

Si è chiusa poco più di un mese fa la stagione dell'A2 femminile, una stagione all'insegna del ridimensionamento visto il ridotto numero di partecipanti ma non per questo meno esaltante o avvincente. Il sipario è calato con i trionfi di Cosenza e Locatelli Genova, due storiche promozioni per due società diverse accomunate dallo stesso sogno nel cassetto divenuto realtà, così come dalle meste retrocessioni di Busto PN e Roma Vis Nova che seguivano la Pretuziana. Tra gioie e delusioni, conferme e sorprese, scommesse e riscatti va in archivio un campionato che rappresenta sempre l'anticamera della massima serie e l'opportunità per tante giovani di mettersi in vetrina così come per tante atlete più esperte la possibilità di fare da chioccia e continuare a divertirsi. Di seguito le Top 7 finali dell'annata 2022/23:
TOP 7 A2 FEMMINILE - GIRONE NORD
Asia AVENOSO (Locatelli Genova)/Federica IGNACCOLO (Aquatica Torino): La palma di miglior portiere va equamente suddivisa tra la giovanissima lontra (a presidio della miglior difesa con sole 81 reti subite) e la ben più esperta palermitana. La prima corona un'altra stagione da protagonista con una meritata promozione in cui spesso e volentieri sono stati i suoi interventi a far pendere la partita dalla parte della squadra di Carbone: merita sul campo la chance di andarsi a giocare gli Europei Under 17. La seconda si conferma un'autentica muraglia, leader assoluta nel parare rigori ed elemento di fondamentale importanza per lo spogliatoio. Trascina le compagne ai play-off poi saluta Torino per motivi professionali lasciando alle sue compagne un tesoro da custodire. Baluardi
Vittoria SBRUZZI (Pallanuoto Treviglio): Una scelta saggia quella di chiudere l'anno in cui conseguirà l'esame di maturità nella seconda divisione in rosa dopo il fallimento della Css Verona. Ne acquisisce in termini di esperienza, responsabilità, tempra e personalità come quella dimostrata in maniera sempre più crescente durante il campionato. Mette il sigillo con una caterva di reti su una tranquilla salvezza ed ora è pronta a spiccare il volo per tornare in A1. La Sicilia l'aspetta. Sbruzzihmen
Eleonora BIANCO (Locatelli Genova): Neanche gli infortuni e l'influenza frenano la golden girl genovese che si conferma pedina cruciale nello scacchiere tattico delle lontre e perfetta castigatrice delle avversarie, non disdegnando anche qualche goal in meno per qualche assist ed un lavoro 'sporco' in più in fase di copertura. Quando accende la lampadina per chiunque passi dalle sue parti non c'è scampo. Vivace
Ariadna ANDREEVA (Aquatica Torino): Dopo due stagioni la russa lascia a malincuore il Piemonte per riavvicinarsi alla famiglia con l'auspicio di poter quanto prima far rientro in Italia. Ha lasciato il segno dal punto di vista tecnico, contribuendo alla crescita esponenziale della squadra cara alla famiglia De March, e umano ben integrandosi in gruppo e instradando sulla retta via le più giovani compagne che hanno avuto tanto da apprendere da lei. Esemplare
Arianna BANCHI (Locatelli Genova): Tra le baby lontre maturate e cresciute di più in un breve lasso di tempo. Spacca le partite con goal a raffica che non concedono ritorni alle avversarie, acquisisce minutaggio e fiducia sempre più frequenti non risentendo del triplice impegno tra prima squadra, Under 20 ed Under 18. Nelle partite più calde e decisive non perde mai di lucidità, calando nel momento clou il coniglio dal cilindro. Scatenata
Greta IELMINI (Busto PN): Il verdetto del campo parla di una retrocessione ma resta un mero dettaglio che fa parte dello sport. In acqua e fuori la giocatrice lombarda vince a mani basse e non per i tanti goal comunque realizzati. Ultima ad arrendersi, spalla ideale per ogni compagna di squadra, ancora di salvataggio per coach Crespi e un'innata indole all'aiuto e al sacrificio come dimostrato anche dall'impegno da allenatrice della compagine paralimpica della Waterpolo Ability con tanto di vetrina con la rappresentativa nazionale. Altruista
Corinne BOVO (AN Brescia): La figlia d'arte si riconferma elemento imprescindibile per Calderara non solo in termini realizzativi contribuendo a regalare alle lombarde il miglior attacco del torneo (152 goal) ma anche per la duttilità tattica con cui consente alla squadra di poter sperimentare più varianti di gioco. Sempre ligia al dovere e costante nel redimento (specialista dai 5 metri), nell'anno della maturità scolastica aggiunge un altro tassello di spessore per quella sportiva. Le manca di un soffio la promozione ma le premesse sono delle migliori. In gamba
