli atti crudeli deriva la morte dell’animale, come in questo caso. Eppure, in territori dove la civiltà dovrebbe essere un dato acquisito, si continua a tollerare la barbarie. Mentre ci si indigna per deiezioni canine sui marciapiedi, si ignora che esiste un orrore ben più profondo: quello della crudeltà gratuita e reiterata contro esseri senzienti e innocenti.
Mercato San Severino - scriviamolo senza ipocrisia - è oggi un luogo dove l’orrore è diventato quotidiano. Dove, accanto a strade trafficate e centri abitati, si aggira chi infligge sofferenza a esseri che non hanno voce. Non basta indignarsi sui social o pubblicare foto strazianti. Serve un’indagine seria, una risposta forte da parte dello Stato. Le associazioni animaliste chiedono a gran voce giustizia. Non solo per questi due poveri cani, ma per tutte le vittime senza nome che rischiano di fare la stessa fine. Il silenzio, in questi casi, è complicità.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.