

Belgrado come Sibenik. L'Italia chiude al quarto posto i Mondiali Under 18 in Serbia, sconfitta nella finale per il Bronzo dalla bestia nera Ungheria. La selezione di Giacomo Grassi (foto Slobodan Sandic) viene sconfitta 9-5 al termine di un confronto con poca storia. Sempre avanti nel punteggio le magiare e sul 6-2 a metà gara, controllano agevolmente fino alla fine. Una kermesse che ha visto le azzurrine toccare l'apice con la rocambolesca vittoria ai Quarti con l'Olanda per poi cedere alle più quotate rivali statunitensi e ungheresi. Un quarto posto comunque non scontato e di valore considerando anche la stanchezza delle protagoniste derivante da una stagione massacrante che non è ancora finita. Nella finale per l'Oro gli Stati Uniti, che avevano superato l'Italia in Semifinale, battono 10-8 la Grecia, con tripletta di Jenna Flynn, capocannoniere del torneo con 29 reti. Quinto posto per la Spagna che ha battuto 12-16 l'Australia mentre l'Olanda si aggiudica in scioltezza la settima piazza, travolgendo 8-18 la Nuova Zelanda nel match diretto anche dalla siciliana Giuliana Nicolosi.
Avvio sprint dell'Ungheria subito a segno con Hajdu, Fekete in più e Tiba poi una staffilata di De March con tanto di deviazione sblocca il baby Setterosa che in avvio di secondo tempo subisce la quarta rete ancora con Hajdu ma questa volta dai 5 metri. Accorcia nuovamente la compagine tricolore con Longo in superiorità poi Nora Golopencza e Lendvay riallungano per la squadra guidata da Marton Benczur. Nel mezzo Santapaola è brava ad annullare due uno contro zero ed a superarsi sventando una doppia inferiorità numerica. Al rientro dall'intervallo lungo i ritmi calano vistosamente e da segnalare c'è solo il botta e risposta tra Di Maria e Lendvay che fissano in parità il terzo periodo. Più movimentati gli ultimi 8' con Boldrini, autrice di un buon percorso mondiale alla prima esperienza, e la solita Aurora Longo (con 23 reti la miglior realizzatrice azzurra della competizione) a scrivere il -2 italiano, prontamente rispedito al mittente dalla tripletta di Lendvay e dall'extra player di Aubeli che chiude le ostilità e mette al collo delle ungheresi il Bronzo.
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