

Un bagliore di positività e speranza nell'ennesimo pomeriggio cupo della difficile stagione della Salernitana. Nell'ultimo match casalingo di un campionato segnato dalla prematura retrocessione, il Verona è in vantaggio 0-2 e si prepara a festeggiare una più che meritata salvezza. Corre il minuto 76 quando per la prima volta si levano applausi convinti dall'"Arechi": sono tutti per Gerardo Fusco, salernitano doc, che fa il suo esordio in massima serie dopo un'ottima stagione con la Primavera a tre giorni dal suo diciannovesimo compleanno. L'attaccante, 6 reti con i babies allenati da Scarlato prima e Boccolini poi, subentra a Weissman e si fa subito apprezzare per impegno e sacrificio. Sarà proprio lui (foto Us Salernitana) a propiziare l'angolo e successivamente l'azione da cui ha origine l'1-2 finale di Maggiore che deposita in rete la respinta del palo sulla staffilata di Pierozzi azionato dallo stesso Fusco, numero 43 cucito sulle spalle.
Le gesta del papà Luca (storico capitano e 232 presenze con la Bersagliera), presente in tribuna con mamma Alessia, e dello zio Enzo (36 gettoni con la squadra della sua città) rimarranno scolpite nella memoria dei tifosi granata che hanno avuto il privilegio di sostenere due salernitani purosangue come loro, nel bello e nel cattivo tempo. Classe 2005, stesso sguardo del padre che lo portava con se da piccolissimo in campo prima di entrare a battagliare sul prato dell' "Arechi" e voglia di mangiarsi il campo dello zio, dopo aver mosso i primi passi nell'Academy di famiglia ha militato nel Benevento disputando il campionato Under 14 e affacciandosi all'Under 15 nazionale. Categoria da cui, invece, è partita la sua avventura granata agli ordini di mister Pasquale Cerrato iniziando un lungo, non facile ma altrettanto avvincente e affascinante percorso fatto di umiltà, abnegazione e piedi per terra per imprimere di nuovo il cognome Fusco nella storia del Cavalluccio.
Scalando le categorie è riuscito ad avverare il suo sogno, consapevole che è solo l'inizio. "E' un'emozione incredibile e indescrivibile, debuttare nella squadra della città dove sono nato e per cui ho sempre tifato. - spiega commosso a fine gara - Non ci credevo, ma ci ho sempre sperato, oggi è andata bene. Anche con l'Atalanta c'era questa possibilità, ma non si è concretizzata. C'era papà in tribuna, non l'ho ancora sentito, ma spero sia felice della mia prova. Sono nella mia città, è il sesto anno che sono qui ma so benissimo che questo è solo l'inizio. Ci sono giocatori di grande esperienza: Manolas, Boateng, Fazio, Candreva. Mi alleno con loro da 2-3 settimane ma posso trarre tutto il meglio da questa situazione". Ora la possibilità di mettere piede alla Scala del Calcio nell'ultima di campionato contro il Milan che saluterà Pioli e Giroud. E chissà se a "girarsi" nell'area di rigore di "San Siro" anzichè il francese sia proprio Gerry Fusco, pronto a fare uno scherzetto alla squadra del cuore dello zio. Intanto la triologia familiare si è completata, magari si ritroveranno tutti e tre tra qualche anno con ruoli diversi ma riuniti non solo dalla storia e dalla dinastia ma anche dal presente sportivo.
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