

La gioia per la ripresa in presenza di celebrazioni sentitissime che, però, «non devono essere soltanto folklore ma vero segno della fede». E un messaggio forte - per richiamare tutti, proprio tutti, al senso di condivisione e solidarietà ch’è stella polare dell’essere cristiano. Monsignor Andrea Bellandi, nel giorno dell’alzata del panno di San Matteo che dà il via alle celebrazioni in vista del prossimo 21 settembre, affida al Patrono cinque sue speranze. Le condivide con i tanti salernitani accorsi per l’evento sentitissimo dopo due anni di stop causa emergenza sanitaria. Parte dalla guerra dal «desiderio di pace per l’Ucraina e negli altri Paesi martoriati da quella che Papa Francesco giustamente chiama la “terza guerra mondiale diffusa” visti gli scenari che esistono in Africa e in Medio Oriente». Poi, dopo tanti applausi, si lascia andare a un auspicio affinché il Covid venga finalmente debellato. Ma è la sua terza speranza che colpisce. Perché la guida della chiesa salernitana, dal palco del quadriportico della Cattedrale, lancia un “avvertimento” ai politici: «Un terzo desiderio, ma forse è chiedere troppo, è che le forze politiche possano servire davvero il bene comune e non interessi di parte», l’affondo. «C’è bisogno di politici che abbiano a cuore il destino di tutti, anche di chi è sulla parte avversa. In fondo siamo tutti sulla stessa barca». Parole che colpiscono i fedeli e che lasciano spazio a più di dieci secondi d’applausi che “interrompono” gli ultimi due auspici dell’arcivescovo: «Desidero che venga debellato il virus della disperazione, della violenza e della ricerca del potere a tutti i costi: questo virus può essere debellato con il vaccino del Vangelo. E poi desidero che le comunità cristiane possano intraprendere un autentico cammino missionario. Ci attende un tempo dove c’è necessità di crescere come comunità». Insomma gioia ma pure “tirate d’orecchie”. Che arrivano pure dal parroco della Cattedrale, don Michele Pecoraro, che - gioioso per rivedere così tante persone - chiede ai fedeli di vivere la tradizione solo nel segno della fede: «C’è un certo sbandamento sulle nostre tradizioni cristiane come quest’evento o le processioni. Dobbiamo ritrovare il vero senso di quei gesti. La fede non è un momento della vita: o è continua o è un’illusione che non ci salva. Le nostre tradizioni rischiano di diventare senz’anima e di trasformarsi soltanto in folklore. Che ci sia pure ma deve essere presente prima di tutto la spiritualità ». Il mese matteano, dunque, inizia nel solco di messaggi importanti e di una speranza che qualcosa possa cambiare attraverso la preghiera e l’esempio dei Santi, «la rappresentazione di Cristo sulla terra». E, nell’attesa dello start delle altre iniziative, c’è anche una sostanziale novità: le celebrazioni del 21 settembre, infatti, saranno presiedute da monsignor Tommaso Caputo, dal 2012 Prelato di Pompei. «L’invito al cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, per quest’anno non si è potuto realizzare per impegni che sono sopraggiunti - spiega Bellandi dal palco - Le celebrazioni saranno presiedute da monsignor Tommaso Caputo: mi sembra provvidenziale questo legame fra Pompei e Salerno attraverso la sua figura. Così potremo essere anche più uniti spiritualmente alla Vergine di Pompei. Ma, soprattutto, questo mese inizia diventi davvero un’occasione di crescita e conversione per un creare nuovo cammino di speranza».
FONTE: La Città
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