

Nella lunga ed intensissima estate pallanuotistica, tra Mondiali, Universiadi, Europei e finali giovanili, radiovasca non ha lesinato annunci di sensazionali colpi di mercato. Trasferimenti importanti che per quanto concerne l'Italia in rosa hanno riguardato sia le compagini del Bel Paese ma in particolar modo anche le atlete. Tra quelli che hanno fatto più rumore (oltre al passaggio di Giustini dalla Sis al Sabadell ed ai movimenti interni come Tabani all'Orizzonte), c'è sicuramente l'approdo all'Olympiacos, plurititolata squadra in ambito internazionale, dell'estremo difensore cosentino Divina Nigro che si appresta così ad affrontare la sua seconda stagione in Grecia, paese di cui è originaria ed ha acquisito anche la nazionalità. "L'ultima annata all'Aek Atene è stata molto complicata ma bella. Ho sicuramente ritrovato forma fisica, grinta, voglia di giocare e di mettermi in mostra. - esordisce ai nostri microfoni - È stato un anno duro, abbiamo fatto un campionato di media bassa classifica ma siamo riuscite a rimanere nella categoria seppure la diverse difficolta societarie. Sicuramente un anno che mi ha permesso di crescere molto mentalmente e caratterialmente. Un anno carico di responsabilità che a volte sono pesate in maniera non indifferente ma nel complesso sono fiera della mia reazione davanti a ciò che non è andato come mi aspettavo. Inoltre è stato il mio primo anno in Grecia: campionato nuovo, persone completamente nuove con mentalità sportiva e personale differente, ciò legato anche a motivazioni culturali. Seppure mezza greca ho sempre vissuto in Italia, quindi è stato come aver fatto un anno da straniera. Lingua diversa dalla mia natia, tradizioni e persone da scoprire ed imparare ad accettare valori diversi ma decisamente sono contenta della mia scelta".
Tante le differenze percepite nel passaggio dall'Italia alla terra ellenica con l'intermezzo francese: "Quello che mi ha colpito in generale è stato il modo rilassato in cui vengono prese le cose. Pallanuotisticamente, sicuramente tale situazione varia in base al livello della squadra ma diciamo che in Italia, non parlo solo di Verona dove abbiamo fatto campionati di alto livello, ho sempre respirato una voglia di voler arrivare e senso un di appartenenza alla società, che in Grecia manca. - continua il portiere giramondo - Le squadre sono di fatti quasi tutte ad Atene e le giocatrici si spostano di anno in anno in base a diversi fattori quindi manca il legame con i colori ed il senso di appartenenza che in Italia è molto più caratteristico. Inoltre, appunto positivo e negativo insieme, le greche sono tutte molto convinte delle proprie capacità. Da un lato questo ti porta a trovare ragazzine molto sfrontate nel gioco e non avere quel 'timore reverenziale' proprio di molte realtà in Italia, Nazionale inclusa, ma dall'altro fa si che anche giocatrici molto scarse abbiano voce in capitolo su tutto e si lamentino notevolmente. Come paese e stile di vita invece, è tutto molto simile al sud Italia. Clima fantastico, mare, e persone gentili e sorridenti, ed ovviamente buon cibo".
Senza peli sulla lingua Divina che racconta la genesi del passaggio in biancorosso: "Stavo valutando diverse proposte (in Italia in primis in quanto stavo pensando di riavvicinarmi a casa, ma anche in Grecia ed in altre realtà europee) quando è arrivata la chiamata dell'Olympiacos. Nel momento esatto in cui ho ricevuto la telefonata, la mia testa aveva già deciso. La trattativa si è conclusa molto rapidamente e nel giro di pochi giorni avevo già firmato il pre-contratto. Cosa difficile è stata "mantenere il segreto" per oltre un mese dal momento che il club mi aveva chiesto di non diffondere la notizia fino a comunicazione loro ufficiale, e con le persone attorno a me che mi chiedevano e facevano gossip di mercato (soprattutto in Grecia). Sicuramente le emozioni sono tante. Andrò in una squadra non solo forte ma soprattutto unita, ragazze che giocano insieme da sempre, nel club ed in Nazionale. Come mi ha sempre detto il mio primo allenatore: umile ma mai arrendevole. Io vado lì con la voglia di dare il massimo e di provare a trovare una squadra con cui condividere momenti belli, difficoltà e con cui poter crescere".
Nonostante diverse proposte dall'A1 tricolore, il ritorno in Italia si allontana: "La vedo, per diverse motivazioni, lontana dalla me odierna. Avevo bisogno di respirare aria diversa, di misurarmi con altre nuove e ripartire da me e da quello che amo: giocare a Pallanuoto senza nessun tipo di influenza esterna. Sicuramente tornare in Italia rappresenta nel futuro una possibilità, tutti sanno che sono molto vicina ad un allenatore italiano che mi ha sempre supportata, seguita e sostenuta; giocare per lui sarebbe un onore. Ma voglio tornare quando sarò pronta soprattutto mentalmente a confrontarmi nuovamente con la Pallanuoto italiana, le sue dinamiche ed il suo palcoscenico".
Lo sguardo volge poi al presente e futuro prossimo: "Io voglio tornare a vincere e voglio mettermi in gioco su tutti i fronti. Attualmente il mio unico obiettivo è non pormi limiti, cosa che purtroppo ho fatto negli anni passati, e vedere quanto in altro riuscirò ad arrivare. - conclude - E sicuramente, un sogno nel cassetto sarebbe giocare una finale dì Champions, ma dovremo dimostrare sul campo di meritarla". Il tour senza confini di Divina Nigro continua. No limits.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.