

Ultima dell'anno casalinga per la Volley Academy Valtellina & Valchiavenna che, reduce dallo stop sul campo dell'Imoco, ospita a Delebio l'Orotig Peschiera Ponti cercando uno scatto importante in ottica salvezza per ricucire sulle dirette concorrenti e non perdere ulteriore terreno. A caricare la squadra, dall'alto della sua esperienza, ci pensa la schiacciatrice Federica Foscari che fotografa il passaggio tra una stagione e l'altra: "Il precedente campionato per me è iniziato in corsa, sono arrivata a Concorezzo a gennaio e le vittorie erano 2 a metà stagione. Penso di aver contribuito a portare un po' di carica e di equilibrio e in più il cambio allenatore ha consentito a tutti di lavorare meglio e in modo più ordinato. Abbiamo dato una sterzata forte al trend dell'inizio di stagione e ci siamo salvate portando a casa l'obiettivo iniziale della società. Quindi bilancio positivo assolutamente. Quest'anno la stagione è molto tosta perchè siamo in un girone davvero forte forte in cui ogni squadra è allestita per far bene e ha speso tanto per avere un roster di livello! Noi siamo giovanissime (me esclusa che sono alla soglia dei trenta ormai) e sono fortunata ad essere il capitano di un gruppo che cresce ogni giorno. Diciamo che la parola 'risultato' da qualche anno la sto un po' cancellando dal mio dizionario e parlo più che altro di 'obiettivi'. I nostri sono di lavorare tanto e crescere altrettanto e credere che questo possa permetterci di essere migliori. Nel nostro piccolo ci proviamo ogni giorno e se le cose non vanno proviamo a sistemarle insieme perchè la cosa positiva è il clima, da società a allenatori a staff, tutti super trasparenti e comprensivi della situazione. Basti pensare che l'età media è di 20 anni e giochiamo comunque al pari di ogni formazione che incontriamo, quindi va bene così. Dalla preparazione a ora siamo totalmente diverse tutte e totalmente migliorare ed è grazie allo staff e al nostro impegno. Come direbbe il mio allenatore, non concentriamoci sul dito se indichiamo alla luna!".
Siciliana originaria di Selinunte, trapiantata in Lombardia con la musica e la scrittura di brani nel sangue, il capitano abbina agli impegni in palestra quelli professionali: "Gioco in Valtellina e lavoro a Milano ed è indiscutibilmente un sacrificio. Ma per fortuna ho un contorno intelligente e che capisce. Ogni tanto mi vengono dolori vari per le posture scorrette per le troppe ore di macchina o per il poco sonno ma la passione che mi muove per fare entrambe le cose supera sempre tutto alla fine".
Una passione nata in grembo: "La mia passione per la Pallavolo nasce quasi con me. Mia mamma faceva la Serie A al mio paese e mi ha portata in palestra da subito ed è stato colpo di fulmine. Mi piaceva l'idea di non fare cadere la palla per terra, era proprio come una sfida e io amo le sfide per forma mentis! Ho continuato perchè ho trovato il giusto allenatore, penso, cioè Santo Scaglione. Una persona da incorniciare, corretta e competente, che ama questo sport tantissimo e che ci ha sempre dedicato la sua vita intera. Lui ha iniziato da subito a farmi fare l'attaccante perchè ero molto coordinata e mi piaceva saltare e tirare, in più saltavo tanto tanto da piccola. Ricevevo anche bene perchè amavo e amo il bagher in tutte le sue forme quindi ho iniziato a fare la banda ricettrice (anche l'opposto ricettore se era necessario) fin dalle Under. Ho fatto le giovanili tra Marsala e Castelvetrano, cercando di prendere dai vari allenatori tutto ciò che di bello potevo prendere".
Tante le esperienze maturate così come le persone con cui instaurare rapporti speciali: "Un ricordo sportivo a cui sono legata tanto è la Coppa Italia a Castellana Grotte contro Castel Bellino del 2018/19 nella mia annata all'Amando Volley Santa Teresa con cui dopo abbiamo fatto la promozione dalla B2 alla B1. Non ho una compagna che mi ha lasciato di più, tutte nel loro piccolo a livello umano mi hanno lasciato tantissimo. Anche ora ho compagne che mi stanno già lasciando tanto e mi aiutano a migliorare ogni giorno. Forse Alessandra Camarda, però, nel mio ruolo, è quella che tecnicamente mi ha dato di più".
La palla passa poi al futuro prossimo: "Il mio sogno da bambina è quello di fare la Serie A e sempre quello sarà finchè le mie gambe avranno forza e voglia di giocare. Però bisogna essere onesti e bisogna avere degli obiettivi più concreti e raggiungibili, voglio essere utile quanto più possibile all'economia della mia squadra e voglio essere da capitano un esempio per le piccole attorno a me perchè sento di avere una responsabilità e quasi un dovere in tal senso. Gli obiettivi collettivi? Far bene contro chiunque e far sudare a chiunque, dentro e fuori casa. - conclude - Non regalare niente mai… ai risultati poi si pensa!". Schietta, solare, una carica di adrenalina che solo chi ha la musica e l'arte nel dna può trasmettere, valori umani prima che tecnici: Federica Foscari lancia l'assalto verso nuove imprese.
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