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Pallanuoto, la favola a lieto fine dell'Acquachiara: "Nessuno credeva in noi, dimostrato in acqua di meritare la salvezza"

23/06/2022

Partita finisce quando arbitro fischia, si dice spesso in gergo sportivo. Ma in questo caso sarebbe più opportuno allargare il campo all'intero campionato. Reduce da una rivoluzione estiva che ha portato all'addio di Mauro Occhiello dopo la Semifinale play-off persa con l'Anzio pochi mesi prima e allo scioglimento della squadra femminile, l'Aktis Acquachiara era ripartita da un zero solo metaforico. E' ripartita dalla sua base, quella dei giovani, integrandone degli altri e affidandosi ad un paio di pedine d'esperienza vogliose di riscatto dopo anni travagliati. L'inizio non è stato di quelli semplici ma Walter Fasano, il tecnico incaricato a tracciare un nuovo lungimirante corso, ed il suo staff ci hanno sempre creduto e con abnegazione e lavoro certosino sono riusciti nell'obiettivo di salvare la prima squadra in A2 e alzare ulteriormente l'asticella delle formazioni giovanili, esprimendo anche una Pallanuoto piacevole da vedere. "Sono felice per la società, l'allenatore, i dirigenti e i giocatori perchè l’anno scorso, quando io e Mino Marsili abbiamo messo in campo il progetto giovani a cui l'allenatore ha aderito credendo nella possibilità di questi ragazzi, sembravo un visionario. - spiega patron Franco Porzio - Se devo pensare a due risultati belli nei 25 anni di vita di Acquachiara uno è la finale europea, il secondo è la salvezza conquistata quest'anno con una rosa composta dai ragazzi del settore giovanile. Oggi dal mio punto di vista c’è un punto di partenza importante per l’Acquachiara che ha creduto nei giovani e ha una base ampia di giovani con cui programmare e progettare il futuro. Il futuro significa crescere sempre di più con i ragazzi marchiati Acquachiara. Questo forte senso di appartenenza, di identità, di partecipazione e di appartenenza dei giovani, delle famiglie e dei giocatori non fa altro che stimolare me ad andare avanti sempre più e sempre meglio". Il decano della Waterpolo napoletana ha poi allargato il suo raggio d'intervento: "Sono trascorse solo poche ore dalla qualificazione alle finali scudetto Under 18 maschili e mi sento di fare alcune considerazioni del tutto personali. Sia chiaro, questa qualificazione non deve rappresentare un punto di arrivo, tutt'altro. Non a caso la maggior parte dei componenti dell'Under 18 fa parte del roster della prima squadra che sabato ci ha fatto emozionare alla "Scandone". Ed allora è inevitabile che ripensi al lavoro che da sempre Acquachiara ha svolto con il settore giovanile. A settembre 2022 saranno esattamente 25 anni dalla fondazione della società e dall'apertura della piscina del Frullone, divenuto vero e proprio punto di riferimento sportivo, sociale e giovanile sul territorio. Dopo pochi anni dalla fondazione, senza aver mai avuto formazioni giovanili di pallanuoto, eravamo in grado di competere con circoli blasonati e squadre storiche della nostra città. Ho sempre creduto molto nelle giovanili ed è per questo che ho cercato di mettere a disposizione di atleti e famiglie i migliori allenatori/educatori possibili...Almerico Veno, Pino Porzio, Mino Cacace, Mino Marsili, Paolo De Crescenzo, Mauro Occhiello, Alberto Petrucci, Stefania Vaino, Enzo Massa, Maurizio Mirarchi, Roberto Brancaccio, Enzo Trapanese, Ninni Silipo, Marco Veno, Paolo Iacovelli, Riccardo Fabris, Maurizio Migliaccio, Francesco Falco, Barbara Damiani, Manuel Occhiello, Roberta Tortora, Riccardo Liguori, Antonio Anatrella, Ciro Alvino, Roberto Vestuto, Nicola Borrelli, Gianni Starace, Gigi Tomeo, Andrea Scotti Galletta. Ognuno di loro ha contribuito alla crescita sportiva della società ed alla crescita dei propri atleti...E se è vero che alla base della Pallanuoto vi è la scuola nuoto, questi risultati vanno condivisi con chi fa - ed ha fatto nel corso degli anni - di questa un'eccellenza nazionale. Penso a Lavinia Gennarelli, Valentina De Notaris, Anna De Gregorio, Daniela Masiello, Raffaele Mango, Gianluca Illuminato, Ciro Fossa, Salvio Riccio, Gino Prisco, Angela Capasso, Mario Veno. Al termine di questo bel week-end per l'Acquachiara mi sento di condividere con ognuno di queste persone questa piccola grande soddisfazione. Spero di non aver dimenticato nessuno...Ma il ringraziamento più grande va agli atleti, al loro coach Walter Fasano, ai dirigenti Alfonso Richiello e Peppe Fasano ed a tutti i genitori che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno ed entusiasmo! L'esperienza e la competenza del nostro direttore tecnico Prof. Marsili sono state determinanti per noi.
Voglio poi, in conclusione, citare due persone che nel corso degli anni hanno aiutato il nostro club nel suo percorso di crescita sotto l'aspetto sportivo ma anche di comunicazione e marketing: mi riferisco a Gianluca Leo, tra l'altro nostro ex atleta e dirigente, ed a Mario Corcione, storico giornalista ed ufficio stampa. Ed un pensiero particolare al talismano ed al leader della nostra realtà, il mitico Carmine Mancieri! Ripeto, questo non è un punto di arrivo ma di partenza per fare insieme grandi cose! Ed ora...sotto con le finali Scudetto".

