

Testa al presente con uno sguardo al futuro prossimo giocandosi tutte le carte in suo possesso per conquistare un posto agli Europei e poi rituffarsi in quel di Ostia per provare ad aggiungere un altro tassello ai titoli già conquistati. Si può sintetizzare così la calda estate di Luna Di Claudio, duttile difensore ormai colonna portante della Sis Roma, che non conosce sosta ormai da mesi tra impegni in acqua e quelli sui libri. "E' stato sicuramente un anno più continuativo rispetto agli altri due passati. - esordisce ai nostri microfoni ripercorrendo le tappe salienti della stagione italiana da poco terminata - In quelli precedenti allenarsi ogni giorno non sapendo con certezza se avresti giocato non era facile, così come tutti i cambiamenti e le riformulazioni fatte nel corso. Sono stata d'accordo con la scelta fatta della formula classica piuttosto che come è successo al maschile con un drastico cambiamento in corso d'opera".
Partita con ambizioni di vertice, la squadra giallorossa ha concluso l'annata 2021/22 con il terzo posto in campionato ed una storica seconda Coppa Italia messa in bacheca: "Credo che ogni squadra, più o meno strutturata che sia, quando inizia un campionato lo fa con le aspettative più alte in assoluto quindi si, è chiaro che avessimo aspettative altissime perché non abbiamo mai preso giustificazioni dalle situazioni intorno. Ovviamente parlare a cose fatte è più facile. - continua la giocatrice abruzzese - Se potessi rigiocare una partita probabilmente rigiocherei gara 1 della Seminale play-off contro L'Ekipe. Purtroppo in quella partita non abbiamo reso per quello che avremmo potuto, siamo entrate in acqua forse spaventate o semplicemente non realmente convinte di quello che avremmo potuto fare. Per questo ti dico che probabilmente ripartirei proprio da questa, in primis perché se parlassi di una partita vinta sarebbe troppo facile e soprattutto perchè penso che nel bene o nel male, le sconfitte ti lasciano sempre qualcosa in più delle vittorie. In ogni caso, credo che un'ottima prestazione sia stata quella della finale di Coppa Italia. Averla vinta è sempre una bella soddisfazione, ma non è tutto chiaramente. Nei play-off probabilmente un po' di convinzione è mancata, un po' di esperienza nel gestire quelle gare così importanti". Sul fronte europeo Luna è lapidaria: "L'Euro League è stata una bella/brutta esperienza...Abbiamo avuto la fortuna di scontrarci con squadre di livello e al tempo stesso la sfortuna di avere un girone obiettivamente complicato che non è stato d'aiuto ma faremo tesoro di ogni versante".
Il prossimo anno il sodalizio di patron Giustolisi dovrà fare i conti con alcune modifiche in rosa a seguito di alcuni addii importanti: "Si qualcosina cambierà. A me le ragazze che andranno via lasceranno tantissimo perché si tratta di persone a cui ho voluto un bene che andava oltre la squadra - evidenzia la calottina numero 10 - Silvia Avegno è stata mia coinquilina per 2 anni e condivido con lei dei ricordi e dei momenti indimenticabili. Non è stata facile pensare che sarebbe andata via ma le auguro il meglio perché lo merita. Serena Storai era un po' il mio termometro, mi ha sempre aiutata a calmarmi nei momenti di ansia e a sfogarmi in quelli di rabbia, non penso che sarà una persona sostituibile per me in squadra. Martina Brandimarte è una persona e un'atleta d’oro, sempre sul pezzo, sempre concentrata su quello che faceva, ogni squadra dovrebbe avere una ragazza come lei. Ultima, non per importanza sicuramente, Shae La Roche che per me è stata altrettanto importante, dentro e fuori vasca. Abbiamo fatto la prima stagione insieme nel 2018/2019, il mio e il suo primo anno alla Roma ed è stata un'atleta che ha sempre creduto tanto in me e ha sempre fatto di tutto per insegnarmi quello che sapeva. Quest'anno, nonostante la distanza e tutto, ha deciso di giocare comunque con noi e per me è stata un grande punto di riferimento perché nelle situazioni di difficoltà o di stanchezza, eravamo spesso sulla stessa lunghezza d'onda e siamo riuscite a spronarci molto. È una che non molla mai e si allena sempre con una determinazione da esempio. Sono tante le giocatrici, nel complesso, che mi hanno lasciato qualcosa". Per il secondo anno di fila, invece, continuità ad una coppia di pescaresi doc: "Giocare con Chiara (Ranalli) è un piacere, mi fa ricordare i tempi passati e mi fa sentire un po' a casa. In più è un'ottima giocatrice e atleta, c’è tanto da imparare da lei".
Tornando all'alba, una stagione estiva no stop per la Di Claudio tra il sogno Setterosa e una laurea in Giurisprudenza (tra i suoi desideri quello di diventare avvocato tributarista) da celebrare a breve: "Io personalmente credo che un'atleta, in qualunque ambito si trovi, se è realmente un'agonista, si allena sempre al meglio che può, dando tutto. È ovvio che ognuno abbia i propri obiettivi ma negli anni ho imparato questo, di fare il possibile sempre per sentirsi apposto con se stessi, con la consapevolezza di aver dato tutto ma sapendo sempre che dall'altra parte comunque ci sono persone che faranno le loro scelte. Conciliare studio e sport non è facile, soprattutto perchè purtroppo nonostante siamo nel 2022, non sempre le Università ti vengono incontro in questo senso, vale per me ma anche per le altre compagne della mia squadra che studiano. Tralasciando questo, penso che per farlo ci voglia tanta determinazione e voglia di farlo perchè la stanchezza ti porta dei momenti a voler chiudere tutto e fare dell'altro però sono stata fortunata in questo nell'educazione che mi è stata data e formazione che mi sono un po' fatta da sola negli anni perchè è quella che non mi ha fatto mai mollare in nulla e anzi trovare la forza nel “piccolo traguardo” portato a termine ogni volta, esame dopo esame".
Pochi giorni di riposo in compagnia di mamma Maria Pia, papà Domenico ed il fratello Davide poi rotta verso la Sardegna per il torneo internazionale agli ordini di Carlo Silipo e nel frattempo il conto alla rovescia per tornare a lavorare con Marco Capanna per puntare sempre più in alto con la Sis: "Spero che questa stagione sia una buona prova per noi - conclude Luna - per dare continuità a quanto fatto sino ad ora, personalmente e collettivamente". Chiara, concisa e determinata: la scalata alle vette più alte della vita pallanuotistica e non di Luna Di Claudio procede a passo spedito.
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