

Riprenderà il 15 gennaio il cammino dell'Indomita Salerno nel girone B del campionato di Serie D femminile. La squadra cara alla presidentessa Maria Ruggiero ospiterà alla "Senatore" il Volley Incrocio PonteBellizzi per provare ad incamerare i primi tre punti del nuovo anno e guadagnare altre posizioni di classifica in un raggruppamento molto equilibrato eccezion fatta per la capolista Serino che viaggia indisturbata in vetta. A scattare l'istantanea sul torneo e tanto altro è una delle atlete di maggiore esperienza della formazione salernitana, Francesca Naddeo: "Questa prima parte di campionato è stata complessa. Purtroppo ci sono stati diversi fattori che non ci hanno permesso di raggiungere gli obiettivi che ci eravamo prefissate inizialmente. - esordisce ai nostri microfoni - I tanti infortuni, tra cui il mio, ci hanno a tratti ostacolate ma per fortuna il campionato è ancora lungo e speriamo di avere modo di dare il meglio di noi stesse come singoli ma soprattuto come squadra. Credo che il miglior margine di miglioramento si sia registrato proprio nello spirito di squadra. Dopo i tanti infortuni, infatti, siamo state davvero motivate a rimetterci in sesto e ad affrontare insieme il continuo del campionato. Sostenendoci l'un l'altra, proprio come una vera squadra dovrebbe saper fare".
Nonostante la giovene età, Francesca rappresenta un punto di riferimento importante per squadra e staff tecnico: "E' difficile per me immaginarmi come l'atleta più esperta perchè sono solita rapportarmi con le mie compagne ponendomi assolutamente sul loro stesso piano. Quello che penso di poter mettere a loro disposizione è sicuramente l'esperienza che è il motivo per cui mi sento maggiormente responsabile. Sono, però, consapevole che in alcuni momenti della gara tocca a me motivare, smuovere o sostenere le mie compagne e provo a farlo sempre al meglio delle mie possibilità. Anche in questo caso torna in campo l'esperienza. Nella mia carriera, infatti, ho avuto la fortuna di rapportami con atlete più grandi di me che hanno saputo insegnarmi ciò che avevano imparato nel corso del tempo. Sostegno, sacrificio e spirito di squadra sono stati i valori che ho appreso da sempre e che cerco, a mia volta, di trasmettere. Inoltre, nell'ultimo anno, ho avuto la possibilità di formarmi anche come allenatrice, questo mi ha permesso di rapportarmi con coloro che potrebbero essere dei futuri pallavolisti e pallavoliste e anche questa esperienza mi ha aiutata molto".
Tra gli elementi positivi di questa prima parte di stagione, il non dover essere vincolati a protocolli e ad altre preoccupazioni legate alla pandemia: "Inutile negare che tornare alla famosa "normalità" è stato emozionante. Più di tutto, infatti, mi era mancato il classico saluto d'inizio tra le due squadre sfidanti. Dopo 2 anni di restrizioni poter ribattere il cinque ad inizio gara è stato speciale. - sottolinea l'atleta a disposizione di coach Mari - Il periodo di stop dovuto alla pandemia è stato davvero complesso sia dal punto di vista personale che sportivo. Inizialmente pensavo fosse una situazione transitoria perchè il virus sembrava una realtà del tutto surreale. Quando hanno stoppato il campionato ero totalmente incredula, anche perché proprio in quel periodo, la mia squadra aveva scoperto di essere stata promossa in Serie D con 10 vittorie su 10. Quindi la felicità per l'obiettivo raggiunto è stata in parte ridimensionata dalla realtà del momento che ci obbligava a non poterci allenare o giocare. Ho sempre creduto che affidarsi alla medicina fosse la strada più opportuna. Di conseguenza, ho sempre ritenuto il tampone uno strumento necessario per tutelarci anche nell'ambito sportivo. Il medesimo discorso vale anche per i vaccini, ho scelto di vaccinarmi non solo perché spinta dall'obbligo sportivo ma perchè mi sembrava la cosa più coscienziosa da fare".
Un impegno che al di là della categoria richiede sempre costanza e passione: "Conciliare sport, studio e lavoro non è sempre semplice poichè ognuna di queste cose richiede tempo e dedizione. Quando andavo ancora al Liceo, ammetto che le difficoltà erano maggiori mentre con l'Università riesco a gestire meglio il tempo da dedicare ad ognuna di queste attività. Credo, però, che nonostante le difficoltà evidenti, se si crede davvero nel percorso sportivo che si sta portando avanti, si è in grado di far diventare quest'ultimo parte della propria routine. Lo sport non deve essere messo in secondo piano perchè ci permette di essere attivi e soprattutto ci aiuta a stare bene con noi stessi".
Facendo un salto all'indietro nel tempo tra gli esordi e amicizie cementate dentro e fuori la palestra: "La mia passione per la Pallavolo nasce fin da quando ero piccolissima. Da bambina, infatti, guardavo il cartone animato Mila e Shiro e non me ne perdevo una puntata. - continua sfogliando l'album dei ricordi - Personalmente ho iniziato ad 11 anni ed ho capito in fretta che poteva essere lo sport adatto a me. Nonostante i tanti sacrifici ed anche i numerosi momenti no, sono sempre stata convinta di continuare perchè l'ambiente in cui sono cresciuta sportivamente mi piaceva moltissimo e questo sport riesce a dare tanto anche fuori dal campo. Sono molti i ricordi sportivi che ho collezionato negli anni e a cui sono legata. Se dovessi, però, citarne uno in particolare, racconterei sicuramente di quando con la mia squadra Under 13 raggiunsi le regionali. In pochi credevano a questo traguardo, il raggiungimento di quest'ultimo lo ha reso ancora più speciale. È un ricordo che posso considerare una lezione di vita più che una semplice soddisfazione sportiva, perchè mi ha insegnato che l'impegno ripaga sempre. Devo dire, con grande consapevolezza, che non c'è niente che non rifarei bensì sarei pronta a ripercorrere il mio intero percorso sportivo perchè ogni obiettivo raggiunto mi ha sempre insegnato qualcosa. Sono stata molto fortunata con le tante compagne con cui ho avuto il piacere di giocare nel corso degli anni. Spesso questo percorso è riuscito a regalarmi anche delle vere amiche che fanno parte della mia vita da tempo. Una su tutte Benedetta: con lei ho iniziato quando eravamo solo delle bambine e sono molto felice di averla avuta e di averla ancora al mio fianco dopo tutti questi anni".
Lo sguardo volge poi al futuro: "Il mio sogno individuale è sicuramente quello di riportare in Serie C l'Indomita Salerno, la squadra e la società per cui gioco da sempre. - conclude - Se dovessi pensare ad un obiettivo collettivo della squadra, in questo momento, direi senza ombra di dubbio la buona riuscita di questo campionato 22/23 e l'ambizione di poter raggiungere sempre nuovi obiettivi". Abnegazione, serietà, passione e talento: Francesca Naddeo ha tutte le intenzioni e qualità per mantenere la promessa e ambire a qualcosa di importante.
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