

Finale di 2023 e prima parte di stagione col botto per l'Ipag Volley Noventa con una meritata affermazione in rimonta sulla Rothoblaas Volano (3-1) che consolida il piazzamento a metà classifica della compagine vicentina. A garantire quantità e qualità, oltre che la giusta dose di esperienza, c'è senza dubbio Irene Gomiero: "L'anno scorso è stato un campionato molto strano, abbiamo perso Zanguio alla prima di campionato venendo così a mancare un profilo che garantiva il giusto equilibrio. Abbiamo sofferto molto questa cosa tutto l'anno. Poi eravamo un gruppo strano, non c'erano problemi tra di noi, ma non giocavamo di squadra. E questo, secondo me, fa la differenza sempre. - esordisce fotografando il passaggio tra un campionato e l'altro - Quest'anno invece eravamo partite davvero alla grande, abbiamo fatto alcuni cambiamenti in rosa, ma il gruppo si è unito e compattato da subito. Giocavamo davvero una bella Pallavolo, in modo umile ma consapevole di cosa potevamo fare. Poi alla terza di campionato abbiamo perso Poser e Pastorello per infortunio al ginocchio, e ora stiamo cercando di ritrovare un metodo di gioco con questa rinnovata formazione. Le nuove ragazze arrivate si sono integrate molto bene nel gruppo, sono tutte ragazze semplici che hanno passione per questo sport, e le giovanissime (c'è chi ha 13 anni meno di me) sono le "giovani di una volta", che portano rispetto per le più grandi, che sanno di non essere ancora arrivate da nessuna parte, e che il gioco di squadra fa la differenza, non quello individuale. E purtroppo a causa di certi allenatori e società, questa cosa non si trova più facilmente. Io qui sono fortunata".
Campo, palestra e routine professionale: "Faccio la barista. È un lavoro che amo, che sicuramente mi impegna a livello fisico, ma che mi fa stare bene. Riesco a conciliare il tutto, ma ammetto che il titolare mi è venuto incontro molto per il discorso orari".
Una passione tramandata di madre in figlia: "La mia passione per la Pallavolo nasce grazie a mia madre. Lei da giovane giocava e poi ha iniziato ad allenare il Mini Volley. Io avevo solo sei anni, ma per non lasciarmi a casa da sola mi portava con lei in palestra. Sono stata seduta solo il primo allenamento, poi ho voluto che mi comprasse le ginocchiere e il secondo allenamento mi sono allenata. Ero troppo piccola anche per il Mini Volley, quindi ai tornei non giocavo, mi allenavo e basta, ma mi rendeva felice. Quando sono diventata un po' più grande mi hanno messa a giocare come centrale. Poi fortunatamente un bravissimo allenatore ha capito che il mio ruolo doveva essere il posto 4. Ricordo che ero triste , non volevo cambiare ruolo. Ma con il tempo ho capito che non avrebbe potuto fare scelta migliore".
Tanti i ricordi che hanno costellato la sua carriera: "Sono moltissimi in realtà. Davvero. Ci sono campionati o partite che ho nel cuore e porterò sempre. Ma credo che la vittoria del campionato in Francia, quando nessuno se lo aspettava, e i vari collegiali e competizioni con la Nazionale giovanile, siano i ricordi che mi fanno venire la pelle d'oca ogni volta che ci penso. Credo che tutto il mio percorso sia stato definito dalle scelte, a volte rimpiango di aver pensato prima agli altri che a me, rovinandomi una stagione sportiva, ma poco dopo è arrivata la vittoria con il St. Raphael, non sarei mai finita lì se non avessi avuto quella brutta annata. Quindi alla fine credo di non pentirmi di niente. Tantissime giocatrici mi hanno lasciato tanto e insegnato molto. Sono davvero troppe. Dalle giovanili ho sempre ammirato Gilda Lombardo, e ritrovarmici dopo tanti anni a Talmassons e vincere un campionato insieme è stato indescrivibile. Lei è davvero una gran giocatrice, una con la quale rigiocherei sempre. Ma tante altre sono state importanti a livello mentale".
Fiducia e consapevolezza verso il futuro: "A livello di squadra mi auguro che ritroveremo un equilibrio. Per ricominciare a vincere, nonostante la situazione. A livello individuale mi auguro sempre di lasciare qualcosa di personale alle mie compagne, più che qualcosa di tecnico. - conclude sorridendo - E di continuare ad avere le gambe che mi reggono sempre per continuare a giocare nonostante l'età". Ironica, caparbia, esempio di abnegazione nella vita e nello sport, l'avvenire di Irene Gomiero non potrà che essere avvincente e radioso come il suo sorriso.
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