

"L’aveva minacciata con una penna e poi afferrata per i capelli". Il soggetto della frase sarebbe l’idraulico 40enne Marco Aiello, la vittima la moglie Maria Rosa Troisi, 37 anni. Eppure i fatti - ricostruiti nella richiesta di convalida dell’arresto, accolta dal gip Giovanna Pacifico, a firma di Licia Vivaldi, pm titolare delle indagini sul femminicidio - non risalgono al 20 settembre, il terribile mercoledì in cui la giovane è stata assassinata dal marito con una coltellata alla gola, ma a 108 giorni prima del delitto. Era il pomeriggio del 4 giugno, un’apparentemente placida e assolata domenica d’inizio estate, e l’abitazione del padre dell’idraulico sarebbe stata teatro d’un "litigio così cruento", parole del sostituto procuratore, da indurre la madre di Aiello a trasferirsi per circa 20 giorni dal figlio. Con un proposito: proteggere la nuora dopo quanto accaduto.
Nel corso di quel violento alterco, del quale gli inquirenti hanno appreso dai testimoni oculari, i familiari, l’idraulico (assistito dall’avvocato Leopoldo Suprani, che nella mattinata di ieri ha rinunciato all’istanza di riesame presentata in precedenza) avrebbe a più riprese incalzato la moglie, pretendendo di sapere il nome ed il cognome della persona che entrava in casa loro quando lui era assente. Maria Rosa avrebbe respinto l’accusa. E a quel punto Aiello "l’afferrava per i capelli e la strattonava", tanto da rendere necessario l’intervento dei cari – dell’uomo – per separarli. Quel giorno i parenti dell’idraulico chiesero aiuto: contattarono più volte il 112 ed il 113 «senza ricevere risposta".
FONTE: La Città
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