

Tre punti sotto l'albero per l'Azimut Giorgione che ha chiuso la prima parte di campionato nel girone B di B1 femminile con un secco 3-0 alla Cort.Express Imoco. Dopo 11 giornate il sestetto trevigiano guida la classifica con un solo ko incassato a fronte di tutte vittorie. A garantire esperienza, solidità, quantità e qualità alla compagine veneta c'è Sara Ceron: "Ad agosto le aspettative erano molto positive e c'era un bell'entusiasmo da parte di tutti. Fino ad ora direi che i risultati hanno solo che convalidato tutto questo. Il nostro lavoro in palestra è sempre orientato all'obiettivo che ci siamo prefissati ed è un ottimo stimolo per mantenere sempre molto alta la concentrazione. Rispetto all'anno scorso sono arrivate atlete nuove e il nostro è un gruppo molto eterogeneo sia per età che per esperienza. L'aspetto su cui maggiormente siamo migliorate è sicuramente l'amalgama della squadra e la sintonia nel gioco. Non è mai una cosa scontata riuscire a trasformare un gruppo in una squadra vincente. Ci sono ovviamente alcuni aspetti tecnici su cui dobbiamo lavorare e per fortuna! Il lavoro in palestra, se no, diventerebbe monotono e poco produttivo. Posso sicuramente dire di essere orgogliosa di essere il capitano di questa squadra. Molte delle mie compagne sono giovani, appena uscite dall'Under o che ancora vi fanno parte. Penso che per loro sia una bella opportunità allenarsi e vivere l'atmosfera di un campionato come la B1 e per noi più 'esperte' è sempre bello raccogliere un po' di energia ed entusiasmo da loro. Ho sempre avuto molto a cuore le compagne più giovani di me perchè ricordo quando ero piccola io e quanto mi faceva piacere un sorriso, una parola o un complimento da ragazze più esperte e più grandi. Spero di essere per loro un punto di riferimento per qualsiasi cosa e il mio consiglio è quello di raccogliere il più possibile da tutti per costruire un bagaglio completo".
Agli impegni in palestra, la classe '93 ha sempre abbinato quelli studenteschi: "Per la Pallavolo sono uscita di casa molto presto, all'età di 14 anni. Dovevo quindi affrontare la seconda superiore e all'inizio non è stato facile. Lo sport però mi ha insegnato ad organizzarmi al meglio, a sfruttare ogni momento che avevo a disposizione per studiare e a perseverare anche quando le cose sembravano difficili o non andavano per il meglio. Il sacrificio e la determinazione mi hanno permesso di passare comunque dei bellissimi anni, forse quelli più indelebili, nonostante fossi lontana da casa e ancora molto giovane".
Una passione tramandata ed ereditata al meglio: "Già da piccola frequentavo molto spesso le palestre per andare a vedere mio fratello giocare. Fin da subito, nonostante la mia giovane età, ho gioito e sofferto con lui e ho capito che la Pallavolo poteva essere la mia strada. Come lui anch'io ho fin da subito fatto il centrale, ruolo che spesso viene assegnato alle persone alte. Non posso negare che ogni tanto mi domando perchè non ho insistito per cambiare ruolo ma, nonostante sia un ruolo che all'apparenza è poco protagonista, mi ha dato anche delle belle soddisfazioni".
Numerosissime le esperienze maturate e tesaurizzate: "I ricordi più belli e che mi hanno sempre motivata ad andare aventi sono stati gli anni dei giovanili. La vittoria dello Scudetto, tra l'altro partendo sotto 2 a 0 in finale, penso che sia stato il momento più emozionante della mia carriera. Ho fatto anche una promozione in A2 (a Talmassons) e una in A1 (Forlì con annessa Coppa Italia) senza dubbio due esperienze bellissime ma vissute con una maturità sportiva e con una consapevolezza diversa. Il giovanile è un mondo a sè e regala emozioni davvero fresche e difficili da ripetere. Non posso poi dimenticare l'anno in A1, un campionato di altissimo livello e che mi ha portata ad esprimermi sempre al 100% misurandomi con campionesse che prima di quel momento avevo visto solo in tv".
Altrettante le persone con cui instaurare legami che vanno al di là del campo: "In tutti questi anni ho maturato delle amicizie sparse per l'Italia che solo lo sport può regalarti. Ne vorrei citare una in particolare, Irene Gomiero, che ho incrociato nel mio cammino pallavolistico ben due volte e che per me è diventata una delle amiche a cui tengo di più in assoluto. Abbiamo due caratteri all'apparenza opposti e forse questo ci permette di completarci alla perfezione, sia in campo che fuori. Il suo atteggiamento in campo, che per chi non la conosce può essere elemento di critiche, è sintomo del suo agonismo sempre al massimo, della sua voglia di mettersi in gioco e del suo essere una compagna e amica sempre disposta a migliorarsi. La nostra intesa vincente, il nostro condividere anche a distanza, il nostro supporto reciproco anche nel silenzio ha reso il nostro rapporto davvero speciale".
Tempo di vacanze poi dita incrociate per una ripresa da protagoniste assolute: "Il sogno che ho nel breve periodo è riuscire a centrare l'obiettivo che ci siamo prefissati. - conclude - Non dirò altro perché il mondo pallavolistico è davvero molto scaramantico". Esempio di abnegazione, punto di riferimento per lo spogliatoio, fonte di energia, emblema dell'atleta di valore e valori: Sara Ceron è pronta ad arricchire ulteriormente la sua valigia di successi.
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