

Torna ancora una volta in auge la questione campanilistica con richiami alle fedi calcistiche nella vita di tutti i gironi. E ancora una volta a salire agli onori della cronaca è la "rivalità" tra Salerno e Cava de' Tirreni. Raccogliamo la denuncia di Francesco Leone, noto imprenditore nell'ambito della ristorazione salernitana e titolare di un conosciuto pub nel quartiere di Torrione. A raccontare la vicenda è la moglie del ristoratore attraverso i suoi canali social. Di seguito il testo integrale del messaggio pubblicato su Facebook:
"Quesito del giorno: nel 2022 si può essere discriminati per il modo di vestire? La risposta, purtroppo, è Si. E vi racconto perchè… poco fa, da non credere, partecipando ad una manifestazione gastronomica a Cava de’ Tirreni, mio marito è stato avvicinato da due persone le quali, offese dal suo abbigliamento, gli hanno “gentilmente” chiesto di togliere la maglia o di coprirsi perchè il suo abbigliamento non era consono o meglio era vergognoso. Ebbene sì, se indossi una maglia Granata fuori dal territorio Salernitano rischi di urtare la sensibilità altrui. A quelle parole lo sconcerto e la voglia di far uscire questa notizia allo scoperto perchè è inammissibile che accadano tali cose. Senza fare polemiche perchè quello era un luogo dove uno staff intero stava lavorando e dove noi pensavamo di incontrare altre persone del settore interessate alla manifestazione abbiamo scoperto che questa che alcuni professano “fede calcistica” cela ignoranza e induce a comportamenti incivili privi di fondamento e soprattutto inaccettabili. Io e Francesco Leone abbiamo preferito allontanarci, ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: ma dove pensiamo di andare messi così? C’è più da ridere o da piangere?…".
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