

Un goal per tempo condanna la Salernitana e spiana la strada del successo all’Inter (foto Us Salernitana), a bersaglio con Lautaro Martinez prima e Barella poi davanti ad una appassionata, coloratissima e numerosissima torcida granata che ha invaso il capoluogo lombardo già dal venerdì. “Il secondo goal lo abbiamo preso quando stavamo prendendo campo - il commento post gara di mister Davide Nicola come ripreso da SalernitanaNews - Sono soddisfatto comunque della prova dei ragazzi contro una squadra forte. Abbiamo spesso messo in difficoltà l’Inter in ripartenza, abbiamo interpretato altezze di campo diverse. Potevamo fare meglio nella costruzione dal basso con i tre difensori, prendendo più campo; lo abbiamo fatto solo nella ripresa. Il secondo gol era una palla leggibile e abbiamo tardato a riposizionarci. La squadra ha però tenuto bene il campo. Potevamo sfruttare meglio le ripartenze e alcune dinamiche come il tiro di Kastanos nel primo tempo. Dobbiamo riconoscere il valore degli avversari, noi ci abbiamo messo carattere e voglia di interpretare il match. Ogni partita ha delle difficoltà che dobbiamo saper interpretare. Abbiamo fatto un’ottima partita contro un avversario con valori decisamente superiori. Se non avessimo preso il secondo goal potevamo crederci fino alla fine. Dovevamo migliorare la prova offerta col Verona, con più fluidità di gioco. Continuiamo a lavorare, abbiamo recuperato Bohinen. Daremo del filo da torcere a tutti. Nei primi venti minuti abbiamo provato a chiudere gli spazi e a ripartire, dopo il gol abbiamo alzato il baricentro, pressando alti ed accettando l’uno contro uno. Ma ci vuole personalità e attenzione, per molti era la prima in uno stadio così importante. La Salernitana deve lavorare su un modo di giocare produttivo e piacevole. Sono sempre altamente motivato e voglio trasferire questa motivazione ai miei giocatori. Abbiamo costruito una squadra con caratteristiche diverse, ma possiamo fare di più e meglio. Alla fine del girone d’andata potremo dare un valore generico più preciso. Dobbiamo credere del lavoro che facciamo. Sono soddisfatto della prestazione, avevamo perso Maggiore e Radovanovic. Mi è piaciuta la disponibilità dei ragazzi, abbiamo fatto meglio rispetto alla partita col Verona e affrontavamo un avversario molto importante che sa fare un po’ di tutto. Siamo stati ordinati difensivamente senza rinunciare a ripartire. Un appunto sul secondo gol, abbiamo letto in ritardo la conquista della profondità da parte di Barella e questo ci ha penalizzato. Abbiamo creato i presupposti per cercare di far male all’Inter, potevamo pareggiare già con Kastanos. Abbiamo fatto bene in qualche ripartenza senza però concretizzare al massimo. C’è stato un passo avanti, con l’organico completo si può essere competitivi anche in partite del genere. Non cerchiamo colpevoli, ma cerchiamo di capire come rimediare agli errori e ragioniamo di squadra. Siamo molto critici, ma con la voglia di migliorare. E' stato un bel banco di prova, per molti era la prima volta in un contesto del genere. Bisogna riconoscere lo spirito messo in campo dalla Salernitana, possiamo e vogliamo fare meglio e questo è il nostro obiettivo perché non dobbiamo accontentarci”. L'allenatore ha aggiunto: “Credo ciecamente in tutti i miei giocatori, il recupero di Bohinen è importante, è un giocatore di struttura e proprietario di quel ruolo. Può darci altre soluzioni, dispiace per Lovato che abbiamo perso prima della