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Giffoni Film Festival, il ministro Valditara: "Qui un buon esempio per la scuola italiana"

25/07/2023

La scuola come cuore pulsante di Giffoni, come motore del Paese. La scuola che cambia per coltivare il protagonismo dei ragazzi. E’ il senso della visita di Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, a #Giffoni 53. Ad accoglierlo all’ingresso della Multimedia Valley il fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi, il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi, il direttore generale di Giffoni, Jacopo Gubitosi, ed il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano. In Sala Blu l’incontro con i ragazzi che si inserisce tra le attività del Safer Internet Centre - Generazioni Connesse, progetto dedicato alla sicurezza digitale coordinato proprio dal MIM con il partenariato di alcune delle principali realtà italiane che si occupano di internet sicuro, tra queste anche Giffoni che coordina lo Youth Panel. "La cosa più bella di Giffoni - ha detto il ministro al suo arrivo - è che è uno stimolo eccezionale per il territorio, una opportunità per tantissimi giovani, fra l’altro con cinquecento contratti attivati che si traducono in altrettante persone coinvolte. È tutto molto bello e positivo. I giovani dovrebbero essere protagonisti sempre, soprattutto nella scuola". Cosa si sta facendo in questa direzione? Tra le iniziative il ministro cita quella dedicata all’educazione stradale: "Quando, con il ministro Salvini, abbiamo varato il progetto abbiamo voluto che i ragazzi fossero testimoni, con il peer tutoring, ci sono i ragazzi che raccontano le proprie esperienze, sono gli studenti che, insieme, costruiscono una narrazione educativa. Qui ritrovo lo stesso spirito ed è qualcosa anche di molto moderno". La scuola rappresenta un pilastro del Paese. E l’Italia è un Paese a doppia velocità, come emerge dai dati Invalsi. Nord e Sud sembrano procedere su binari paralleli: "Ho detto - spiega Valditara . che è moralmente inaccettabile che l’Italia sia spaccata in due. Dobbiamo fare qualcosa di importante e di serio in questo senso. Da qui nasce l’Agenda Sud con cui abbiamo individuato 240 scuole che sono quelle maggiormente a rischio dispersione, di ogni ordine e grado". Si tratta di un programma sperimentale e molto ambizioso: "In queste scuole - aggiunge il ministro - manderemo più insegnanti, in particolare di matematica, italiano e inglese, stanziamo risorse importanti per pagare, ed è la prima volta che succede, attività extra curriculari che potranno svolgersi di pomeriggio ma anche d’estate. Poi ci sarà l’estensione del tempo scuola con l’introduzione del tempo pieno".

In sala le domande dei ragazzi si concentrano nel rapporto docente-studente, spesso conflittuale. Valditara comprende il punto di vista dei ragazzi, ma non può non sottolineare il valore che oggi il corpo docente italiano riesce ad esprimere: "La scuola deve insegnare in particolare due valori, quello della libertà che è tanta roba per la costruzione di un cittadino consapevole. E poi il valore del lavoro. La scuola deve saper educare e formare al lavoro. Anche in questa logica abbiamo inserito l’educazione finanziaria tra le discipline per rendere i ragazzi sempre più consapevoli". Il docente è lo snodo di tutto questo, l’insegnante è il punto di contatto tra scuola e società: "Spesso il docente è una persona demotivata. Per lo stipendio, per lo stress perché quello dell’insegnante è uno dei lavori più stressanti. Ma si chiede loro anche entusiasmo, ed è giusto. Io in questi mesi ho incontrato tantissimi docenti e dirigenti che rappresentano il bello della scuola. Basta mettere un po’ di acqua e questa pianta tornerà a splendere". Quello dello stipendio degli insegnanti è per l’Italia un tasto dolente, da sempre. Valditara conferma che non è tra le professioni meglio retribuite nel nostro Paese e aggiunge: "L’ultimo contratto siglato è il migliore sin qui concluso, è solo il primo passo. Dobbiamo dare altre opportunità come quella del docente tutor, dare loro modo di impegnarsi in attività extracurriculari, al pomeriggio o d’estate, pagandoli, chiedendo qualcosa in più ma dando il giusto corrispettivo perché i nostri ragazzi, i nostri talenti possano diventare linfa vitale del nostro Paese. Bisogna prendersi cura della scuola e dei docenti perché fanno il lavoro più bello del mondo, perché dare un futuro ad un giovane è la cosa più bella che si possa fare".

In sala si parla di internet sicuro. E’ il senso del Safer Internet Centre su cui il Ministero investe da anni: "E’ importante questa iniziativa dedicata ad avere un internet più sicuro - ha spiegato - fruibile da tutti, uno strumento di democrazia ma che può essere anche pericoloso e che per questo va usato con saggezza. I tre pilastri della sicurezza digitale sono quindi la costruzione di un percorso sicuro e con una fruibilità sicura, l’educazione ai rischi che ci sono l’utilizzo costruttivo scatenando da parte dei ragazzi capacità di fantasia e di inventiva. Mi pare che con questo progetto si faccia tutto questo". Le nuove tecnologie rappresentano la frontiera da abbattere: metterle al servizio della scuola per migliorare l’offerta didattica. Sfida possibile? Per il ministro Valditara si può fare e si deve fare: "Non dobbiamo avere paura dell’innovazione, dell’intelligenza artificiale ad esempio. Su questo è importantissima la formazione che riguarda sia i docenti che gli studenti. Le potenzialità di questo strumento sono infinite soprattutto in termini di personalizzazione dell’educazione che per me è prioritaria. Abbiamo deciso di investire miliardo e duecento milioni di euro per la realizzazione di laboratori digitali e 450 milioni di euro per la formazione al digitale. Tutto fondi del Pnrr. Il mio sogno è che queste strutture servano proprio per rendere più moderna la nostra didattica". Ma il digitale non può snaturare la scuola e la sua funzione: "La scuola - conclude - è e resta una comunità educante, fatta di persone e nella quale il rapporto interpersonale è un importantissimo strumento di crescita. Il digitale, perciò, va inserito sempre nella logica della comunità educante in cui la persona è al centro. La nostra resta la scuola del 2 giugno, quella che realizza i valori della nostra Costituzione".

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