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L'Italia e il calcio internazionale piangono Gianluca Vialli. Fu protagonista a Giffoni di un docu reality

06/01/2023

A pochi giorni dalla scomparsa di Pelé e Mihajlovic un altro lutto sconvolge il mondo del calcio e dello sport: a soli 58 anni si è spento a Londra Gianluca Vialli. L'ex attaccante lombardo di Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea, costretto a lasciare lo staff azzurro di Roberto Mancini per l'aggravarsi delle sue condizioni, da anni era in cura per combattere il tumore al pancreas diagnosticatogli nel 2017. Dopo un periodo di tregua, la malattia è tornata con forza negli ultimi mesi del 2022: da lì la decisione di lasciare i suoi incarichi federali e sottoporsi a un nuovo ciclo di cure. Con Vialli - sottolinea TGCom24 - se ne va uno dei calciatori più iconici e vincenti del panorama italiano, ammirato e stimato in tutto il mondo, capace di andare oltre le bandiere e le appartenenze per farsi amare ovunque. Da tutti. A dare notizia della scomparsa di Vialli è stata la famiglia del fuoriclasse cremonese: "Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l'hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori".

LA LETTERA DELLA SAMP

Commovente lettera pubblicata sui propri house organ dalla Sampdoria con cui conquistò uno storico Scudetto, riportata di seguito integralmente: "C’è già chi ti immagina tra Paolo e Vuja, felici di riabbracciarti ma altrettanto stupiti di rivederti così presto. Sì, presto Luca. Troppo presto. Dicono che non si sia mai pronti per salutare un compagno di viaggio e, purtroppo, è davvero così. Il tuo compagno di viaggio - come avevi deciso di chiamarlo - ti ha fatto scendere dal treno a 58 anni, strappando infame il tuo biglietto per nuovi orizzonti e traguardi. Un biglietto per la vita che, in fondo, valeva un po’ per tutti i tifosi blucerchiati. Di strada insieme ne abbiamo fatta parecchia, crescendo e cercando, vincendo e sognando. Sei arrivato ragazzino, ti salutiamo uomo. Ti ricorderemo ragazzo e centravanti implacabile, perché gli eroi son tutti giovani e belli e tu, da quell’estate 1984, sei stato il nostro eroe. Forte e bellissimo, con quel 9 stampato sulla schiena e il tricolore cucito sul cuore. Condottiero della Sampdoria più forte, in coppia là davanti con il tuo gemello Bobby Gol. In tre parole: uno di noi. Una percezione rimasta tale dopo aver salutato in lacrime Genova e la Sud. Proprio così: pur alzando trofei in giro per l’Europa con colori, tute e abiti differenti, Gianluca Vialli era sampdoriano e i sampdoriani erano con Gianluca Vialli. Con te, nella vittoria e nella sconfitta, nella salute e nella malattia. A Berna come a Göteborg, a Marassi il 19 maggio 1991 come a Wembley un anno e un giorno più tardi. O come ancora a Wembley ma nel luglio 2021: c’eravamo tutti in quell’abbraccio al Mancio, in quel pianto a dirotto che non dimenticheremo mai. Non dimenticheremo i tuoi 141 goals, le tue rovesciate, le tue maglie in cashmire, il tuo orecchino, i tuoi capelli biondo platino, il tuo bomber degli Ultras. Ci hai dato tanto, ti abbiamo dato tanto: sì, è stato amore, reciproco, infinito. Un amore che non morirà, oggi, con te. Continueremo ad amarti e adorarti perché - lo sai bene del resto - tu sei meglio di Pelé. E perché, nonostante tutto, la nostra bella stagione è destinata a non finire mai. Continuerà a brillare in quel cielo cerchiato di blu su cui tu, Luca, hai firmato per sempre. «Per chi?». «Per noi!». Alla moglie Cathryn, alle figlie Olivia e Sofia e a tutta la famiglia Vialli le più sentite condoglianze da parte della società".

