

Nella favola Rapallo, culminata con il ritorno in A1 al termine di una stagione indimenticabile, brilla luminosa la chioma bionda di Ludovica Vanelo. Arrivata in gialloblu a seguito della fruttuosa fusione con la Venere Azzurra, la giovanissima atleta ha conquistato sin da subito un posto rilevante nello scacchiere di coach Antonucci, disimpegnandosi con impressionante costanza di rendimento sia nel campionato di A2 che nei tornei Under 20 ed Under 18. "Quest'anno è stato differente dai precedenti per tanti motivi oltre che al Covid - esordisce partendo dall'estate scorsa ai nostri microfoni - La nostra società si è fusa ad un'altra e di conseguenza abbiamo dovuto affrontare nuovi campionati, conoscere nuove compagne, allenatori, dirigenti e così via… La fine della fase acuta della pandemia è stato solo uno dei tanti cambiamenti, il fatto che rininziassimo un anno senza Covid è stato comunque un sollievo e una liberazione anche se comunque, nel corso dell'anno, abbiamo avuto diversi problemi inerenti a questo. Molte di noi, infatti, (me compresa) abbiamo dovuto fare lunghe quarantene che non ci hanno permesso di allenarci come avremmo voluto...".
Ad ormai poco più di un mese dall'impresa e conseguente festa promozione, le sensazioni restano da brividi: "Sono ancora sconvolta e molto soddisfatta. - aggiunge Ludovica - Per quanto riguarda me personalmente ho sempre sperato in una possibile promozione ma senza mai confidarci più di tanto, sopratutto all'inizio dell'anno in cui come prima partita abbiamo affrontato il Bologna. Nel corso dell'anno, però, vedendo ciò di cui eravamo capaci e vedendo quanto riuscivamo a migliorare insieme in pochissimo tempo, ho iniziato a crederci sempre di più. Anche le parole dei nostri allenatori ci hanno aiutato a non smettere mai di provarci".
Diversi i momenti chiave di un'annata intensa e impegnativa: "Sicuramente prenderei come modello di esempio i play-off, a partire dalla seconda partita con il Cosenza. In quelle tre partite (ritorno con il Cosenza e andata e ritorno con il Napoli) ci siamo comportate veramente da squadra, eravamo tutte unite e credevamo in un unico obiettivo che pian piano si faceva sempre più vicino. Sarebbe perfetto se iniziassimo la prossima stagione esattamente come abbiamo concluso la precedente. La partita che invece vorrei rigiocare probabilmente è proprio il primo play-off a Cosenza, non eravamo convinte di ciò che stavamo facendo e probabilmente eravamo anche frenate dalla paura, se avessimo giocato con più grinta e determinazione avremmo sicuramente vinto. Ma da un lato forse é stato meglio così, il ritorno in casa con il Cosenza è stata una delle nostre migliori partite proprio grazie anche allo spirito di rivalsa".
Dal punto di vista individuale, come detto, un campionato sopra le righe: "Fin da piccola penso che la mia più grande forza nell'affrontare le partite risieda nella grinta con cui gioco ogni partita. - prosegue determinata - Ogni volta in cui arrivo sul bordo vasca non penso a nient'altro se non che al voler vincere la partita. Ogni problema esterno alla partita svanisce per quell'oretta in cui sono in piscina, dal momento in cui varco la soglia esiste solo la partita e l’obiettivo principale di vincerla, tutto il resto è superfluo...".
