

Nella marcia salvezza della RN Imperia, soprattutto nelle due gare decisive di cui il match di non ritorno in casa della Roma Vis Nova, c'è tanto delle mani e della reattività di Giorgia Bottiglieri che al suo primo anno in Liguria ha impresso da subito il suo marchio di fabbrica contribuendo in maniera decisiva a suon di parate alla salvezza delle giallorosse. "Il trasferimento ad Imperia è stata la conseguenza di diversi fattori, la mia vecchia società (la Coser) non aveva intenzione di iscrivere la squadra al campionato di Serie A2, quindi anche grazie all'aiuto del mio ex presidente ho scelto di proseguire in questo modo, il che mi ha permesso di conciliare sport e studio. - esodisce ai nostri microfoni l'estremo difensore - Il campionato ovviamente non è andato come previsto, ci sono state delle problematiche che ci hanno portato a dover affrontare i play-out".
Un ambientamento semplice con la sterzata finale: "Entrare a far parte di una nuova squadra è stato strano all'inizio, però le ragazze sono state gentili e non è stato difficile fare amicizia con loro. Molte hanno più o meno la mia età ma anche con le più piccole siamo riuscite col tempo a conoscerci meglio. Il cambio di allenatore alla fine del campionato ci ha dato una scossa, non siamo riuscite ad evitare i play-out, ma abbiamo comunque cercato di dare il massimo, soprattutto concentrandoci sul gruppo. In gara 1 non avevamo ancora raggiunto a pieno il nostro equilibrio, però abbiamo cercato di non farci condizionare dalla sconfitta e siamo riuscite, anche grazie all'allenatore, a recuperare". La parata più bella? "Direi che in generale ogni volta è sempre la parata più bella, perchè cresce la sicurezza in me e nelle mie compagne".
Tra le note liete una stagione regolare finalmente non condizionata da incognite legate alla pandemia: "Non è stato facile durante la pandemia affrontare il distacco dalle mie compagne, soprattutto perchè facevano parte del mio quotidiano, ma abbiamo comunque trovato io modo di allenarci insieme a distanza. Quando si è ricominciata l'attività sportiva ovviamente non era tutto come prima, ma credo che gestire le varie problematiche legate alla pandemia in uno sport come la Pallanuoto (sport di contatto) non deve essere stato facile. Per me l'importante è stato tornare a giocare a prescindere dalle modalità".
Agli impegni in acqua, Giorgia abbina quelli accademici anche lontana da casa: "Studiare all'Università e continuare a fare sport non è facile, soprattutto se si tratta di uno sport impegnativo come la Pallanuoto. Sinceramente sono sempre stata abituata ad allenarmi e a studiare facendo entrambe le cose insieme. Lo sport insegna a lavorare per raggiungere i propri obiettivi ed è quello che sto cercando di fare anche per quanto riguarda lo studio. - evidenzia la civitavecchiese - Anche se ho incontrato delle difficoltà, perché non sempre nelle Università si mettono a disposizione i mezzi giusti per conciliare entrambe le cose".
Una passione nata in famiglia: "La mia passione per la Pallanuoto nasce dalla mia famiglia, soprattutto da mia madre che ha praticato questo sport per più di vent'anni (e ancora continua). - aggiunge la numero 1 - All'inizio non volevo seguire le sue orme ma poi è stato naturale per me iniziare questo percorso". Tanti anche i momenti da evidenziare in rosso nonostante la giovanissima età: "Ci sono molti ricordi sportivi ai quali sono legata, se devo sceglierne uno forse è la finale dei play-out, gara 3 ad Imperia, perchè è stata la prima vittoria in una finale che ho giocato come portiere titolare. Non c'è nulla che non rifarei, perchè si può sempre migliorare, ma le scelte che ho fatto mi hanno portata su questa strada e per il momento mi va bene così".
Stesso discorso per i legami: "La compagna di squadra che nel corso degli anni mi ha lasciato più segno è stata sicuramente Jennifer Fraticelli. Quando ero più piccola andavo a vedere le partite della prima squadra, lei giocava come portiere titolare, e pensavo che sarei voluta diventare brava quanto lei. Poi quando sono cresciuta e ho cominciato a giocare come secondo portiere, Jenny è sempre stata pronta ad aiutarmi in ogni situazione, mi ha insegnato tanto, non solo a livello tecnico. Ora siamo amiche e sono molto legata a lei. Ma comunque posso dire che tutte le ragazze con cui ho giocato, in un modo o nell'altro mi hanno lasciato qualcosa, anche il gruppo di Imperia".
La palla passa poi al futuro prossimo: "Al momento il mio obiettivo nella Pallanuoto è quello di cresce il più possibile e magari - conclude - vincendo una finale (questa volta dei play-off), arrivare a giocare in A1". Tecnica, abnegazione, voglia continua di imparare e migliorarsi: gli ingredienti per riuscirci Giorgia Bottiglieri li ha nel DNA.
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