

"Com’è morto Flavio Parmendola?". Domanda alla quale dovrà dare una risposta il medico legale che oggi sottoporrà ad esame autoptico la salma del bambino di 12 anni morto sabato scorso sul lettino dell’ Aquafarm, il parco acquatico in via Spineta Nuova di Battipaglia. L’avviso di accertamenti tecnici irripetibili è stato notificato pure ai tre responsabili della struttura ricettiva, che sono stati iscritti nel registro degli indagati. Una pura formalità a garanzia degli stessi imprenditori, che in tal modo avranno facoltà di nominare un consulente tecnico di parte che possa assistere all’autopsia sul corpicino del ragazzino di Pompei, che sarà eseguita in mattinata nella sala mortuaria dell’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. L’ipotesi di reato – una pura formalità pure quella, naturalmente – è di omicidio colposo. All’esperto incaricato dalla Procura spetta l’arduo compito di ricostruire gli ultimi misteriosi istanti della – troppo breve – vita del piccolo Flavio: per spiegarli non è stato utile l’esame esterno di sabato mattina, quando il medico legale non ha ravvisato segni d’urti sul corpo di Flavio. Le prime risposte al “come”. Non al “perché”, ché non ce ne sono quando un bimbo muore. A margine dell’autopsia la Procura rilascerà la salma di Flavio: papà Ernesto Parmendola , mamma Dina La Rana e i due ragazzi che hanno visto morire il loro amato fratellino riporteranno il suo corpo a Pompei. La cittadina mariana è sotto choc: sabato scorso il Consiglio comunale ha tributato un minuto di silenzio al piccolo. Dal Comune di Battipaglia è arrivato un telegramma ai familiari di Flavio, titolari d’una rinomata panetteria. Sabato mattina mamma e papà erano al lavoro, ignari che a 50 chilometri di distanza la loro vita sarebbe stata distrutta. Flavio era all’ Aquafarm in compagnia dei fratelli. S’era tuffato da uno dei quattro grossi scivoli rettilinei – quelli meno pericolosi – del parco acquatico che svetta sulla litoranea. È uscito dall’acqua e s’è avvicinato ai fratelli maggiori (un ragazzo ed una ragazza) lamentando una forte emicrania, tastandosi la parte posteriore del cranio, poco al di sopra della nuca. Poi ha preso a vomitare, quindi ha cacciato sangue dalla bocca e dalle narici. I sanitari della “Croce Bianca” e della “Croce Verde” hanno provato a rianimarlo per un’ora. Invano. Il piccolo è morto. La Procura ha aperto un’inchiesta avvalendosi del supporto degli agenti del locale Commissariato di polizia di Stato, guidato dal vicequestore Giuseppe Fedele, e della squadra mobile della Questura di Salerno, diretta da Giovanni Roberto di Palma, che hanno sequestrato lo scivolo incriminato ed acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza per verificare se il piccolo ha battuto la testa e in che modo s’è tuffato.
FONTE: La Città
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.