partita. Spero di recuperare anche Fazio e ritroveremo Radovanovic”. “Non siamo venuti qui per timbrare il cartellino, ma ho provato a crederci fino alla fine. L’Inter non era facile da incontrare per abilità e struttura fisica. I tifosi ci hanno applaudito perché hanno visto una squadra che voleva giocarsela. Bisogna sempre considerare chi hai di fronte, da questo punto di vista possiamo migliorare ancora molto. Non siamo poco cattivi ma dobbiamo diventare più strafottenti in certi momenti della partita, cosa che riesce quando hai una percezione dell’avversario diversa e ti porta ad essere più prudente contro un avversario del genere. Soprattutto nei primi 20’, quando siamo dietro la linea della palla, lavoriamo troppo sulle traiettorie di intercetto e tardiamo. Quando indirizziamo la pressione su una catena o sull’altra dobbiamo partire insieme, dipende anche dagli interpreti e dalle abitudini che avevano. Dobbiamo migliorare l’aggressività per quello che intendiamo. Perché Vilhena playmaker? Kastanos il play non lo ha mai fatto e credo che sia portato più a girare, in quella posizione bisogna mettere un giocatore più in grado di rimanere lì. Ha la capacità di girarsi con la palla, penetrare palla al piede e andare a servire le punte. Non mi è dispiaciuto, è la prima volta che interpreta quel ruolo. Sufficienza e leziosità in difesa? Non sono d’accordo, chiediamo ai giocatori di prendersi la responsabilità di giocare. Possiamo diventare più veloci ed efficaci, soprattutto nella posizione di Daniliuc dobbiamo capire quando favorire il giro palla o quando puntare l’avversario in uscita: è un 2001 ma ha personalità importante. Pirola è alla seconda da titolare con noi, non si nasce imparati, bisogna aspettare la crescita e aspettarsi anche eventuali errori. L’importante è che ci sia la convinzione e la volontà di apprendere sempre. Pensiamo a fare più punti possibili, non è utile pensare se rimaniamo invischiati o no nella lotta salvezza”.
A parlare anche il difensore Norbert Gyomber: “È stata la solita Salernitana, abbiamo combattuto fino alla fine, ma non abbiamo portato a casa punti. Sapevamo di affrontare una squadra di alto livello, reduce da risultati molto positivi sia in campionato, sia in Champions. Eravamo consapevoli che sarebbe stata tosta per noi e ci dispiace non essere riusciti a fare risultato. Ora pensiamo a recuperare le forze, perché sabato ci giochiamo una partita molto importante. In casa sappiamo che siamo forti e dobbiamo fare bene soprattutto davanti ai nostri tifosi dobbiamo, perchè ci spingono sempre per 90′. Bisogna dare tutto. Questo campionato più tranquillo rispetto al passato? Speriamo, perché l’anno scorso ci siamo salvati all’ultimo secondo e quest’anno vogliamo raggiungere l’obiettivo il prima possibile”.
In casa nerazzurra il difensore della Nazionale Francesco Acerbi analizza così la sfida: “Abbiamo fatto una partita importante, non era semplice confermarci dopo Barcellona. Siamo indietro e quindi dobbiamo continuare a vincere. Forse potevamo fare un gol in più. Mi sono ambientato bene in un momento non semplice, c’erano un po’ di scorie passate da sistemare e bisognava ritrovare un po’ di compattezza. Stiamo tornando. Ho sempre dimostrato che posso giocare con tutti, mi comporto da professionista dentro e fuori al campo. Ci sta che ci sono alti e bassi. Sono venuto con serenità e tranquillità. Sono voluto andare via io dalla Lazio, alcune cose mi hanno toccato come persona”.
