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Pallanuoto, gli esami di maturità vissuti dalle atlete: "La nostra prova come una partita tra ansie ed emozioni puntando dritte alla vittoria"

05/08/2022

Si è conclusa da poche settimane una delle sessioni più inedite degli esami di maturità dell'epoca moderna e contemporanea, quella della "quasi normalità" post Covid. Un viaggio che resterà senza ombra di dubbio nella storia, scolpita nelle menti di studenti e professori. Per i più fortunati già dalla fine di giugno si ha avuto la possibilità di rompere il tabù e scrollarsi di dosso ansie e preoccupazioni senza più l'obbligo della mascherina, con il ritorno alla doppia (ma non più tripla) prova scritta ed al fatidico colloquio orale, lasciando in archivo il maxi esame univoco dello scorso anno. Tra coloro che da maturandi sono passati a maturati, abbiamo raccolto le impressioni e le testimonianze di alcune illustri rappresentanti del mondo della Pallanuoto che hanno messo sul piatto della bilancia ansie, gioie ed emozioni in un perfetto parallelismo tra la partita scolastica e quella in piscina.

"Se devo essere sincera, mi sarei aspettata di affrontare la maturità composta dalla prova solo orale, dopo questi anni di pandemia. - esordisce Giorgia Klatowski, talento cristallino in forza alla Pallanuoto TriesteUna delle difficoltà maggiori, che ho riscontrato parlandone anche con i miei coetanei, è stato il fatto di sapere troppo tardi come si sarebbe svolta la prova. Pertanto, molte classi, come la mia, non è riuscita ad esercitarsi o a fare abbastanza simulazioni delle varie materie. Una cosa di cui sono contenta, però, è sicuramente il fatto di aver svolto l'ultimo anno di scuola in presenza, assieme ai miei compagni e ai miei prof. Secondo me, la quinta è stata abbastanza dura, ma è sicuramente l'anno in cui mi sono divertita di più a scuola. Se dovessi trovare una similitudine tra il mio esame di maturità ed una partita di Pallanuoto, direi che la partita non comincia benissimo, magari perchè presa già per vinta, poi però con la costanza e l’impegno - che sono due componenti fondamentali sia nell'ambito scolastico che sportivo - ci si porta il risultato a casa".

Sicura tra i pali, sicura tra i banchi di scuola. "Fare l'ultimo triennio in modo totalmente nuovo e inaspettato è stato impegnativo ma anche molto stimolante. - racconta Carolina Giacon, estremo difensore dell'Antenore Plebiscito Padova - Eravamo tutti sulla stessa barca e dovevamo collaborare tutti per adattarci e far sì che le cose funzionassero al meglio. Di settimana in settimana le cose potevano cambiare e fino all'ultimo non abbiamo saputo le modalità di esame, sono stata contenta che alla fine abbiamo potuto vivere le emozioni delle prove scritte e dell'esame orale in presenza perché nella vita è bene saper affrontare le ansie e le sfide al 100% e non dietro a uno schermo. La marcia di avvicinamento è stata velocissima, da settembre a giugno il tempo è volato. Prepararsi al meglio è stato molto impegnativo anche perché purtroppo a febbraio ho perso quasi tre settimane di scuola perché sono risultata positiva al Covid e sommato alle numerose trasferte sportive che abbiamo avuto quest'anno mi hanno portato a giugno con qualche buco sul programma che ho dovuto recuperare con molta fatica e impegno. La cosa che invece mi è piaciuta di più in questo avvicinamento è stata come la classe si è unita giorno dopo giorno per aiutarci l'un l'altro in questa sfida comune. Possiamo sicuramente paragonare il mio esame a una partita di Pallanuoto perchè in questi tre anni ci sono stati momenti più semplici e momenti dove tutto sembra andare per il peggio come durante una partita, ma come insegna questo sport ogni giorno se si stringe i denti, ci si da una mano reciproca e non ci si arrende fino alla fine si porta a casa l'obiettivo, e più il risultato è stato sudato e più saranno le emozioni e la soddisfazione".