"Siamo contentissimi. Abbiamo vissuto un'annata particolare. Ad un certo punti della stagione sembravamo spacciati poi dopo il pareggio ottenuto nel finale a Civitavecchia abbiamo incanalato una bella striscia positiva. - racconta coach Fasano - Siamo stati protagonisti con una squadra che, se tolti Aiello, Alvino e Marinkovic, che non ha giocato nei play-out perché è tornato a casa, parliamo di una squadra Under 20 che si è salvata in Serie A2, una squadra che ha conquistato 22 punti e ha giocato sempre una buona Pallanuoto. Abbiamo raccolto poco all'inizio, poi quando abbiamo iniziato ad inanellare punti ci siamo tolti le giuste soddisfazioni e siamo contenti. Ringrazio il presidente Franco Porzio e il direttore sportivo Mino Marsili per avermi dato l’opportunità di poter sviluppare questo progetto ed essermi stato accanto nel momento più difficile, soprattutto in era Covid. Ringrazio il mio staff Nicola Borrelli (sempre al mio fianco) Roberto Vestuto, Alfonso Richiello, Antonio Anatrella, sempre disponibili e di grande aiuto poi ultimo ma non ultimo il mio amico fraterno Peppe Fasano: da sempre formiamo una coppia "particolare" e quando ci vedono insieme l'esclamazione è "attenti a quei due". Ringrazio mio padre Nicola, lui sempre presente al mio fianco pronto a difendermi contro tutto e tutti e sempre li in prima linea a tifare per noi. Sono onorato di aver portato avanti questo lavoro con questi ragazzi da settembre, li ringrazio dal primo all'ultimo perché durante l'anno hanno lavorato duramente ed in maniera importante. Abbiamo raggiunto la salvezza e la meritavamo, volevamo portare a casa il match con la Sturla nonostante la brutta partenza. Abbiamo subito due goal nei primi tre minuti e poi solo altri due in tutto il resto del match, a testimonianza dell'ottima prova difensiva mentre in attacco non abbiamo fallito le occasioni avute, fase in cui abbiamo realizzato reti di ottima fattura. Ci godiamo il momento perché questo gruppo ha gettato le basi per qualcosa d'importante". Il tecnico salernitano si è poi divertito con le pagelle di fine stagione dei suoi ragazzi: si parte dalla Saracinesca Alvino per poi proseguire con il Brontolone Musaccio, il Saggio Di Leva, Fight Marinkovic, il Tattico Fabio Angelone, il Jolly Francesco Angelone, lo Sfortunato Antonio Barela (cui va l'in bocca al lupo per un pronto rientro in acqua), il Mancino Aiello, il Bomber Michele Gargiulo, l'Eccellente Alessandro Gargiulo, il Pendolino De Gregorio, il Nazionale Rocchino, l'Ultras Chianese, Gibbo Giello per finire con il Talismano Letizia.

