

La serie Scudetto è in parità. Ci sono voluti i rigori ad oltranza per chiudere gara 2 della finale, che vede prevalere in casa L'Ekipe Orizzonte 21-20 contro la Sis Roma. Decisivo il penalty sbagliato da Picozzi e parato dalla compagna in azzurro Condorelli. I tempi regolamentari erano terminati 13-13 con la Sis sempre avanti nel punteggio fino all'11-13. Poi la doppietta di Marletta in superiorità numeriche che ha impattato il match a 44" dal termine. Incredibile l'olimpionica nonchè presidente delle etnee, Tania Di Mario, che a 44 anni e a 12 anni esatti dall'ultimo tricolore conquistato da giocatrice proprio con le siciliane, scende ancora in vasca dal secondo tempo e addirittura segna anche il rigore nella prima serie regalandosi l'ennesima perla di una carriera infinita. Roma e Orizzonte si ritrovano avversarie per lo Scudetto quattro anni dopo la Final Six del 12 maggio 2019 alla "Plaia" di Catania in cui vinsero le siciliane 6-3. Per la Sis si tratta della seconda finale di campionato della sua storia. Per L'Ekipe Orizzonte, campione d'Italia uscente, 22 scudetti conquistati, è la ventottesima finale in 39 edizioni. Il confronto tra i due allenatori vede in vantaggio Martina Miceli 1-0 su Marco Capanna (Final Six 2019); per la Miceli si tratta della finale Scudetto numero 7, tutte alla guida dell'Orizzonte (nelle precedenti 3 vittorie e 3 sconfitte), per Capanna, invece, è la quinta dopo le tre alla guida della RN Imperia (una vinta con Padova e due perse contro Recco e Padova) e la precedente sulla panchina della Roma.
Pronti via ed è botta e risposta australiano: Catania (foto MFSport) mette il muso avanti con Wiliams, mentre Roma pareggia con la mancina Andrews entrambe in superiorità. La Sis prende coraggio con le padroni di casa che sbagliano due extra player ma che poi devono concedere il fallo grave su Cocchiere, bravissima al centro a prendere il penalty che Giustini trasforma. Ranalli passa no look a Galardi che con la beduina scarica il tris nella porta di Condorelli. A un minuto e trenta del secondo tempo in acqua l'olimpionica 44enne Tania Di Mario (in distinta in luogo della giovanissima Cecilia Grasso) che dà subito la scossa nella controfuga che le etnee trasformano con Bettini. Il match si accende: Cocchiere sguscia ancora al centro e prende il secondo rigore che Andrews non sbaglia, ma la doppietta di Bettini è letale per il nuovo -1 ancora da sotto. Di Claudio commette terzo fallo grave e Catania pareggia i conti dal lato corto con Leone dopo un bel giro palla (4-4).
Dopo il break lungo le giallorosse riannodano le fila e passano con la mancina Nardini, confermatasi bestia nera delle etnee, subito doppiata dalla bella conclusione di squadra finalizzata dal bis al volo di Giustini. L'Ekipe reagisce subito con Leone che prende fallo grave al centro e Marletta che piazza il diagonale del 5 metri. Le capitoline però giocano sciolte e trovano ancora due reti in extra player per il tris di Andrews e il sigillo di capitan Picozzi. In mezzo la tripletta di Bettini sempre in superiorità con la calottina numero 6 l'ultima ad arrendersi in acqua per le rossazzurre. Wiliams si regala la bella palomba del -1 (7-8) e Catania torna a galla. Ranalli, Gagliardi e Nardini in superiorità iniziano lo show con dodici goal finali (fuori per limite di falli Halligan da una parte e Tabani dall'altra) e Sis che arriva sull'11-13 anche grazie alla quaterna della mancina Andrews. Nel mezzo i sigilli di Palmieri, Bettini e Viacava per le padrone di casa; i terzi centri di giornata di Nardini e Giustini per le ospiti. Il Sette di Martina Miceli negli ultimi due minuti si affida all'azzurra Marletta che dalla sua mattonella segna l'uno-due che impatta il match a 44 secondi dal termine. Si va ai rigori e le esecuzioni sono perfette fino all'ottavo tentativo della serie con il riflesso di Condorelli a dire no a Picozzi e la successiva realizzazione di giustezza di capitan Palmieri che manda in visibilio il pubblico di Nesima. Tiri impeccabili in precedenza di Ranalli (due volte), Andrews, la stessa Picozzi, Galardi e Giustini per la Sis; Marletta (due volte), Williams (due volte), il primo di Palmieri, Bettini e l'eterna Di Mario per le orizzontine.
Si chiude alla "Bianchi" il capitolo finale terzo e quarto posto che vede come da pronostico spuntarla il Plebiscito Padova che conquista così per l'ennesima volta il pass per le coppe europee. La squadra di Posterivo vince 7-15 e chiude la serie con la Pallanuoto Trieste sul 2-0. Dopo i primi due tempi (4-5) le ragazze venete interrompono l'equilibrio nel terzo periodo e segnano l'allungo definitivo con il break finale di 0-5, dopo che Vukovic aveva provato a scutere le compagne con il goal del -3. Per Padova quaterna di Valyi e triplette di Barzon e Millo; tre goal anche per l'orchetta torinese De March. Finale di amministrazione per le biancoscudate che sfruttando a dovere le occasioni in superiorità numerica e gestiscono senza patemi l'ultimo tempo pur senza Casson, Meggiato e McKelvey (doppietta in precedenza) fuori per limite di falli. A segno anche la succitata Casson, Queirolo e Centanni per la compagine ospite mentre il team di Zizza saluta con uno storico piazzamento tra le prime quattro d'Italia con i centri di Vomastkova, capitan Cergol su rigore e la figlia d'arte Guya Zizza. La stagione di entrambe le squadre si chiude qui.
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