

Trasferta di fondamentale importanza alle porte per l'Antares Volley Roma che affronta l'Usd Sales per incamerare punti preziosi nella rincorsa play-off nel girone A del campionato regionale di Serie C. A scattare l'istantanea del campionato vissuto dalla formazione capitolina è Giulia Sforazzini: "Il campionato di quest'anno per noi è iniziato molto bene, siamo partite con la giusta carica nonostante qualche battuta di arresto contro le squadre di prima fascia. Le ultime due partite del girone di andata non sono affatto andate come speravamo ma siamo comunque riuscite a rimanere tra le prime cinque squadre della classifica con una differenza di 1 e 2 punti dalle squadre sopra. Siamo consapevoli di dover lavorare molto in questo periodo per non ripetere gli errori dell'andata e di migliorare alcuni aspetti della strategia di gioco. Sicuramente quello su cui lavoreremo costantemente però è l'approccio alle singole partite e la concentrazione in campo. Quest'anno la maggior parte delle giocatrici in campo è molto più giovane di me ma ha dimostrato fin da subito molta maturità e impegno".
Agli impegni in palestra, Giulia abbina quelli del quotidiano: "Conciliare l'attività sportiva agonistica con studio e/o lavoro non è sempre facile. Se l'obiettivo comune è quello di accedere ai play-off la richiesta di impegno e presenza è molto alta. Nel mio caso, lavorando durante la settimana, ho a disposizione il week-end come periodo libero per potermi riposare o fare altro. A volte, non lo nascondo, il non poter organizzare un viaggio e non potersi allontanare dalla città per le partite risulta pesante, anche a livello mentale. La passione e la voglia di arrivare ai play-off però danno la giusta spinta per andare avanti e allenarsi al meglio".
Un amore a scoppio ritardato: "La mia passione per la Pallavolo nasce, se così si può dire, un po' in ritardo. Ho sempre praticato sport a livello agonistico fin da piccola ma sempre sport individuali (Nuoto, Atletica). Mio padre, da giocatore e grande appassionato, ha sempre cercato di far avvicinare me e mia sorella alla Pallavolo e ci è riuscito quando ho accettato di iniziare a praticare Beach Volley. Questo mi ha fatto scoprire cosa significa praticare uno sport di squadra ma ha anche fatto in modo che il mio approccio alla tecnica pallavolistica avvenisse "al contrario": non avendo mai imparato i fondamentali della Pallavolo, iniziare con uno sport simile ma sulla sabbia ha poi creato delle lacune a livello di tecnica che ho dovuto recuperare in seguito. Inizio quindi ad allenarmi all'età di 17 anni e questo non lascia molto spazio agli allenatori per farmi provare più ruoli, come hanno fatto molte compagne invece. Da quando ho iniziato a praticare questo sport ho sempre giocato da martello. Negli anni successivi, la mia ricezione non accennava a migliorare e mi hanno suggerito di provare a giocare da opposto, ruolo che ricopro tuttora".
Un episodio particolare ha costellato il suo percorso sportivo: "Se devo scegliere un ricordo al quale sono legata penso ad un episodio fuori dal campo da gioco. Alla fine di un allenamento ad inizio anno, quando avevo iniziato da poco a giocare, un allenatore mi chiese se volevo essere la più brava in una squadra di basso livello oppure la meno brava in una squadra di giocatrici più esperte. Mi ricordo di non averci pensato due volte e risposi con la seconda opzione. Così l'allenatore mi face salire di categoria perchè avevo trasmesso voglia di imparare, migliorare e di mettermi in gioco ad un livello più alto, anche a costo di stare in panchina. Questo mi ricorda sempre che in questo sport non si smette mai di apprendere e che il noi viene prima dell'io. Se penso a qualcosa che non rifarei penso indubbiamente al momento in cui dovetti scegliere se iniziare il mio percorso sportivo nel mondo della Pallavolo partendo dal Beach. Sarei molto curiosa di sapere se, facendo una scelta diversa, mi sarei magari risparmiata lacune a livello tecnico, senza le quali avrei magri potuto essere ad un livello più alto. Allo stesso tempo però le scelte che ho fatto e le squadre in cui ho giocato mi hanno permesso di conoscere molte giocatrici fantastiche che poi sono rimaste mie amiche. Per questo anche non saprei scegliere una giocatrice in particolare che mi abbia lasciato di più il segno: tutte hanno contribuito al mio percorso in questo sport. Le compagne di squadra mi hanno insegnato cosa significa lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune e le avversarie mi hanno spinto a ricercare sempre una rivincita e un margine di miglioramento".
La palla passa poi al futuro prossimo: "Il sogno collettivo, che coincide con quello individuale, è ovviamente quello di arrivare ai play-off per poi magari vincere il campionato e passare di categoria. - conclude - L'obiettivo individuale è quello di puntare sempre più in alto, di scoprire fino a dove riuscirò ad arrivare in questo sport, migliorando impegno e costanza". Esempio che nella vita non c'è mai un tempo predefinito per iniziare qualcosa, modello di abnegazione condita da umiltà e valori umani: l'escalation di Giulia Sforazzini continua solcando la retta via.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.