"Siamo un grande gruppo, una squadra che è cresciuta durante l’anno e che ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. - evidenzia un sempre più provvidenziale Ciro Alvino - Abbiamo disputato una grande prova sia in fase difensiva che offensiva. Abbiamo dimostrato tutto il nostro valore, ragazzi di 17-18 anni sembravano dei veterani, questa cosa m'inorgoglisce perché sono il capitano di questa squadra e sono fiero di esserlo. Abbiamo dimostrato che non molliamo mai, siamo andati sotto 2-0 in gara 3 ma non ci siamo arresi nemmeno per un secondo, abbiamo sempre spinto sull'acceleratore, ripartenze, difesa solida e questo ci ha aiutato tanto. Questa è unìannata spettacolare, nessuno ci avrebbe mai attribuito 22 punti in regular season, questo è un risultato storico per questa società insieme alla finale di Coppa Len. Ringrazio tutti e soprattutto la squadra che per me è una famiglia.  Con la partita di sabato si è chiuso un anno fantastico fatto di tante soddisfazioni sia dal punto di vista personale che di squadra, una squadra che ad ottobre veniva accreditata come la favorita per scendere di categoria o come una delle ultime di questo campionato di A2. Ricordo ancora le voci che giravano delle tante persone che circondano il mondo della Pallanuoto su di noi dopo le prime 7 giornate di campionato e i soli 3 punti conquistati. Ma la cosa bella è che quelle voci hanno dato solo forza al nostro gruppo che non si è mai disunito, anche nei momenti peggiori, abbiamo lottato tutti insieme e ci siamo sempre guardati le spalle l'uno con l'altro e non abbiamo più mollato di un centimetro, ed alla fine con il duro lavoro e con la consapevolezza di poter affrontare tutte le squadre a viso aperto siamo riusciti a raggiungere quell'obiettivo tanto sperato. Non mi resta che dire che sono orgoglioso dei miei compagni di squadra che per me sono una vera famiglia dal primo all'ultimo di questo fantastico gruppo. E poi mi sento di ringraziare pubblicamente Walter Fasano che quest'anno è stato uno dei pochi ad aver creduto in me fin da subito concedendomi l'onore di difendere la porta della società dove sono cresciuto in qualità di capitano. Noi siamo ancora qua, le altre chiacchiere se le porta il vento".

Fondamentali anche le reti, molte delle quali in superiorità numerica, di Daniele De Gregorio: "E' stato un anno molto complicato, con moltissime salite e difficoltà. Un anno in cui molta genete ha messo in dubbio la forza dei miei colori. - confida - E' stato un anno caratterizzato da mille emozioni diverse: sfiducia, tristezza, gioia, grinta, cuore, sacrificio, immensa felicità e tantissime altre, ma prima fra tutte il senso di appartenenza. Non abbiamo mai perso di vista il nostro obiettivo, soprattutto quando questo sembrava impossibile da raggiungere. Abbiamo dimostrato come un gruppo di ragazzini si possa trasformare in uno formato da veri e propri uomini, che l'esperienza conta ma relativamente. Siamo andati oltre qualsiasi aspettativa con lavoro e sacrificio, giorno dopo giorno prendendoci un centimetro di campo alla volta dopo ogni allenamento. Non è stato facile, ma è stato un anno bellissimo e difendere questi colori, specialmente in situazioni come queste, è per me un onore. Grazie ad ogni compagno di squadra e grazie al condottiero "pazzo" per quello che mi hanno fatto vivere, ma soprattutto grazie a chi non credeva in noi e ci aveva scavato la fossa. Volevano vederci in B, ma non l'anno prossimo. L'anno prossimo ci vediamo ancora qui..."

"Oggi volevo raccontarvi una storia, forse tra le più belle vissute dal sottoscritto". Comincia così a riavvolgere il nastro delle emozioni Matteo Aiello, catanese trapiantato a Napoli. "Inizia tutto il lontano ottobre 2021, quando dopo aver affrontato draghi, dottori ed analisi ricevetti la chiamata dal capitano Ciro e dal mister Walter. Ad essere sincero non pensavo di essere all'altezza date le condizioni in cui versavo, ma grazie al carisma di Walter ed all'amicizia fraterna che mi lega a Ciro decido di accettare quella che era agli occhi tutti vista come “un’impresa”, ovvero quella di portare una squadra formata da ragazzini terribili alla salvezza in Serie A2. Dopo le prime batoste sembrava impossibile l'obiettivo, eppure ci siamo rimboccati le maniche e giorno dopo giorno abbiamo preso sempre più consapevolezza del fatto che l'allenamento ci avrebbe premiati; e così è stato. Sabato 18 giugno 2022 l'Acquachiara è salva ed è merito di ogni singolo ragazzo, passando da Ciro a Piero, Peppe, Nema, Fabio, Antonio, Francesco, Mechè, Daniele, Mattia, Gilberto, Alessandro, Davide e Dodo e tutti gli Under 18/16 che ci hanno sempre supportato in allenamento ed in partita. Questo è l’esempio lampante per cui nello sport così come nella vita non bisogna mai mollare e continuare a credere negli obiettivi e nei sogni, anche quando la strada sembra tutta in salita. Con costanza, perseveranza ed impegno si può arrivare ovunque". Una chiosa riassuntiva migliore di così non si può...

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