

«Ci ha minacciati con un coltello». Questa, in soldoni, la giustificazione addotta dai giovanissimi al pm per giustificare le botte che sferrarono ad un operaio. Sessantaquattro anni. È l’età complessiva – in quattro – dei minori che avrebbero ammesso d’aver pestato il 50enne che era sceso di casa, nel cuore del rione Serroni, mosso dal proposito di redarguirli per gli schiamazzi. Un’aggressione, quella del 19 marzo scorso, che impressionò ancor di più i battipagliesi quando, due notti più in là, l’auto del malcapitato operaio fu data alle fiamme. Se per quel fuoco, ad oggi, non ci sono sospettati, per i calci e i pugni, invece, cinque giovanissimi sono stati iscritti nel registro degli indagati: Patrizia Imperato, pm della Procura presso il Tribunale per i minorenni titolare dell’inchiesta, ne ha interrogati quattro, assistiti a vario titolo dagli avvocati Damiano Cardiello ed Alessio Giaquinto. In due sono battipagliesi: uno è di Belvedere, e proprio nella notte del pestaggio festeggiava il suo 16esimo compleanno, mentre l’altro, 17enne (all’epoca dei fatti), è del rione Turco. Poi ci sono pure altri due sedicenni: uno è di Salerno, l’altro di Campagna.
FONTE: La Città
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