

Riparte dall'ossatura dello scorso anno l'Autostop Trestina in vista del prossimo campionato di B2 con il sodalizio umbro inserito nel girone G. Tra le riconferme spicca quella di Giada Cesari. "Il campionato scorso è stato in linea con le aspettative della squadra e della società, forse in alcuni frangenti avremmo potuto fare di meglio ma in linea di massima è andato come ci aspettavamo considerando anche, e non è una giustificazione, varie cause di forza maggiore che hanno un po' condizionato la qualità della preparazione alle partite. - esordisce il libero classe '95 ai nostri microfoni - Sicuramente abbiamo dimostrato di essere una squadra ben quadrata soprattutto in seconda linea fin dall'inizio mentre c'è stata una crescita nel corso del campionato per quanto riguarda il livello di attacco, muro e l'incisività della battuta. Per la prossima stagione credo che dovremo lavorare in modo uniforme su tutti i fondamentali ed in particolare sul ridurre la percentuale di errore che a volte è determinante per portare a casa la partita. Le giovani che sono state inserite in prima squadra verranno sicuramente accolte nel migliore dei modi, dalle giocatrici ma dalla società in primis, credo che sarà un'esperienza importante per loro con la quale crescere e io sarò la prima a dare il mio contributo sotto questo punto di vista, consapevole del fatto che non si smette mai di imparare e che non è l'età a definire un giocatore".
Lo scorso torneo è stato il primo dopo due anni a non subire condizionamenti e stravolgimenti legati al Covid: "Il periodo della pandemia è stato assurdo e strano come per tutti, inizialmente, ancora inconsapevoli che lo stop sarebbe stato praticamente definitivo, siamo state ad aspettare sperando che la situazione cambiasse. Quando poi abbiamo compreso che lo stop sarebbe stato più lungo del previsto con la società abbiamo concordato di sentirci direttamente alla ripresa dell'attività sportiva. Io personalmente ho continuato ad allenarmi come potevo in casa sia per dare una routine alle giornate sia per mantenermi ancora attiva ed avere uno sfogo a livello fisico anche se ovviamente non è una cosa paragonabile al gioco ne al condividere tutto con il gruppo. Per quanto riguarda la questione dei tamponi e del vaccino sono sempre stata d'accordo, non tanto per una questione personale ma soprattutto per la tutela delle persone che mi stanno accanto. Ricominciare l'anno senza obblighi è stato un sospiro di sollievo ed un naturale ritorno alla normalità".
Agli impegni in palestra, Giada abbina quelli del quotidiano: "Conciliare il lavoro, la vita di tutti i giorni e lo sport non è una cosa semplice e a volte mette a dura prova sia il corpo che la mente, io stessa avevo deciso di fermarmi quest'anno per avere più tempo per me e la mia famiglia ma poi come sempre mi sono detta "finchè posso continuo" e chi mi conosce sapeva già che sarebbe andata così. Sicuramente posso dire che non si vive alla giornata, bisogna organizzarsi per riuscire ad essere sul pezzo in ogni ambito della propria vita e non sempre ci si riesce. La Pallavolo è una passione che per quanto bella possa essere comporta molti sacrifici sia per gli atleti che, a volte, per coloro che li circondano e per questo sono grata alla mia famiglia e alle persone che mi stanno accanto perchè mi hanno sempre sostenuto, anche quando ero io la prima a non farlo, permettendomi di sentirmi libera nelle mie scelte".
Una passione nata in tv: "La mia passione per la Pallavolo nasce a 7 anni guardando il cartone animato di Mila e Shiro ma anche grazie ai miei nonni che inconsapevolmente mi hanno dato le prime basi per intraprendere questo percorso. - ricorda l'atleta cresciuta nel Città di Castello - Quello che mi ha spinto ad iniziare è stato inizialmente la volontà di approcciarmi ad uno sport e la possibilità di condividere qualcosa in più con i miei due migliori amici di scuola che hanno scelto insieme a me di impegnarsi in questa nuova avventura che poi è diventata un sogno. Crescendo ho iniziato a sperare di diventare un giorno una giocatrice di Pallavolo a tutti gli effetti e mi sono impegnata e sacrificata fin da subito per dare il massimo per me stessa e la mia squadra. Più andavo avanti più vedevo che inaspettatamente i miei sforzi venivano ripagati, ed ecco che dopo 20 anni ancora sono qui".
Tanti anche i momenti da evidenziare in rosso sul curriculum con un episodio in particolare che esula dall'aspetto prettamente sportivo: "Il ricordo al quale sono più legata risale alla prima partita dell'anno di B1, in un momento triste della mia vita in cui era venuto a mancare mio zio pochi giorni prima. Prima di iniziare la partita c'è stato il minuto di silenzio, ero agitata e commossa allo stesso tempo, stavo per crollare, quando ho sentito l'abbraccio delle mie compagne che mi hanno trasmesso la carica per andare avanti, lí ho deciso che avrei dedicato a lui quella prima partita. Io non so che strano mix di emozioni avessi in corpo, entusiasmo e ansia perchè non avevo mai giocato in una categoria di B1, rabbia e tristezza per quello che era successo; so solo che tutto è sparito al fischio dell'arbitro e si è trasformato in adrenalina e posso dire di aver fatto una gran prestazione che non mi sarei mai aspettata (abbiamo vinto). In quel momento mi sono sentita fiera di me e anche se era solo una partita ho sentito come se qualcuno da lassù stesse facendo il tifo per me, non dimenticherò mai un emozione così forte. Credo che rifarei tutto perchè ogni esperienza mi ha reso la giocatrice e persona che sono".
Tante anche le persone che hanno scandito, scandiscono e continueranno a scandire il suo percorso: "La compagna che sicuramente mi ha lasciato il segno, con la quale sono cresciuta e che continua ad essere la mia spalla destra è Francesca Mancini, ormai siamo da anni inseparabili e ci capiamo su tutto". Lo sguardo volge al futuro prossimo: "Per quanto riguarda i sogni sarebbe bello vincere un campionato ovviamente, ma chissà! Comunque vada - conclude - spero che la Pallavolo in qualche modo rimanga sempre parte della mia vita, qualsiasi strada sceglierò di intraprendere in futuro!". Impegno, abnegazione, professionalità, capacità e la forza di chi la guarda da lassù: il viaggio di Giada Cesari è destinato ad arricchirsi di nuove mete vincenti.
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