Come per la Klatowski, anche per la siciliana Marta Giuffrida gli esami di maturità si sono intersecati con la partecipazione agli Europei Under 19 di Netanya oltre che con i play-off promozione della sua Brizz: "Non credo che qualcuno di noi “figli del Covid” si sarebbe aspettato di affrontare gli esami in questo modo, comunque con una formula “normale”, tralasciando la terza prova. Per me, come anche per altre, tra impegni sportivi e non, questo percorso è stato un po' più insidioso. - spiega l'atleta di proprietà de L'Ekipe Orizzonte - Credo che il poco tempo per studiare ci abbia un po' penalizzate, ma è stato comunque bello mettersi alla prova e tastare le proprie capacità in un momento di crescita come questo, nel quale le emozioni non sono mancate. L'adrenalina degli attimi prima degli esami, quando il momento della verità sta per essere svelato, sembrava di conoscerla già. Molto simile a quella pre partita, quell'energia che ti anima, ti concentra, ti stimola. Appena seduta, pronta per il colloquio, quella forte sensazione era già passata, iniziavo a sciogliermi e a mettermi a mio agio. Come al fischio d’inizio, tutto passa, pensi solo ad un unico obiettivo: vincere".

Discorso analogo per la compagna di mille battaglie all'Orizzonte, alla Brizz ed in Nazionale Vittoria Santoro: "Onestamente ad inizio anno ero un po' “spaventata” per quanto riguardava la maturità, non sapendo come l'avrebbero impostata e se in qualche modo i professori ci sarebbero venuti incontro dopo appunto, tre anni di pandemia tra DAD e lezioni in presenza...Non mi aspettavo assolutamente le due prove scritte, e speravo in un unico esame orale come era stato l'anno scorso. - sottolinea la calottina numero 10 catanese - La principale difficoltà è stata senza dubbio l’intrecciare impegni sportivi e scolastici, poiché contemporaneamente alla preparazione per la maturità, ho vissuto il collegiale e la “preparazione” all'Europeo, in cui ogni momento libero tra un allenamento e l'altro era dedicato allo studio. Ho fatto tanti sacrifici e sono contenta di aver portato a termine ogni impegno. Una similitudine che potrebbe essere perfetta è l'ansia che si ha prima di ogni partita, l'ansia di non sapere cosa potrà succedere, come andrà, nonostante si sappia di essere preparati...Io ero un po' così prima di entrare e sedermi davanti la commissione, come quando entri in una nuova piscina e guardi le tue avversarie, e poi il campo ma infondo sai dentro di te che andrà tutto bene e che darai il massimo, fino alla fine. Ma, onestamente, preferisco affrontare mille ansie pre partita piuttosto che una singola maturità!!!".

Tanti impegni concomitanti anche per Guya Zizza, attualmente impegnata ai Mondiali Under 18 in Serbia e fresca di approdo alla Pallanuoto Trieste in A1 dopo aver combattuto sul duplice fronte scolastico e pallanuotistico nell'arco di pochi giorni, non riuscendo con il Napoli Nuoto a centrare l'A1 conquistata, invece, in due gare dal Rapallo. "Ad essere sincera a settembre non mi sarei mai immaginata di sostenere l'esame di maturità con la stessa formula adottata prima della pandemia poiché la DAD del terzo e di quasi tutto il quarto anno ci hanno molto penalizzati. - aggiunge la figlia d'arte, di scena al Liceo Classico a Napoli - Proprio per questo schermati dietro un computer non abbiamo più vissuto l'emozione del compito in classe, la solidarietà tra compagni e il confronto con i professori. Ma soprattutto non andare a scuola non ci ha consentito di prepararci ad affrontare le prove scritte come avremmo dovuto e ci ha tolto tutto quel confronto tra noi che a mio avviso è fondamentale per la nostra crescita. Alla luce di queste mie considerazioni però devo dire che sono stata fortunata a rientrare a scuola l'ultimo anno e a riprendere così una vita normale, a rivivere tutte quelle emozioni che solo la scuola ti può dare e che altrimenti a distanza tutti noi non avremmo vissuto. Facendo un confronto tra l'esame di maturità e una partita di Pallanuoto direi che le sensazioni sono molto simili, provi in entrambe le situazioni quell'adrenalina che ti spinge a fare il massimo e nello stesso modo cerchi di gestire le paure che hai. Lo sport in queste situazioni ti aiuta tanto, ti insegna a dare il massimo, a non tirarti indietro e a dare il meglio di te al di là del risultato e questo nella vita serve molto soprattutto come insegnamento a superare mille prove come per esempio un esame di maturità".

