

Negli ultimi sette mesi hanno visto l’erba crescere ogni giorno sempre più alta; hanno assistito all’incedere indisturbato del degrado e hanno scoperto anche che, proprio a pochi metri, erano stati scaricati otto bossoli da una pistola. Ma negli ultimi sette mesi i bimbi che frequentano l’area giochi di viale Kennedy, nel quartiere Pastena, non sono riusciti a vedere sistemate le giostrine, unico spazio di socializzazione e di gioco nella zona. Anzi da quando la giostra rotta era una soltanto, con il trascorrere del tempo sono diventate tre. Mesi durante i quali alcuni genitori si sono mobilitati e hanno chiesto (anche con comunicazioni ufficiali tramite Pec) che la situazione fosse risolta. «A settembre - racconta il papà di due dei bimbi che frequentano lo spazio e che abitano nel quartiere - c’è stato un primo sopralluogo e, in quell'occasione, i vigili hanno posizionato i nastri per segnalare che le giostrine fossero rotte. In quella circostanza ci è stato spiegato che, pur volendo intervenire, l’amministrazione non avrebbe avuto i fondi a disposizione perché le risorse disponibili nell’ambito del fondo per le spese d’emergenza erano finiti perché erano stati utilizzati per pagare i fuochi d’artificio della festa di San Matteo». Comunque, i nastri rosso e bianchi sono durati ben poco. In compenso le giostre sono rimaste rotte. «In un luogo dove, in pieno pomeriggio, si spara. In un luogo - considera uno dei genitori - dove capitano cose del genere io credo che, come minimo, chi amministra il bene pubblico debba mandare segnali forti e dimostrare nei fatti che ci sono presidi di legalità e di promozione della tutela della qualità della vita dei cittadini. Ingenuamente, forse, credo che partire dall’infanzia sia una strada importante per dare corpo all’idea di una città diversa nel futuro ma, in fondo è il concetto della finestra rotta che ritorna».
Invece, continua il papà, «mi trovo a spiegare quotidianamente ai miei figli cose non facili: perché l’erba delle aree verdi è incolta, perché la strada è piena di spazzatura e di escrementi, perché c’è stata una sparatoria e perché nessuno ripara i giochi dell’area pubblica. Temo che a loro passi il messaggio che l’unica strada percorribile sia quella di rassegnarsi all’abbandono, al degrado e alla totale incapacità di chi ricopre ruoli decisionali per il benessere pubblico». Intanto i mesi passano: l’ultima segnalazione, ormai, risale a dieci giorni fa, così come le altre (almeno fino a ieri) è rimasta inascoltata. «Purtroppo conclude un altro genitore - a Pastena si concentrano tante piccole isole di abbandono, ma potrebbe essere un inizio. Basterebbe davvero poco, credo, per trasformare il quartiere e i vari rioni di cui si compone in un posto più bello e vivibile. Eppure, basterebbe una presenza e un’attenzione maggiore e costante delle istituzioni alle piccole cose di tutti i giorni, così si riuscirebbe a incidere anche su quelle più grandi. Spero per me e per i miei figli di non dover alzare bandiera bianca e abbandonarci all'abbandono».
FONTE: La Città
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