

Tra le grandi protagoniste dell'entusiasmante stagione della Luvo Barattoli Arzano Volley a catalizzare l'attenzione è stata in particolar modo il capitano Francesca Passante. Volto iconico della compagine napoletana, cuore pulsante della squadra in campo e fuori, ha trascinato il suo team alla vittoria della regular season e ad un passo dalla conquista dei play-off sfumati contro Imola: "Penso che quest'anno sia stato veramente speciale. - esordisce la centrale numero 4 ai nostri microfoni - Se ad inizio anno ci avessero detto che avremmo partecipato alle Final Four di Coppa Italia penso che nessuno di noi ci avrebbe creduto. Abbiamo fatto un campionato in testa alla classifica vincendo e lottando contro squadre che, almeno sulla carta, erano più forti di noi per quanto riguarda le individualità, ma penso che noi abbiamo avuto una spinta in più degli altri, che è stata quella del gruppo, che ci ha fatto da carburante per tutto l'anno. Peccato per il finale di stagione, penso che potevamo dare qualcosina in più ma a volte l'inesperienza paga, quindi va bene così…". Un punto di riferimento per le tante giovani che ne vogliono seguire l'esempio: "Le più piccole che si integrano in prima squadra sono da prendere sotto l'ala protettiva, nel senso che tutte quelle che arrivano hanno enormi potenzialità, e noi più grandi abbiamo il compito morale di provare ad instradarle nel migliore dei modi".
Un torneo finalmente scevro da condizionamenti legati al Covid: "Il periodo di stop è stato tremendo per tutti gli atleti del mondo. Abbiamo rinunciato alle nostre vite e alla nostra quotidianità per più di un anno. Dal punto di vista individuale è stato devastante soprattutto mentalmente però per quanto riguarda la squadra, siamo riuscite a rimanere unite e coese anche a distanza e anzi, è stato questo una spinta in più per quando abbiamo ripreso a giocare perchè volevamo riprenderci tutto quello che ci era stato tolto. Per la questione vaccini e tamponi penso che era l'unica soluzione per poter tornare a vivere una vita "normale" senza la continua paura del contagio. Quest'anno senza mascherine, tamponi e restrizioni è stato come tornare a respirare, poter di nuovo riabbracciare le mie compagne di squadra, senza la paura e le ansie penso che è stata la vittoria più bella".
Ai sacrifici in campo si uniscono quelli accademici: "Penso che questo sia il punto cruciale della mia vita ormai da un bel po' di anni. E' faticoso, sicuramente e c'è bisogno di grande organizzazione e forza di volontà - spiega Francesca - per riuscirci ovviamente spesso bisogna un po' sacrificare la vita sociale, però se si ha un obiettivo nella vita, non è neanche troppo sacrificata come cosa. Ovviamente più si va avanti e più diventa complicato, io adesso sono al percorso di laurea magistrale in Ingegneria Biomedica e preparare esami durante il campionato tra allenamenti, sedute, pesi e trasferte non è proprio una passeggiata, ma penso che un modo si trova sempre se si vuole".
Una passione sbocciata agli albori: "Nasce da piccolina, perchè mia sorella maggiore iniziò a praticarla ed io, un po' perché lei era il mio esempio, ho iniziato un po' così per gioco poi piano piano mi sono appassionata e innamorata per la prima volta nella mia vita a qualcosa, sentivo che era qualcosa in più di un semplice sport. Iniziai ad organizzare la mia vita in base agli allenamenti, rinunciando spesso a feste, amici e famiglia ma non l'ho mai considerato un sacrificio doloroso perchè la soddisfazione che mi dava giocare era inappagabile".
Tanti i ricordi e le persone che fanno parte del libro della sua carriera: "Scegliere un solo ricordo sportivo credo sia quasi impossibile, penso che però la partecipazione alle Final Four a Bologna di quest'anno è un'esperienza che difficilmente dimenticherò. Ho passato tante compagne di squadra, e ognuna di loro mi ha dato qualcosa, probabilmente quella che più mi ha lasciato il segno dentro sia a livello individuale che sportivo è Camilla Neriotti". Lo sguardo volge alla nuova annata: "Il sogno e l'obbiettivo vanno di pari passo - conclude - puntiamo a fare il salto di categoria". Determinata, ambiziosa, umile quanto realista: Francesca Passante è pronta a scrivere nuovi capitoli intrisi di storia.
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