TOP 7 A2 FEMMINILE - GIRONE SUD
Martina BRANDIMARTE (Cosenza)/Mariagrazia CIPRIANO (Volturno): Anche per il raggruppamento meridionale la palma di miglior portiere merita di essere assegnata a due eccellenti interpreti del ruolo. L'estremo difensore molisano si rivela pedina preziosa per il raggiungimento dell'obiettivo promozione delle calabresi, contribuendo a suon di miracoli a tenere a galla le sue nei momenti più difficili dei play-off (vedi gara 2 a Napoli) e durante la regular season ad ottenere la statistica di difesa meno battuta con solo 100 reti incassate. Appone la ciliegina sulla torta nella festa finale davanti al pubblico amico. Completamente rinata e rinvigorita negli stimoli e ambizioni la giovane numero 1 del Sette di Occhiello che con il ritorno in gialloverde fa le fortune della compagine sammaritana trascinata ad una seconda parte di stagione altisonante culminata in una tranquilla salvezza, conquistata a suon di parate anche stilisticamente notevoli. Saracinesche
Elisa MONTERUBBIANESI (Vela Ancona): Suo il titolo di capocannoniere del campionato che non basta alle doriche di Pace per riprendersi l'A1 ma è sufficiente a consacrare l'atleta di origini laziali non più come una promessa ma come una certezza, una garanzia su cui fare affidamento ad occhi chiusi anche nel futuro prossimo e spalancarle le porte verso palcoscenici sempre più importanti. Ha il goal nel sangue, vede la porta con una freddezza impressionante non senza badare alla preparazione tecnica alla finalizzazione. Bomber
Federica MORRONE (Cosenza): Un diamante che più passano le giornate più diventa pregiato. Una risorsa di cui patron Manna e coach Fasanella possono andare fieri e da preservare proprio come i gioielli nelle casseforti. Sforna giocate da campionessa, illumina la platea dal nulla con colpi ad effetto ed è altrettanto concreta e cinica quando non c'è da badare al contorno ma solo al risultato, gonfiare la rete. Lo fa sempre e bene, dimostrando dopo aver superato quello di maturità per l'esame dell'A1. Pregiata
Chiara TORI (Lazio): Forma con Mandelli una premiata ditta capace di sfornare goal come di solito si fa con pane e cornetti la mattina. In due mettono a referto oltre la metà del fatturato offensivo biancoceleste con la numero 7 surrogata da numeri e statistiche impressionanti. Oltre ai goal si rivela arma preziosa per agevolare il lavoro di coach Spagnoli soprattutto per accelerare il percorso di crescita delle novizie che da un anno all'altro fanno passi da gigante. Leader
Carolina IOANNOU (Napoli Lions): Una scelta di vita dopo aver stravinto con Orizzonte prima ed Ethnikos poi. Torna a casa con l'obiettivo di regalare alla città di Partenope e a Barbara Damiani quella massima serie attesa da tempo che sfuma sul più bello. Ma sicuramente non ha nulla di cui pentirsi, integrandosi perfettamente nell'ambiente anche extrasportivo e variegato voluto e creato ad arte da patron Scotti Galletta, ponendo le basi per riuscire prima o poi a sfatare il tabù. La sua presenza in acqua si fa sentire, è di aiuto alle nuove leve e contribuisce notevolemente al raggiungimento del titolo di miglior attacco del torneo con 173 reti. Carismatica
Cristina MALLUZZO (Cosenza): La linea verde varata nel momento più difficile dalla compagine rossoblu ha dato i suoi frutti. Come la gemella del goal Morrone, si fa trovare pronta nell'anno della svolta dando un contributo fondamentale per il ritorno in A1. Non ha paura di prendersi responsabilità, gioca con la stoffa della veterana con intelligenza ed indiscutibili doti tecniche che consentono alla capolista di togliere spesso le castagne dal fuoco ed aprire i break decisivi verso la vittoria. Micidiale
Rita DE MARI (Cosenza): Emblema della rinascita e della cavalcata verso la promozione della squadra della sua città. Mai ritorno fu più propizio, dopo tante avventure in giro per l'Italia. La sfortuna continua a perseguitarla ma lei non si arrende, dimostrandosi più forte degli episodi e degli infortuni. Segna due reti pesantissime nella finale play-off con il dito steccato, un'immagine che riassume senza bisogno di ulteriori parole l'attaccamento alla squadra e l'orgoglio da cosentina doc. Tanto sacrificio, tanto lavoro al servizio del collettivo, reti pesanti, mai banali e anche belle a vedersi, punto di riferimento per lo spogliatoio. Rita propheta in patria
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