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Pallanuoto, la grinta di Venere Tortora: "Mi emoziono ancora al solo odore del cloro, difficile smettere. Mio figlio la carica giusta per nuove sfide"

09/08/2022

Una passione smisurata da trasmettere alle nuove generazioni e la voglia di non abbattersi di fronte ad ogni tipo di difficoltà. E' in estrema sintesi il ritratto di Venere Tortora (foto Simone Cervarelli), icona della Pallanuoto in rosa laziale e civitavecchiese in particolare ed ora emblema di una battaglia per far si che una città di grande tradizione possa continuare a sostenere, a prescindere dalla categoria, le sue fiere rappresentanti in acqua. Reduce da una cavalcata che è valsa quasi la partecipazione ai play-off con la Cosernuoto, l'ormai ex capitano gialloblu è pronta a nuove sfide. "Soprattutto per me è stata una bella emozione ritornare a giocare in Serie A2, visto che a Civitavecchia questa categoria mancava da troppi anni. - esordisce ai nostri micorfoni ripercorrendo dall'inizio le tappe salienti dell'ultima annata - Personalmente ho sofferto molto il blocco del campionato dovuto al Covid perchè purtroppo sì sono persi due anni fondamentali e l'età avanza", aggiunge scherzando. "Sono stata d'accordo sulla formula adottata perchè è giusto scontrarsi con più realtà e poi non c'è cosa più bella di fare le trasferte con la propria squadra. E devo dire che a me mancavano molto".

Un torneo, quello del girone Sud, livellato e decisosi nel finale per le posizioni che contano: "Non ti nego che noi quest'anno puntavano comunque a fare un bel campionato, anche perchè purtroppo qui a Civitavecchia si è sempre lottato per la salvezza, ma questa stagione devo dire che attraverso il grande lavoro che si è fatto quotidianamente tutte insieme (blocco civitavecchiese e nuovi innesti) si è arrivati ad essere una delle squadre più competitive d'Italia. Quello che ci è mancato è stato il non conoscersi, ci abbiamo messo un po' di più prima di trovare i meccanismi giusti per fare bene e purtroppo questo succede quando manca un po' di esperienza nei momenti clou del campionato, come giocare in uno stadio gremito di pubblico nella partita decisiva contro il Cosenza. Le partite che rigiocherei sono la prima contro Torre del Grifo e poi quella col Volturno, sono state le più brutte che abbiamo fatto ma che ci hanno portato ad avere quella scossa per partire. Quella che che prendo da esempio? Sono tre. Una è stata al ritorno in casa contro il Volturno, li si è vista una vera squadra e non ce ne era per nessuno, abbiamo giocato l'una con l'altra. L'altra in casa del Cosenza dove abbiamo ottenuto tre punti fondamentali e contro la Brizz dove abbiamo pareggiato e sfiorato la vittoria nel finale".

Un piazzamento comunque lusinghiero il quarto che ha visto Venere nelle vesti di trascinatrice ed indispensabile "spalla" di supporto ad ogni singola compagna dentro e fuori vasca, aggiungendovi anche un rendimento costante ed elevato: "Il segreto per rendere così bene ovviamente è allenarsi sempre ma soprattutto avere quella voglia fisica ma soprattutto mentale. - sottolinea la calottina numero 6 - Nonostante i miei 34 anni riesco ancora ad emozionarmi al solo odore del cloro, ad avere quell'ansia prima di una partita e ad arrabbiarmi quando si perde e ho sempre voglia di migliorarmi. Sinceramente quello che purtroppo noto che nelle giovani di adesso manca lo spirito di sacrificio ma io su quello non mollo perché provo a trasmettergli la mia esperienza per far si che possano crescere ancora". A render ancora più prezioso il suo impegno, la capacità di dividersi tra piscina e vita quotidiana da mamma: "Sicuramente ci vuole tanto sacrificio, ma quando si ha la voglia tutto riesce, certo devo ringraziare anche tutto lo staff che quest'anno mi ha messo in condizione di allenarmi in orari consoni. Poi devo dire che mio figlio mi da quella spinta in più per non mollare anche perché è il mio primo tifoso".

Dall'alto della sua esperienza, capitan Tortora prova ad inquadrare in pillole ciò che è necessario per tenere vivo l'interesse globale attorno alla Pallanuoto, in particolare quella femminile: "Quello che serve per rivitalizzare il movimento e avvicinare le ragazze alla Pallanuoto deve partire intanto da due cose semplici: impianti adeguati a questa disciplina (chi ha la fortuna di averli come Civitavecchia ha lo Stadio del Nuoto) e orari adeguati che permettano alle atlete di avere continuità e organizzare tutte quelle iniziative che avvicinano sempre di più ragazze e ragazzi al mondo acquatico".

L'attenzione si sposta poi sul presente: "La società (la Nautilus) che per tre anni ci ha portato ad ottenere grandi risultati (dalla Serie B alla A2 ottenendo un risultato storico come un quarto posto, riorganizzando un settore giovanile ormai sparito, fino a portare tre ragazze in rappresentativa) a sue spese, per visioni contrastanti di varia natura con la Coser, ha deciso di non continuare il suo percorso. - puntualizza - Ora non so cosa accadrà, so che tutte le mie compagne di squadra hanno fatto richiesta di svincolo in Federazione (io ovviamente ho il mio cartellino). Dispiace tanto che le cose siano andate in questo modo".

Ed ora? La voglia di combattere non si perde mai: "Il mio sogno è quello di dare continuità al progetto che abbiamo intrapreso tre anni fa insieme al mister Daniele Lisi e al preparatore atletico Mauro Ronconi. Attraverso la nuova società Asd Nautilus Civitavecchia, ripartendo dalla Serie B, il nostro obiettivo - conclude Venere - sarà quello di valorizzare le più giovani ed io avrò il doppio ruolo di allenatrice della giovanile e, ahimè, ancora giocatrice. Difficile smettere...". L'augurio è che Venere Tortora possa continuare quanto più tempo possibile per continuare a dare il suo esempio positivo di cui ogni realtà pallanuotistica avrebbe bisogno. 

 

Davide Maddaluno - Sport -

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