Ad aprire i giochi Lautaro Martinez: “La vittoria vuol dire tanto, stiamo crescendo e maturando. Dopo la vittoria col Barca siamo ripartiti, stiamo bene e dobbiamo continuare cosi. Siamo sulla strada giusta, abbiamo iniziato male, perdendo punti. Abbiamo voltato pagina. Ho segnato, ci ha messo del suo anche il portiere. Ci sono giornate che vanno bene e altre no, per gli attaccanti è così. Ci siamo parlati tanto nei momenti difficili, ma le cose restano nello spogliatoio; ci siamo messi a lavorare e si è visto sul campo. Siamo sulla strada giusta, abbiamo giocato una grande partita. Noi dobbiamo dimostrare di essere noi stessi in ogni competizione. Alle prime giornate abbiamo perso punti importanti, non è tutto andato come volevamo, ma adesso stiamo lavorando tanto e le cose stanno girando nel verso giusto. Il mister Inzaghi dà fiducia, ti carica tanto. Ti dice che devi essere il primo difensore e lo sto facendo, ma per l’attaccante è importante anche fare gol. Sono felice e dedico il goal alla mia mamma che era allo stadio”.
A chidure il cerchio Simone Inzaghi: “Venivamo da partite importanti, avevamo speso tanto sia fisicamente che mentalmente. - ha spiegato il tecnico interista a fine partita - Avevo chiesto una partita con l’atteggiamento giusta, i ragazzi l’hanno controllata senza problemi e creando tantissimo contro un avversario organizzato e di qualità. Da allenatore queste partite con la Salernitana dopo due giorni e mezzo dalla Champions sono le più difficili da preparare, ma la squadra è scesa in campo facendo quello che sapeva. I confronti ci sono sempre durante le stagioni, i nostri sono stati costruttivi. Siamo in un buon momento, quello che conta è il campo e aver visto i ragazzi aiutarsi a vicenda. Ci fa ben sperare per il futuro. Abbiamo sempre controllato la gara, sviluppando bene il gioco in maniera aggressiva e concentrata. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorarci ancora. Qui si guardava agli 84 punti e ai due trofei come una sconfitta, ma ci sta: nel calcio si è giudicati ogni domenica e l’Inter non poteva fare quattro ko in otto partite. Ora guardo il campo e vedo i ragazzi che si aiutano: è questo l’aspetto più positivo. Per quanto mi riguarda, ho sempre cercato il lavoro e so quello che ho fatto e che faccio. Asllani sta lavorando molto bene, ma allo stesso tempo ho Mkhitaryan che sta crescendo dopo l’avvio un po’ in ritardo per l’infortunio. E Calhanoglu mi sta dando ottime risposte. Da play l’avevo messo anche l’anno scorso. In porta, vedendo i livelli di Onana, ogni domenica ho una scelta da fare, anche se Handanovic ha avuto una lussazione a un dito e per oggi non era disponibile. A metà campo ora abbiamo solo quattro disponibili. In attacco è tornato Correa che ci ha dato una mano. Spero di recuperare tutti per fare delle scelte visto il calendario fitto. Lukaku lavora giornalmente, non c’erano le condizioni per convocarlo, vedremo nei prossimi giorni. Ha subito un infortunio che non gli era mai capitato in carriera, ma ha grande voglia e lo aspettiamo, come Brozovic e Gagliardini. Ho bisogno di tutti. Con il mio staff siamo insieme da dieci anni e le mie squadre hanno sempre corso tutto l’anno. Abbiamo avuto dei ritardi, ma ci metto la testa perché in alcune partite meritavamo di più e i risultati positivi sono quelli che ti fanno recuperare prima anche a livello fisico”. In conclusione ha ribadito in conferenza: “Abbiamo fatto una grande partita, siamo stati in controllo con i ragazzi che si aiutavano l’un con l’altro. Una partita giocata con serietà, concentrazione, dopo Barcellona non era facile. Siamo soddisfatti però adesso abbiamo la testa alla Fiorentina. Siamo in ritardo sulla nostra classifica, ma abbiamo tante altre partite davanti a noi. Penso che sia fondamentale l’atteggiamento, alla mezza palla non subiamo gol come capitato nelle prime giornate. Non era semplice contro un avversario organizzato e con qualità, potevamo segnare anche qualche gol in più. Non dimentichiamo che arrivavamo da un doppio confronto col Barcellona. Un plauso ai miei giocatori”.
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