

Conto alla rovescia in casa Sis Roma per la ripresa dell'attività agonistica che vedrà come primo step l'ormai tradizionale camp a S.Anastasia di Fondi. In vista del prossimo campionato di A1 femminile l'anello di congiunzione tra new entry e gruppo storico è costituito come sempre dalle due portacolori romane, il capitano Domitilla Picozzi e Cecilia Nardini. La mancina, reduce da un altro ottimo campionato, è pronta ad alzare ulteriormente l'asticella degli obiettivi individuali e di squadra ed è carica per la prossima stagione non prima di aver ripercorso le tappe salienti di quella da non molto conclusa: "Dopo una sospensione ed una divisione in due tronconi, quello terminato è stato finalmente un campionato regolare seppur ancora condizionato dal vincolo dei tamponi e da alcuni stop forzati che a rotazione hanno colpito tutte le squadre. - esordisce Cecilia ai nostri microfoni - La società è stata brava a gestire la situazione e con noi ad adattarsi, rispettando le normative. In più siamo state fortunate a non veder il torneo stravolto come accaduto al maschile con la seconda fase divisa in due. Essendo meno squadre per quanto mi riguarda è stato più scorrevole portare avanti la stagione così e sono d'accordo con questa linea seguita".
Il terzo posto finale lascia in eredità molteplici sensazioni: "Abbiamo lavorato per conquistare di più rispetto agli obiettivi raggiunti, coltivando sogni più grandi e puntando in alto. C'è soddisfazione per la Coppa Italia ma resta vivo quel pizzico di amarezza per come si è concluso il campionato. Sicuramente avremmo dovuto fare meglio fuori casa in regular season per evitare la terza posizione ed avere il fattore campo a favore nei play-off ma con i se e con i ma non si fa la storia. Mettiamo tutto nel bagaglio per fare sempre meglio nel futuro prossimo. Indubbiamente ciò su cui dobbiamo continuare a lavorare è non abbassare la concentrazione e la soglia di attenzione anche quando le cose vanno bene: dobbiamo dimostrare davvero di essere più forti e non cullarci sugli allori, esponendosi a rimonte fatali, tenendo un trend positivo costante".
Andando poi nel dettaglio: "L'Euro League ha rappresentato una tappa fondamentale. In casa è stato molto entusiasmante seppur col pubblico ridotto, gli schiaffi di Atene ci sono serviti a capire che bisogna ancora lavorare molto e che l'umiltà è l'ingrediente fondamentale per costruire cose belle. E' un'esperienza che porto dentro, abbiamo giocato contro gianti della Pallanuoto femminile. Vincere la Coppa Italia in casa, davanti alla propria famiglia, per me che sono romana - aggiunge la calottina numero 9 - è stato emozionante. La dimostrazione che se vogliamo possiamo vincere tutto, siamo un gruppo dalle mille sorprese. Sul fronte campionato il vero rimpianto è in gara 1 anche se quella che brucia di più inevitabilmente è la terza. Le avversarie sono state più sfacciate e vogliose, ci hanno colpito nelle nostre fragilità".
Il prossimo anno sarà una Sis diversa da quella abitutata a vedere fino allo scorso giugno: "Serena (Storai) e Martina (Brandimarte) sono due perdite importanti, dal punto di vista affettivo per me in particolar modo. Sono sempre state un punto di riferimento, coinquiline nell'ultimo anno e vere e proprie sorelle. Seppur a distanza ci sarò sempre e tiferò per loro, e viceversa. Silvia (Avegno) è un'atleta straordinaria, ha una predisposizione alla fatica impressionante, è ammirabile sotto ogni punto di vista e soprattutto dietro quella timidezza nasconde un cuore d'oro. A lei faccio un grosso in bocca al lupo per l'esperienza in Spagna, sapendo che la Sis sarà sempre casa sua. Anche Shae (La Roche) in questi anni di militanza in giallorossoha dato un importante contributo atletico e umano, terrò sempre a mente i suoi insegnamenti". Si appresta, invece, a vivere la sua prima avventura in Italia l'australiana e pari ruolo Abby Andrews: "L'ho vista giocare ai Mondiali, mi auguro di formare con lei una grande coppia di mancine - evidenzia la Nardini - il resto delle altre ragazze che faranno parte del gruppo le conosco benissimo essendo cresciute nel nostro vivaio e, conoscendomi già anche loro, mi prefiggo di riuscire a trasmettere loro qualcosa che possa aiutarle ad affrontare questo percorso di crescita con tranquillità e consapevolezza del proprio valore".
Tornando per un attimo indietro nel tempo, nel film pallanuotistico di Cecilia sono segnate in rosso alcune pellicole: "Indubbiamente lo Scudetto Under 19 a Fiuggi del 2017, mi scoppiava il cuore dalla gioia. - ricorda - Poi tengo particolarmente a mente la partita di andata dei Quarti di Euro League del 2021 contro il Dunaujvaros, giocare a quei livelli contro una squadra così forte mi ha lasciata il segno. E poi ho un modello a cui mi ispiro, la spagnola Anni Espar: è una delizia per gli occhi, è mirabile sotto ogni punto di vista, visione di gioco, scaltrezza...".
Agli impegni in piscina, Cecilia aggiunge quelli universitari, altrettanto impegnativi: "E' davvero difficile, oserei dire quasi impossibile, conciliare studio ed attività agonistica ma con passione, intelligenza e aggiungo testardaggine si può fare tutto. Dopo ore devastanti di allenamento, spesso concomitanti con orari delle lezioni, verrebbe voglia di riposarsi e invece bisogna armarsi di pazienza e studiare. Spesso e volentieri i prof. non vengono incontro a chi ha esigenze come le mie ma questo non mi condiziona, vado avanti inseguendo il sogno della laurea triennale e magistrale in matematica". Il quotidiano riserva, però, anche dolci emozioni grazie ad un amore che ha nella Pallanuoto il comun denominatore, quello con Enrico Calcaterra, fresco di passaggio dalla Vis Nova all'Olympic Roma: "E' la cosa più bella del mondo condividere la stessa passione con chi si ama. E' fondamentale per me avere una spalla, un consiglio fidato, un giudizio che possa essere tanto soggettivo quanto oggettivo perchè sai viene da chi ti ha a cuore".
Le meritate vacanze volgono in dirittura d'arrivo e lo sguardo va al futuro prossimo: "Sono pronta a rimettermi al lavoro. I miei sogni più grandi sono la laurea e raggiungere tante soddisfazioni in ambito pallanuotistico con la mia squadra. - conclude Cecilia - Vivere soprattutto di emozioni perchè sono quelle a rendere giustizia ai sacrifici fatti, tanto economici quanto in generale di vita. E mi auguro di viverle tutte con Enrico al mio fianco". Con dedizione, abnegazione e il motore pulsante della forza dell'amore: Cecilia Nardini si prepara ad un anno da protagonista.
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