Una meritata vacanza in Grecia, invece, per la compagna di squadra Emma Micillo dopo aver concluso il percorso licelae: "Guardando i precedenti anni, le novità riguardo la maturità le ho affrontate con determinazione e sacrifico, sapendo a cosa stessi andando incontro. Nonostante questo ci sono stati alti e bassi ma il risultato che volevo alla fine l'ho ottenuto. - dice la giovane in forza al Napoli NuotoUna delle difficoltà principali che si è presentata anche durante tutto l'anno era conciliare Pallanuoto e studio, ma quest'esperienza ha continuato ad insegnarmi come gestire il tempo degli impegni, infatti il duro lavoro e sacrificio ripagano sempre. Principalmente è stato un aiuto per la formazione della mia persona, prima di essere un'atleta. C'è d'aggiungere un'ultima cosa, tra l'esame che ho affrontato e una partita di Pallanuoto, come ad esempio la finale play-off, entrambe presentano varie similitudini. Hanno avuto alle spalle una grande preparazione e nulla veniva lasciato al caso, l'adrenalina che ti trasmettevano era la marcia in più per raggiungere l'obiettivo".

Doppia festa per Valeria Gasparroni. Il portiere della Pretuziana ha potuto brindare alla promozione in A2 delle pescaresi di coach Cannata ed anche al superamento dell'esame: "Quest'anno non mi sarei mai aspettata di affrontare la maturità con ben due prove scritte in aggiunta alla prevista prova orale. Dopo quasi tre anni di pandemia noi studenti abbiamo dovuto fare i conti con la DAD, un nuovo modo di interagire con la scuola e, soprattutto, con la classe che ha cambiato le nostre abitudini togliendoci quel contatto umano che per me è molto importante. - il pensiero dell'abruzzese che vola tra i pali così come sui libri - La principale difficoltà che ho avuto è che ero poco esercitata a scrivere testi. Per il resto, nello svolgere una prova così importante, credo sia stato normale avere prima un po' di ansia e di tensione e poi una forte carica di adrenalina come quella che provo quando gioco una partita di Pallanuoto. Dai il meglio di te con le tue compagne di squadra per raggiungere gli obiettivi prefissati e passare alla fase successiva del campionato così come quando affronti la maturità in cui dai il meglio di te per dimostrare tutto quello che hai appreso per poter passare dall’età scolastica al mondo degli adulti in cui si dovrà scegliere se proseguire di studiare o tuffarti nel mondo del lavoro".

"Non mi sarei mai aspettata dopo tre anni di pandemia di sostenere l'esame di maturità in presenza perlopiù con il maxi orale e ben due scritti. - le sensazioni di Valentina Cosentino della Sis Roma - L'ultimo periodo è stato quello più complicato, tra le ultime interrogazioni e compiti in classe svolti quasi tutti i giorni. L'esame orale era quello che spaventava di più, fare collegamenti senza sapere che immagine poteva capitarti metteva ansia e difficoltà e soprattutto dovevi automaticamente studiare tutto il programma senza tralasciare nulla, nonostante ciò ci sono stati anche lati positivi e una volta usciti una soddisfazione immensa. L'esame finale è come racchiudere tutti i sacrifici e il lavoro fatto tutto l'anno per verificare dove si è arrivati, come un po' nel mondo della Pallanuoto dopo il proprio campionato si va diretti nel puntare una Semifinale e perché no una finale Scudetto. Quando mi sono seduta davanti a tutti i professori ho avuto le stesse sensazioni di una partita di Pallanuoto: ansia, concentrazione e prestazione di certo non sono mancate".

