

Il solito refrain. Come già accaduto agli ultimi Europei Under 19 di Netanya, appena si alza il livello di difficoltà l'Italia non riesce contestualmente ad elevare la sua asticella e finisce nuovamente sconfitta. Nella terza giornata dei Mondiali Under 18 in corso di svolgimento a Belgrado, le azzurrine di Giacomo Grassi cedono il passo (8-12) all'Ungheria che si conferma più cinica e compatta nei momenti cardine della partita, restando glaciale nel momento in cui il Sette in calottina bianca riduce lo svantaggio fino al -1 e piazza un break letale che arriva quasi a doppiare il baby Setterosa che ora si deve nuovamente accontentare del secondo posto e quindi degli Ottavi di finale (contro Giappone o Uzbekistan), lasciando le magiare al primo posto nel gruppo A. A sbloccare il punteggio al termine di un'azione da manuale sul filo dei secondi è Nora Golopencza poi è letale Aubeli in superiorità prima che Longo rompa il digiuno italiano. La partita resta in mano delle ungheresi che chiudono ancora in goal la prima frazione con il sigillo in extra player della solita Golopencza. Nel secondo periodo la compagine tricolore a strisce orizzontali prova a prendere il largo con le realizzazioni di Hajdu e Tiba ma l'Italia riesce a non perdere troppo contatto con la doppietta di De March prima che la stoccata di Szegedi mandi le due squadre al cambio vasca sul 3-6.
Al rientro dall'intervallo lungo la seconda marcatura personale di Szegedi sembra chiudere i giochi ma il sussulto d'orgoglio risveglia le ragazze di Grassi che con soluzioni individuali di pregevole fattura e complice qualche errata lettura dell'estremo difensore Szonja Golopencza (in precedenza provvidenziale su Paganello) riesce a recuperare fino al 6-7 con i goal in rapida successione di De March, Leone e Di Maria dal centro in più. Un'illusione di recuperare la partita che dura ben poco, giusto il tempo di consentire a Varrò di trovare l'angolo giusto alle spalle di Sesena. Il successivo acuto di Hajdu conferma l'ottima percentuale realizzativa in extra player dell'Ungheria che allunga poi inesorabilmente con il poker complessivo della Hajdu e Koka, lasciando a Di Maria e Longo (entrambe in superiorità con Misiti, Sbruzzi e Paganello nel frattempo fuori per tre falli insieme a Nora Golopencza) il compito di fissare il definitivo punteggio senza che nulla possa più cambiare fino al suono dell'ultima sirena.
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