

Tra le piacevoli sorprese della regular season dell'Aquatica Torino che parteciperà ai play-off per l'A1 da seconda del girone Nord c'è senza ombra di dubbio Ludovica Mini, rientrata all'attivita agonistica dopo un periodo sabbatico. La giovane ligure (foto Tadiotto) si è subito ben inserita nel gruppo allenato da Gianluca Garibaldi, umanamente e tatticamente, offrendo una freccia in più all'arco a disposizione del tecnico della compagine di patron De March. "A inizio anno giocavo in Serie B nel Lerici Sport, ho cambiato per comodità, dal momento che adesso vivo a Torino per l'Università, e perchè giocare in A2 per me era una grande opportunità. - esordisce ai nostri microfoni - Mi è dispiaciuto molto lasciare le mie compagne e la mia allenatrice del Lerici ma sono stati tutti molto comprensivi e felici per l'occasione che mi è capitata. Nonostante io giochi nell'Aquatica da poco, sia le mie compagne che l'allenatore mi hanno fatto sentire parte integrante della squadra, mi sto trovando davvero bene".
Un ritorno in vasca in grande stile dopo la pausa acuita anche dai prolungati stop per Covid che hanno inciso anche nell'economia dell'organizzazione dei campionati: "Il primo lockdown passato in casa è stato duro, ho però la fortuna di avere 2 sorelle e un fratello che bene o male non mi hanno mai fatto annoiare, a livello sportivo è stato un po' una delusione perché avevo appena riiniziato ad allenarmi dopo la pausa e dopo pochi mesi mi sono ritrovata di nuovo a casa. Nonostante non sia stato un periodo facile quello del Covid io sono sempre stata d'accordo all'obbligo del tampone e del vaccino per l'allenamento e nella vita di tutti i giorni, sono state delle precauzioni che a mio parere hanno protetto molte persone. Inizia a vivere di nuovo senza mascherina o tamponi è stato inizialmente strano ma poter ritornare a vivere una vita quasi normale è stato stupendo. Per quanto riguarda il numero di squadre in questo campionato io sono soddisfatta, negli ultimi 2 anni ho partecipato a campionati composti da 4 squadre, passare a uno da 7 squadre per me è entusiasmante".
All'impegno in piscina si aggiunge quello accademico: "Per quanto riguarda l'organizzazione degli impegni secondo me va a persona. - puntualizza la classe 2002 - Io studio Medicina a Torino da pochi mesi e con un po' di sacrifici si riesce bene a conciliare lo studio con l'attività sportiva, un limite che mi è stato imposto dall'Università è non poter fare doppio allenamento come le mie compagne ma quando la sera vado a fare quell'unico allenamento cerco di dare il massimo ogni volta. Sta alla persona impegnarsi per poter fare tutto. Io durante il periodo di lezioni studiavo il pomeriggio o la mattina, in base all'orario, e poi correvo ad allenamento, sicuramente non sono giornate rilassanti ma dopo molte ore di studio entrare in acqua e allenarsi è un modo per staccare un po' il cervello dallo studio e divertirsi".
Una passione nata in una terra fertile pallanuotisticamente parlando come la Liguria: "Ho iniziato a giocare a Pallanuoto perchè un amico di famiglia allenava alla piscina "Mori" a La Spezia e ha convinto i miei a portare me e le mie sorelle a fare la prova. All'inizio devo ammettere che come sport non mi entusiasmava molto ma anno dopo anno, iniziando a capire come funzionava, me ne sono innamorata sempre di più. Gioco da quando ho 9/10 anni e ho smesso un anno e mezzo per problemi personali, riiniziare è stata la scelta migliore che potessi fare, ne sentivo la mancanza".
Nonostante la giovanissima età tanti i momenti da annoverare nell'album dei ricordi: "Il mio ricordo più bello è stato quando ho partecipato al collegiale regionale della Liguria e ho avuto l'opportunità di andare a Tolentino con tante compagne pallanuotisticamente molto valide. Abbiamo partecipato al Trofeo delle Regioni portando a casa il primo posto, è stata la mia prima piccola soddisfazione sportiva, conservo questo ricordo con molto affetto". Ora lo sguardo volge ad un finale di stagione da vivere tutto d'un fiato: "La prima parte di campionato è stata sicuramente soddisfacente - conclude Ludovica - non vedo l'ora di affrontare i play-off e dare tutta me stessa per mettermi a disposizione del tecnico ed aiutare le compagne a mettere la ciliegina sulla torta ad un'annata indimenticabile". Mini di cognome ma Maxi in vasca e nella vita, indossando un camice e una calottina con tanti altri sogni da esaudire.
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