

Ripartire da quanto di buono costruito nello scorso torneo, soprattutto nella seconda parte, per alzare l'asticella e puntare in alto. E' questo il credo della compagine femminile del Cus Venezia militante nel campionato di Prima Divisione. Tra le atlete di spicco della formazione lagunare c'è senza ombra di dubbio la palleggiatrice Isotta Barbini: "Per questa nuova stagione ripartiamo dalle basi che abbiamo costruito alla fine dell'anno scorso. - esordisce ai nostri microfoni - Abbiamo finito in bellezza perdendo solo una partita nel girone di ritorno e speriamo che questa voglia di giocare, divertirsi e vincere continui. Abbiamo ancora lavoro da fare, ma sono convinta che partiremo premendo sull'acceleratore per raggiungere i nostri obiettivi".
Il bilancio dell'ultimo torneo è comunque soddisfacente: "Quest'anno il campionato è andato bene tutto sommato. Forse ci aspettavamo di più ma ci sono state delle difficoltà anche a causa del Covid. Siamo migliorate molto sia individualmente che come squadra, è difficile vederci mollare, ci crediamo fino in fondo. Purtroppo un nostro difetto su cui dobbiamo ancora lavorare sono dei totali black out durante le partite che ci portano a perdere 5-6 punti di fila che sono importantissimi. La cosa che ci caratterizza è che siamo una squadra molto unita, abbiamo atlete che vanno dai 14 ai 24 anni ma siamo un unico grande gruppo, la differenza di eta non si sente nemmeno. Ci supportiamo molto a vicenda, c'è un bel via vai tra panchina e campo di gioco e, quando si capita fuori, non manca mai l'occasione di incitare la squadra con cori e urla".
Smaltiti gli ultimi postumi del Covid, dopo due anni la stagione si è chiusa senza intoppi: "E' stata dura all'inizio doversi ritrovare chiusi in casa senza poter avere nessun tipo di sfogo. E' stato anche difficile riprendere dopo un periodo di stop relativamente lungo, però è stata dura per tutti e ci siamo dovute adattare. Sono stata molto favorevole all'obbligo di tampone in palestra perchè senza di esso allenarmi non sarebbe più stato uno svago, in quanto io avessi una situazione difficile in famiglia con soggetti a rischio. Io stessa soffro d'asma ed ero spaventata alla possibilità di poterlo contrarre perciò ho subito fatto il vaccino come tutte le mie compagne di squadra. Anche dopo l'esplosione iniziale della pandemia è stata difficile perchè ognuno ha ripreso a vivere in modo, più o meno, normale e dunque il virus girava lo stesso. Abbiamo affrontato momenti in cui in squadra ne avevamo 3/4 a riposo perchè positive nel bel mezzo del campionato. Ci siamo dovute arrangiare giocando partite in ruoli non nostri per dare una mano alla squadra…poveri liberi costretti a fare i centrali!".
Agli impegni in palestra Isotta abbina quelli accademici: "Conciliare sport e studio, nel mio caso, non sempre è stato facile. Frequentando l'Università la mattina in un'altra città, ho dovuto fare le corse per riuscire a fare tutto. Se si è ben organizzati ci si riesce tranquillamente (quasi sempre). Ovviamente ci sono periodi più difficili sotto sessione che ti obbligano a portare via i libri e sperare di trovare un momento per studiare in macchina andando in trasferta. Però alla fine non c'è nulla di meglio di andare ad allenamento dopo aver studiato tutto il giorno, quando il cervello è stanco e ha bisogno di ricaricare con un po' di adrenalina e divertimento".
Una passione nata per caso: "Ho provato un sacco di sport prima di iniziare con la Pallavolo, dal Basket all'Arrampicata. Quando avevo 8 anni facevo Danza e mi piaceva ma sentivo che mancava un qualcosa che nemmeno io sapevo cosa fosse. Un giorno mia mamma mi ha proposto di fare la lezione di prova al MiniVolley del Cus Venezia e li mi sono innamorata. Da subito ho trovato quello che mi mancava e ormai sono 11 anni che gioco con la stessa passione che avevo da piccola. Ormai le mie storiche compagne di squadra hanno preso tutte strade diverse ma è anche quello il bello, conoscere persone nuove con cui condividere la propria passione anno dopo anno. Più si va avanti, più si cresce e si migliora. Forse ciò che mi ha spinto a continuare è il fatto che quando sono in palestra mi dimentico del mondo esterno, non mi ricordo più dei problemi e delle difficoltà che ci sono la fuori, mi diverto e basta. O forse l'ambiente che si crea dentro una palestra, ci si allena intensamente ma ci si diverte anche tanto".
Tanti i momenti da annoverare tra i ricordi: "In 11 anni ce ne sono moltissimi, di belli e di brutti. Sono stati anni altalenanti, ci sono stati momenti in cui ho pensato che forse non fosse la mia strada. Rifarei tutto da capo: il MiniVolley, le selezioni per entrare in Under 12, i campionati, i ritiri, i tornei…tutto. Questo sport mi ha permesso di divertirmi e svagarmi anche nei momenti più brutti e anche di conoscere le mie, tutt'ora, migliori amiche che hanno giocato con me fino a 4/5 anni fa. Purtroppo, come ho detto prima, sono rimasta l'unica del mio anno ma le amicizie che si sono formate in palestra sono indelebili e ancora forti dopo anni".
Lo sguardo volge al futuro prossimo: "Obiettivi ce ne sono tanti, sicuramente di migliorare sempre di più per dare una mano alla mia squadra. Siamo un bel gruppo, condividiamo sogni e obiettivi, e dobbiamo lavorare sodo per ottenerli. Credo che tutte in squadra sognino di arrivare in alto, insieme. Il nostro desiderio - conclude la numero 10, quello che indossano gli atleti di maggior talento - sarebbe magari di riuscire a salire di categoria ma chissà, magari con impegno e dedizione non rimarrà solamente un sogno: l'importante è crederci, sempre". Seria, professionale, umile con la giusta dose di ambizione: Isotta Barbini è pronta ad alzare tanti palloni vincenti.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.