

Tempo di vacanze e ricaricare le pile senza mai perdere di vista l'acqua e la voglia di ricominciare per una delle grandi protagoniste della stagione conclusasi con una meritata salvezza per la Pallanuoto Trieste. Una vera e propria rivelazione per tanti, una conferma per chi ha sempre creduto nelle sue potenzialità: Roberta Santapaola ha chiuso nel miglior modo possibile un'annta da ricordare e ne ripercorre ai nostri microfoni le tappe salienti partendo dagli albori: "Quest’avventura è iniziata esattamente come dici tu “improvvisamente”, ma credo di non aver mai fatto scelta più giusta di questa! D’altronde sappiamo bene che le cose belle accadono quando meno te l’aspetti. - esordisce l'attaccante catanese, 38 reti complessive con le alabardate - Ringrazierò sempre Ilaria e tutta la società per la fiducia datami, soprattutto in un periodo in cui ormai mi sembrava tutt'altro che chiaro per la mia carriera pallanuotistica. Trieste, dopo la bella stagione giocata con la Brizz lo scorso anno, è stato un bel trampolino di lancio in cui ho ritrovato la voglia e quel tocco di spensieratezza che tanto mi mancava in acqua. Questo ha fatto sì che potessi esprimermi al 100% in questo campionato, tra le big e non, giocando tanto e cercando di rubare tutto quello che c’è di positivo e da imparare in questo splendido sport".
Un campionato, eccezion fatta per la pausa di inizio anno nuovo, finalmente concluso a pieno regime: "È come se avessimo tirato un respiro di sollievo, abbiamo ritrovato un po' di “normalità” ormai persa grazie allo svolgimento e alla conclusione di questo torneo. Come sempre lo sport riesce ad alleviare ferite che ormai portiamo tutti dentro come un brutto ricordo, sperando davvero che il Covid lo diventi a tutti gli effetti. Sicuramente non è stato facile interrompere la propria quotidianità sportiva sia dal punto di vista fisico che da quello mentale, purtroppo può essere solo che svantaggioso, ma nella sfortuna siamo riuscite a rialzarci tutte insieme. Considerando che il campionato maschile ha più squadre rispetto a quello femminile, credo sia stato più conveniente per loro suddividere in due tronconi la seconda parte ma la nostra formula classica ha fatto sì che potessero esserci risultati più avvincenti e inaspettati con qualsiasi tipo di squadra, dalla prima all'ultima".
Dal sogno play-off allo spettro play-out, quella delle orchette è stata un'annata dalle varie sfaccettature, con un epilogo thrilling poi risoltosi con una grande festa: "Le difficoltà non dovrebbero mai tramutarsi in alibi, bensì in qualcosa che possa farti ripartire con più grinta e voglia di fare, proprio per questo mi sento di dire che potevamo fare sicuramente qualcosa in più date le nostre possibilità e qualità. Rigiocherei domani stesso la partita contro Milano, in quel momento non abbiamo dimostrato di essere una squadra che meritava di stare nella parte sinistra della classifica. - sottolinea - Prendo invece come esempio la partita giocata contro Padova, reggere per 3 tempi e anche qualcosa in più con una delle squadre più forti del nostro campionato non è cosa da poco, anzi ci ha fatto prendere consapevolezza dei nostri mezzi. Siamo state brave nel migliorare partita dopo partita la nostra unione e sintonia in vasca, come qualunque tipo di squadra e in qualunque tipo di sport abbiamo avuto il nostro black-out, che abbiamo pagato caro dopo ma nonostante tutto abbiamo sempre preso tutto ciò che c’era di buono, sia da una partita che da un allenamento. Non possiamo nascondere che un play-out è sempre un play-out, molte di noi compresa me, non si era mai ritrovata di fronte a questo grande ostacolo da dentro-fuori, soprattutto dopo la partita a Bogliasco. Le difficoltà ci sono state ma nonostante tutto con serietà e dedizione sapevamo di poterci ritagliare quella permanenza in Serie A1 che (giustamente) volevamo con tutto il cuore".
Prima di affrontare lo spareggio salvezza con la Vela Ancona, per Roberta si è registrata un'emozione altrettanto forte: quella di tornare a giocare a casa sua, davanti alla famiglia, nella piscina dove è cresciuta e in cui campeggia anche una sua foto e soprattutto affrontando la sorella minore Helga, estremo difensore rossazzurro: "Tornare “a casa” alla piscina "Scuderi" (ex Zurria) è stato davvero emozionante. Ho rivissuto momenti, ricordi ed esperienze che con l'Orizzonte Catania non potrò mai dimenticare, quando nasci e cresci in una delle società più importanti d’Europa, difficilmente riesci ad offuscare il tutto ma un pezzo di me è rimasto lì dentro e stiamo parlando di mia sorella, le emozioni si sono quadruplicate quando ti ritrovi di fronte la porta con la palla in mano la tua famiglia! Ma si sa, in acqua non si guarda in faccia nessuno, finita la partita è un'altra storia".
Con lei era presente per la prima volta da avversaria anche la mancina Riccioli con cui ormai condivide il quotidiano dentro e fuori dall'acqua e con cui ha affrontato in simbiosi l'esperienza triestina portando una ventata di energia positiva tipicamente siciliana al confine con la Slovenia: "L'unica cosa che manca a me ed Isa per essere sorelle a tutti gli effetti è il sangue - sorride Roberta - per il resto ci conosciamo ormai da ben 14 anni, quindi direi che non è stato difficile portare “energia positiva” all’intero di un gruppo, proprio perché abbiamo imparato che questo sport con la giusta serietà è pur sempre un gioco e bisogna divertirsi! Senza un po’ di freschezza non riuscirai mai a dare la giusta carica alla tua squadra e allo spogliatoio stesso". Contestualmente si è creata un'amalgama sempre più forte tra la formazione femminile e quella maschile che ha sfiorato la finale Scudetto: "Con i ragazzi ci siamo trovate quasi immediatamente! Sono stati eccezionali a prescindere dal bel campionato svolto con mister Bettini, anche lui molto presente e sempre disponibile durante la nostra stagione. Lo sport unisce e sono proprio contenta di ritrovarmi nell'unica società che vanta la permanenza sia maschile che femminile in A1, questo è stato un grande vantaggio per tutti soprattutto per noi ragazze che abbiamo avuto la possibilità di assistere a delle partite che sono state pura adrenalina!".
Lasciare casa non è stato facile ma nella nuova dimensione c'è stato spazio anche per dedicarsi ai propri hobby e organizzare il futuro professionale: "Trieste ti permette di poter organizzare la tua vita al meglio, ecco perché sono riuscita a portare avanti la mia passione da estetista anche in questa città! Ma nonostante ciò vorrei comunque riprendere gli studi per non dimenticare cosa c’è di fondamentale in questa vita dopo la Pallanuoto. Spero che il Trieste mi dia ancora la possibilità di migliorare e continuare a giocare con loro! Mi sono trovata bene in questo splendido gruppo e insieme vogliamo arrivare a conquistare qualcosa di grande negli anni a venire perché la mia voglia di imparare e di dimostrare non è finita, anzi è arrivata al momento giusto! Spero - conclude la calottina numero 12 - di coltivarla al meglio con dedizione e la giusta mentalità". Gli ingredienti giusti ci sono tutti, le qualità tecniche ed umane anche: l'escalation di Roberta Santapaola è pronta a raggiungere nuove vette inesplorate.
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