

Riti satanici sulla riva del fiume Sele: trovati un crocifisso, bambole con aghi, corone del Rosario e un’immagine di San Pio da Pietrelcina. A effettuare la scoperta e a lanciare l’allarme sui riti satanici, è un pescatore ebolitano. L’uomo raggiunge spesso località Ponte Sele, l’ultimo rione ebolitano al confine con Serre-Persano. Da un lato c’è la strada che conduce all’Oasi del WWF. Dall’altro alto si raggiunge la frazione di Persano con l’ingresso nord del comprensorio militare. A metà strada c’è una traversa con una piazzola di sosta. In zona si fermano molti pescatori, ma nessuno si è accorto di niente. Martedì pomeriggio, però, tra arbusti e rovi, sono spuntati i diversi simboli dei riti satanici. Il pescatore ebolitano era diretto sulla sponda del fiume. Parcheggiata l’auto, in uno spiazzo, è sceso sulle sponde del fiume Sele. «Ci vado da oltre quarant’anni - racconta l’uomo - prima con mio padre, ora con i miei figli. Non ho mai visto niente del genere, non ne capisco nemmeno la ragione. Credo non si tratti di qualche buona iniziativa per questo ho deciso di raccontare tutto». Il pescatore mostra le foto e dichiara: «Qui vengono diverse famiglie in settimana. Chi per pescare, chi per fare una passeggiata. Fino a poco tempo fa c’erano anche le comitive per i pic nic. Io martedì pomeriggio ero solo, ma se ci fossero stati i miei figli?». Spesso la gente lascia in zona i segni del suo passaggio, abbandonando cartoni e bottiglie di plastica in uno dei punti più belli del fiume Sele. Questa volta i segni lasciati sono di ben altra natura. Ed è complicato capire perché chi sia sceso sulle sponde del fiume Sele, abbia abbandonato quei simboli che richiamano a riti satanici. «Sicuramente è un messaggio per qualcuno. Avessero dimenticato un crocifisso o solo un’immagine sacra, poteva anche capitare. Ma lasciare tutti quei simboli insieme, non è certo casuale». Anni fa, in zona ci fu anche una tragedia, con un uomo che perse la vita per utilizzare una tecnica vietata, la pesca a strascico. L’uomo venne risucchiato dalla corrente del fiume Sele, mentre da un lato all’altro dell’alveo tentava di sistemare una singola rete. Altri invece utilizzano degli esplosivi per un’altra forma di pesca vietata. La stragrande maggioranza dei pescatori, invece, si dedica a questa passione con modalità normali e lecite. «È un angolo di paradiso e questo spero che resti. Per tutti noi che ci veniamo spesso ma anche per i visitatori occasionali» conclude il pescatore. Anni fa, sempre nei pressi di un fiume, il Calore, vennero rivenuti dai carabinieri della stazione di Altavilla Silentina i segni di un rito satanico. Segno che la pratica non è proprio nuova da queste parti.
FONTE: La Città
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