

Minaccia un coetaneo per un video erotico e gli chiede dei soldi per evitarne la pubblicazione. Ieri, la ragazza autrice dell’estorsione è stata denunciata ai Carabinieri. Sulla vicenda indagano i militari, coordinati dal capitano Emanuele Tanzilli. Nelle prossime ore potrebbe scattare una misura cautelare, su ordine del pm della procura di Salerno a cui verranno affidate le indagini. Alle accuse del giovane sono allegate le minacce scritte. «Se non mi dai 800 euro, pubblico il video erotico dove ci sei tu?». Con questa minaccia, una ragazza da poco maggiorenne, aveva estorto soldi a un coetaneo. Il gioco erotico non aveva nulla di sentimentale. La ragazza aveva altri obiettivi: voleva speculare, fare soldi. E tutto questo ai danni dell’amico che si era fatto riprendere in video in pose osé e atteggiamenti molto intimi. Il progetto realizzato nel fine settimana, con messaggi, audio, WhatsApp e tanto di codice iban su cui versare i soldi, è fallito grazie al coraggio del papà della vittima. L’uomo si è insospettito per l’atteggiamento del figlio. Da giorni il ragazzo era cupo. Chiedeva soldi al papà e agli altri familiari. Una ricerca ossessiva, densa di preoccupazione. L’ultimo iPhone, una Play Station nuova di zecca? Sono stati questi i primi pensieri del padre che mai immaginava, invece, la minaccia estorsiva che si nascondeva dietro la richiesta di denaro del figlio. Ottocento euro per evitare la vergogna di un filmino erotico sui social. Ottocento euro per fare soldi facili, in spregio alla dignità altrui.
Dopo una lunga conversazione, il ragazzo è stato messo spalle al muro e ha deciso di parlare. Al papà ha raccontato tutto. Il ricatto ripetuto dall’amica (finta). Tutti i dati anagrafici e il conto su cui avrebbe dovuto versare i soldi. L’incubo del video intimo. L’unica soluzione era rivolgersi ai carabinieri e denunciare il ricatto, presentare una querela per estorsione. E così è stato. Padre e figlio, domenica scorsa, sono stati nella caserma di via Dalla Chiesa dove hanno denunciato la ritorsione agli investigatori. L’ipotesi dell’accusa è grave: tentata estorsione. La ragazza rischia fino a 5 anni di reclusione. Da valutare i suoi precedenti penali, eventuali minacce simili già fatte ad altre persone. Uno scherzo a un amico, non le servirà come alibi per difendersi dalle accuse. I messaggi ripetuti, le minacce continuate, l’indirizzo bancario su cui versare il denaro, sono finiti nelle mani dei carabinieri. Non è escluso che nelle indagini verrà coinvolta anche la polizia postale. Dalle prime indiscrezioni, però, l’indagine appare blindata. Quasi conclusa. Ai carabinieri non resterà che agire con la massima fretta per evitare la pubblicazione del video o la diffusione attraverso un app, come whatsapp, che poi potrebbe avere effetti virali. La posizione della ragazza è già complicata. Se dovesse utilizzare il video per schernire il suo amico, si aggraverebbe ulteriormente. Ora è caccia al file, sperando che non sia stato già duplicato.
FONTE: La Città
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