IL CORDOGLIO

La Juventus è stata la squadra con cui Gianluca Vialli ha vinto più titoli: dallo scudetto alla Champions League, l'ultima coppa internazionale alzata dai bianconeri. E il club torinese ha scritto un toccante messaggio per la sua scomparsa. "Che tristezza infinita, Gianluca. Oggi, 6 gennaio 2023, arriva la notizia che speravamo di non ricevere mai. Ci lascia un campione, anzi, una leggenda, un grande uomo, un pezzo di noi e della nostra storia. Siamo stati con te da sempre, Gianluca: da quando arrivasti nel 1992 e fu amore a prima vista. Eri uno dei primi tasselli di una Juve che sarebbe tornata, proprio con te, in cima all’Europa. Di te abbiamo amato tutto, ma proprio tutto: il tuo sorriso, il tuo essere contemporaneamente campione e leader, in campo e in spogliatoio, il tuo essere adorabilmente guascone, la tua cultura, la tua classe, che dimostrasti fino all’ultimo giorno in bianconero. I nostri momenti più belli di quegli anni portano inevitabilmente a qualcosa che ti racconta: quell’esultanza, alla rimonta completata contro la Fiorentina nel 1994, quando tutto lo stadio era avvolto da un boato e tu no, prendesti la palla e dicesti “andiamola a vincere”. E sappiamo come andò a finire. Quella Coppa, che alzasti al cielo in una notte tiepida di Roma, intervallando con quell’attimo infinito un pianto dirotto che iniziò al momento del rigore decisivo. E quel pianto era il nostro: dolcissimo, inarrestabile", la lettera della Juve. 

Nota di cordoglio anche da parte della Salernitana: "L’'U.S Salernitana 1919, il presidente Danilo Iervolino, i dirigenti, l'allenatore, i giocatori e tutto lo staff si stringono attorno al dolore del mondo del calcio per la scomparsa di Gianluca Vialli e rivolgono alla sua famiglia il più sentito cordoglio".

A GIFFONI

In carriera Gianluca Vialli non ha mai affrontato in gare ufficiali la Salernitana ma a lui si deve un'esperienza del tutto particolare legata al calcio di provincia. La casa di produzione Fremantlemedia Italia realizzò un programma tv sul calcio dilettantistico dal titolo "Squadra da incubo", in onda sull'attuale TV8 ed avente ad oggetto squadre di paese con record negativi di risultati. Una delle sei puntate è stata dedicata al Football Chieve di Giffoni Valle Piana, presieduta all'epoca da Dionigi Troisi, ora co-presidente della Giffonese, e guidata dal tecnico Vincenzo Ferrante. Tutti protagonisti con il direttore sportivo Corrado Volpe e i calciatori. Per alcuni giorni le telecamere del programma sportivo che ha visto come protagonisti i due famosi ex calciatori Lorenzo Amoruso e Gianluca Vialli, sono state nella città del Cinema per effettuare le riprese allo Stadio Comunale "Giuseppe Troisi" in occasione del derby locale che vide il Football Chieve impegnata contro la capolista Santa Maria. Un progetto singolare e divertente ed originale: Vialli è la 'mente', il boss in giacca e cravatta con il compito di intervenire sul management delle squadre per ripristinare l'ordine, Amoruso è il 'braccio', lo sceriffo in tuta e fischietto che segue gli allenamenti con pugno di ferro. In sei giorni, cinque di training intensivo più la partita, i due dovevano provare a salvare dal baratro team relegati ai margini della classifica, invertendo la rotta. Alle storie di calcio si aggiungevano quelle di uomini, di paese e di vita.

"Conoscevo già Salerno e provincia e conosco ovviamente la Salernitana, così come l' "Arechi". Uno stadio per il calcio, grande atmosfera. Sono stato molte volte a Vietri sul Mare in ritiro quando dovevo giocare da queste parti. Non conoscevo, invece, questo posto - disse Vialli intervistato da Radio Alfa - sono rimasto piacevolmente impressionato da Giffoni Valle Piana. Ho visto grande entusiasmo per il calcio: qui sono 12mila abitanti e ci sono quattro squadre, due delle quali si sono sfidate oggi. Tra l'altro Giffoni è anche sede del Festival del Cinema: sport e cultura insomma qui vanno nella stessa direzione".

A ricordare quei momenti il collega Sabatino Romeo, tesserato allora con in club picentino: "Ciao ragazzi? Come va?". Si presentò così Gianluca Vialli a Giffoni quando la nostra Chieve fu scelta come squadra da incubo. Un titolo scherzoso, molto vero perché in tanti litigavamo col pallone, ma che ci permise di vivere 5 giorni con Gianluca Vialli e Lorenzo Amoruso. Si registrava, facevano la parte dei duri, ma oltre al campo ci godemmo aneddoti e risate, tante. Così come le foto, prendendosi abbracci e pacche sulle spalle. Noi Seconda Categoria, loro Scudetti, Champions e vittorie in giro per l'Europa. In quei 5 giorni ci sentimmo al centro del mondo, con loro a parlarci, a motivarci. Impensabile. La notizia di questa mattina ti lascia senza parole. O meglio: ti spalanca un mondo di brutti pensieri, di sensazioni che ti tolgono il fiato. Un filo sottilissimo, un equilibrio precario. Che peccato. Grazie per quella bellissima esperienza. Riposa in pace. Lo meriti per quanto sofferto in questi anni dando sempre quella sensazione imponente di tranquillità". 

 

 

 

Redazione Sport - Sport , Attualità -

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