Sulla molteplicità di impegni e gare ravvicinate tra prima squadra e giovanili, la Vanelo è altrettanto chiara e lineare: "Fin dall'inizio dell’anno c'è sempre stata la paura di non riuscire ad affrontare al meglio il triplo impegno ma fortunatamente, affrontando una partita alla volta, siamo riuscite ad ottenere ottimi risultati (almeno per adesso) in ogni campionato. Ho iniziato l'anno ponendomi come obiettivo quelli di arrivare sul podio nel campionato Under 20, di passare in A1 e di vincere il campionato Under 18 aggiudicandoci il titolo...Per adesso due dei tre sono stati rispettati, ora bisogna avere la testa solo verso il terzo ed ultimo. Dopo le Semifinali Under 18 a Roma, in particolare dopo la vittoria con L'Ekipe che è sempre stato uno degli ostacoli più ardui da superare per la nostra squadra, mi sono resa veramente conto delle capacità che abbiamo e di ciò che potremmo riuscire veramente a fare alle finali ad Avezzano. Per quanto mi riguarda, sono sono veramente attaccata ai campionati giovanili, in particolare quello Under 18 perchè è l'ultimo anno in cui posso giocarci, per questo riuscire ad aggiudicarsi il titolo sarebbe veramente una grandissima soddisfazione. Fin dall'inizio dell’anno non aspetto altro se non questo". Sacrifici quadruplicati se si vanno a considerare anche gli impegni quotidiani, in particolare quelli scolastici: "Questa domanda me la fanno sempre in tantissimi e io rispondo sempre che non è facile conciliare tutto ma se veramente si crede in ciò che si fa e se veramente ti piace ciò che stai facendo, il tempo per conciliare tutto lo si trova. Nel corso dell'anno, infatti, riesco benissimo a far conciliare scuola, sport e vita privata. Ogni tanto bisogna fare delle scelte ma è giusto anche questo...".
Facendo un salto all'indietro nel tempo: "La mia passione per la Pallanuoto nasce per caso, fin da piccola mi è sempre piaciuto il mare e l'idea di praticare uno sport che richiedesse stare nell’acqua mi ha sempre entusiasmato. Quando avevo 9 anni finalmente mia mamma ha deciso di iscrivermi nella piscina "Mori" di La Spezia, non conoscevo la Pallanuoto ma nella mia piscina era inevitabile iniziare a praticarla se si voleva restare in quella realtà. - racconta ancora - La passione si è sviluppata nel tempo, anche il fatto che la Pallanuoto fosse uno sport di squadra mi ha sempre spinto a continuare, prima di allora avevo sempre praticato sport singoli, che a mio parere non hanno niente a che vedere con quelli di squadra". Tanti gli aneddoti, gli eventi da ricordare insieme a persone che ormai fanno parte della sua vita dentro e fuori dall'acqua: "Sono diversi i ricordi sportivi a cui sono legata e sceglierne uno dopo 9 anni di partite e di ricordi diversi è davvero difficile. Uno degli ultimi però sicuramente è la vittoria che ci ha permesso di salire in A1, sono sicura che l'emozione che ho provato al triplice fischio me la ricorderò per tutta la vita. Tutte le mie compagne mi insegnano e mi trasmettono sempre qulcosa, sia durante le partite che durante gli allenamenti. Imparo sempre qualcosa di nuovo da ognuna di loro tutti i giorni che passiamo insieme. Penso che sia proprio questo uno degli aspetti più belli di uno sport di squadra, l'allenarsi sempre con qualcuno che magari la pensa o affronta le situazioni in modo diverso da te ti permette veramente di migliorare. Anche dagli avversari si può sempre imparare qualcosa, sia in positivo che in negativo...".
Dopo le brevi ma meritatissime vacanze, la testa va già ai prossimi impegni a cavallo tra le due stagioni: "Come primo obiettivo che mi pongo sicuramente le finali Under 18 poi per quanto riguarda il mio sogno più grande resterà sempre l'Olimpiade, ma penso che sia il sogno della maggior parte degli sportivi. Confido anche in una prossima stagione piena di sorprese e di soddisfazioni - conclude Ludovica - sono sicura che la mia squadra sia in grado di fare veramente tanto, l'importante è crederci!". Talentuosa, ambiziosa con la giusta dose di umiltà, grintosa e piena di desideri da esaudire: il futuro è indubbiamente dalla parte di Ludovica Vanelo.
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