

«Ma il governatore forse non abita più a Salerno? Eppure noi mesi fa abbiamo tentato di avvisarlo di come sarebbero andate le cose ma lui non ha voluto nemmeno parlarci. E, adesso, dopo nove mesi scopre che la città sprofonda nel degrado ». Le bacchettate all’amministrazione cittadina scandite nella diretta del venerdì dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca , non hanno avuto soltanto l’effetto di spiazzare chi lo ascoltava da Palazzo di Città. Hanno anche contribuito a far crescere ancor di più il senso di rabbia e di frustrazione degli operai delle ormai ex cooperative sociali. Dallo scorso ottobre, cioè da quando sotto i colpi dell’inchiesta della Procura, sono stati sospesi tutti i servizi che sono stati affidati alle “sociali” per decenni, questi lavoratori non percepiscono alcuna forma di sostegno economico e, ormai da mesi, attendono che vengano concluse le gare d’appalto che, per effetto della clausola sociale, dovrebbero garantire alla gran parte di loro un nuovo sbocco occupazionale. «Ci dicono che questi ritardi sono colpa delle procedure burocratiche ma noi ci domandiamo perché queste procedure non sono state avviate immediatamente. Da parte nostra sottolineano alcuni dei lavoratori - è fin dall’inizio che diciamo che la situazione sarebbe degenerata e ci siamo messi a disposizione anche delle società che hanno avuto l’appalto temporaneo. D’altronde sappiamo che in un caso è stata scelta una società che paga i pochi dipendenti che ha come se fossero braccianti agricoli, che non hanno alcuna competenza specifica e non sono nemmeno tenuti a scendere in strada quando piove. Per di più era stata dimenticata completamente la manutenzione delle scuole. Ora, come se non bastassero le manutenzioni ordinarie di parchi, aree verdi e giardini, si affidano per quattro mesi (alla stessa società) anche le scuole». La cooperativa Agribiotec, infatti, avrà il compito di compensare per un quadrimestre tutte le carenze nella gestione degli spazi di verde mentre società Agriverde si è aggiudicata la procedura a chiamata diretta per svolgere, in emergenza, alcuni servizi legati alle manutenzioni. In questo caso, però, nel corso dei giorni, è emerso con evidenza che, per questioni legate a mancanza di manodopera e di disponibilità di mezzi è in grosso affanno. «Se si fosse partiti prima, quando lo chiedevamo noi, almeno tre mesi prima che l’amministrazione si attivasse, ora la città non si troverebbe in queste condizioni», ribadiscono i lavoratori. Tra l’altro, proprio oggi scadono i termini concessi alla società romana Isam per presentare la documentazione integrativa che sblocca le ultime procedure e consente l’aggiudica definitiva dell’appalto biennale per le manutenzioni. «Finora non abbiamo avuto nessun contatto con la società nè sappiamo effettivamente quanti di noi saranno assunti e con quali condizioni. I dirigenti dell’Ambiente - riferiscono gli operai - ci dicono che la determina di aggiudica è pronta e, appena la società avrà inviato tutto, si partirà subito. Ma senza ufficialità non è possibile nemmeno aprire un confronto per capire quale futuro ci attende. Di certo sappiamo che, se mai torneremo a lavorare, quando questi signori dell’amministrazione ci verranno a chiedere il voto, garbatamente risponderemo di non distoglierci dal lavoro».
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