

"Non v’è dubbio che il soggetto sia altamente pericoloso per sé e per gli altri e che, pertanto, occorra necessariamente adottare un adeguato presidio cautelare". È la sintesi del gip del tribunale di Nocera Inferiore, Daniela De Nicola, per descrivere la situazione di Giuseppe D’Auria, il 41enne che domenica scorsa ha lanciato dalla finestra della sua abitazione al civico 51 di corso San Vincenzo, a Fisciano, la figlia Elena di due anni, miracolosamente salva nonostante la caduta dal terzo piano e da un’altezza di dieci metri. Il giudice, quindi, tratteggia una pericolosità sociale importante per l’uomo accusato di tentato omicidio, tale da non poter prevedere una restrizione più lieve così come richiesto dai legali dell’uomo, gli avvocati Tommaso Amabile e Silverio Sica, che avevano presentato un’istanza per rinchiudere il dipendente dell’Inps di Battipaglia presso una struttura specializzata per la cura dei problemi psichici o, in alternativa, i domiciliari presso l’abitazione del padre. Nulla di tutto ciò anche perché la consulenza effettuata dai medici dell’Asl di Avellino nella casa circondariale di Bellizzi Irpino ha accertato la compatibilità con la detenzione carceraria.
FONTE: La Città
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