

Studio e sport un binomio vincente, a maggior ragione quando si raggiunge la consacrazione ricordando chi in una determinata disciplina ha scritto la storia. Come nel caso di Mario Scotti Galletta, icona della Pallanuoto italiana e non solo, la cui figura è divenuta oggetto di tesi di laurea. A discuterla non poteva che essere una che con il suo mito e con la sua famiglia ci è cresciuta sportivamente e non. La settimana scorsa, infatti, il capitano della Waterpolo Napoli Lions Chiara Foresta ha conseguito presso l'Università Parthenope la laurea magistrale in Scienze Motorie per la Prevenzione ed il Benessere con una tesi intitolata "Didattica dell'allenamento nella Pallanuoto: il ruolo del portiere", proprio in onore di Mario Scotti Galletta, finanche volto cinematografico nella celeberrima "Palombella Rossa" di Nanni Moretti.
"L'idea è nata sapendo che i figli di Mario, Andrea e Riccardo, avevano stanziato una borsa di studio in onore del padre avente ad oggetto proprio questo tipo di focus. Io ho accolto l'idea e sono stata felice di scegliere questo argomento non tanto per la borsa in quanto tale ma per onorare una figura così importante per il nostro mondo. - racconta Chiara ai nostri microfoni - Per me loro sono più di una società, sono cresciuta con Barbara (Damiani, moglie di Mario) e sia Andrea che Riccardo (per quanto lavorasse fuori) hanno scandito per me tappe importanti del mio percorso di vita e sport. Per me è stato un enorme piacere cimentarmi in questo lavoro".
Andando nel dettaglio, la calottina numero 11 specifica: "Ho divisto la tesi in 3 capitoli. Il primo relativo alla parte natatoria, l'ambientamento in acqua, la propedeuticità dal nuoto alla Pallanuoto, l'avviamento alla Pallanuoto e gli stili principali. Il secondo concentrato sulla didaticca della Pallanuoto, i suoi fondamentali, tipologie di ruolo, competenze ed esercizi mirati a seconda delle caratteristiche. Il terzo focalizzato sul ruolo del portiere, doti e caratteristiche specifiche, le componenti tecnico-tattiche. L'importanza di questa figura non sempre viene valorizzata adeguatamente, anzi spesso è la più criticata perchè in una partita un errore del portiere può risultare molto più pesante rispetto ad un giocatore di movimento".
"Mi sono poi concentrata sullo stilare un programma di allenamento adattato al ruolo, sulla stimolazione della sua condizione fisica e psichica in grado da far raggiungere all'atleta performance efficaci ed efficienti. Nello specifico sono stati proposti esempi di esercizi in base all'obiettivo sportivo prefigurato. A tal proposito mi sono avvalsa della consultazione di vari libri, degli schemi di Umberto Panerai (uno dei più grandi portieri italiani) e in particolare di appunti scritti a mano da Mario Scotti Galletta che mi ha fornito la mia allenatrice Barbara. Ho messo insieme questi vari ingredienti per poi giungere alla conclusione dedicata alla carriera da giocatore, allenatore, ai tratti caratteristici della vita di Mario sperando di avergli tributato il giusto onore". Una speranza che è sicuramente una certezza e un motivo d'orgoglio per l'intera famiglia.
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