Sulla stessa lunghezza d'onda la compagna di squadra con l'F&D H2O e la Sis Anastasia Mercuri: "Ovviamente non mi sarei aspettata il ripristino degli scritti visto che l'anno dei ragazzi 2003 è l'unico che ha subito tutti e tre gli anni di Covid però era molto probabile che li avrebbero ripristinati. - le sue considerazioni - Le principali difficoltà sono state ovviamente il fatto che noi eravamo inesperti, venendo ovviamente da due anni in cui si faceva solo l'orale e ancora prima che c'erano le tre prove scritte e l'orale era completamente differente. Nel mio caso ho avuto molto poco tempo tra gli scritti e l'orale, però abbiamo affrontato tutto, siamo stata una classe molto unita e anche questo l'abbiamo fatto vedere agli esami andando a vedere tutti la prova di ogni compagno. La prima similitudine che mi viene in mente riguardo il confronto con la Pallanuoto è quella di entrare nella stanza come entrassi nell'acqua, non sai quello che può succedere ma sai che devi dare tutto te stesso perché hai quei 45/60 minuti di tempo per far vedere quello che puoi dare e quanto vali".

Rientrata in Italia dopo esperienze di studio e sport in Uruguay e Germania, è molto significativo il percorso di Alessia Imola: "Beh sinceramente penso che nessuno di noi, classe 03, si aspettava una maturità a 360 gradi. Ovviamente non dico che sia stata uguale come quella del 2019 ma si avvicina va parecchio. Io personalmente ho avuto quest'anno un po' particolare, non l'ho vissuto al 100% a scuola; ho cambiato istituto all'ultimo anno quindi ambienti, compagni e abitudini nuove. Ma devo dire che i miei nuovi professori sono stati tutti gentilissimi con me anche essendo entrata all'ultimo - racconta l'atleta di proprietà della Sis Roma e reduce dalla parentesi in Germania con il ChemnitzI compagni all'inizio molto scettici ma alla fine ci siamo ritrovati tutti sulla stessa barca. Ecco non vorrei andare molto fuori discorso ma continuando a parlare di questa maturità devo dire che è stata abbastanza fattibile. Non sono una persona ansiosa, come nei pre-partita, penso sempre in positivo di come posso affrontare/fare del mio meglio. Sono una ragazza che non si fa prendere dall'ansia, so che se si ha un lavoro alle spalle si può fare tutto e perchè farsi rovinare tutto da questa cosa che poi chiamiamo ansia quando siamo solo noi stessi che ci facciamo film giganteschi. Tutti noi possiamo dare del nostro meglio se lo si vuole. Se non si ha voglia tanto meglio non iniziare per niente. Con questo voglio dire che questa maturità, come ogni partita o come ogni allenamento, ha come protagonisti noi stessi e siamo noi che dopo tre anni di continui cambiamenti abbiamo affrontato tutto ciò. Io per esempio questi tre anni di cambiamento l'ho presi anche come cambiamento personale; ho fatto di tutto per non essere a casa e per non avere un minuto per pensare, perché se si pensa troppo si perde troppo tempo e in partita un giocatore non ha tanto tempo per pensare e ripensare. Abbiamo bisogno di riprenderci le nostre abitudini che questa pandemia ci ha tolto, ovviamente nel modo più giusto. Sono del parere che se si ha un'idea, questa va esposta, messa in atto subito non rimarginando su niente, non possiamo permettercelo. Questa pandemia ci ha tolto tanto e noi abbiamo molto di più da riprenderci e questa maturità è stato un dei tanti “ostacoli” che abbiamo superato. Sono una ragazza di 19 anni, so di avere molte più persone sopra di me ma nel mio piccolo con il mio pensiero, con la mia voglia di fare e con la mia parola sono riuscita a realizzare il mio sogno sia da pallanuotista che personale, in periodo morto dove nessuno si aspetta niente, ed è proprio li che dobbiamo esplodere. Quando nessuno se l'aspetta! E mi raccomando - conclude - osate, nel giusto, ma fatelo!".

Che sia scuola, università o Pallanuoto, una cosa è certa e tutte ne sono ben consapevoli: gli esami, nella vita, non finiscono mai. Così come le notti prima.

Davide Maddaluno - Sport -

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