

Dopo Coppa Italia e Scudetto la Pro Recco (foto Schenone) chiude la stagione pallanuotistica 2021/22 per club con un leggendario triplete, conquistando la decima Champions League della sua storia (su 17 finali disputate), bissando il successo dello scorso anno sempre a Belgrado e conquistando la famigerata stella. A 57 anni di distanza dal primo trionfo alla piscina "Cozzi" di Milano e al termine di un'autentica battaglia punto a punto con la nuova corazzata del Novi Beograd risoltasi solo dai 5 metri. Insieme al Posillipo il sodalizio ligure è l'unica compagine italiana ad essersi aggiudicata la massima competizione internazionale per due volte di fila (Partizan, Mladost, Spandau e Jadran le altre) riuscendo a rinverdire anche altre statistiche: per la quarta volta nella storia la squadra organizzatrice non si è imposta nella finale per l'Oro. "Desidero rivolgere i complimenti al presidente Felugo per questo successo che segue quelli in Coppa Italia e in campionato per una stagione perfetta. - le congratulazioni del presidente della FIN Paolo Barelli - Questo dimostra il lavoro sempre al top della dirigenza e la tenacia del gruppo ligure. Complimenti allo staff tecnico guidato per il primo anno da Sandro Sukno, ai dirigenti e ai giocatori tutti. La Pallanuoto italiana continua ad essere un esempio per il movimento internazionale grazie al lavoro piramidale e progettuale, che coinvolge la base quanto il vertice, pianificato in sinergia con le società prima, durante e dopo la pandemia. Complimenti anche all'AN Brescia che ha chiuso al quarto posto la Final Eight, confermandosi anche lei squadra di livello internazionale".
Raggiante al termine del match coach Sandro Sukno che da giocatore nel 2012 aveva conquistato sempre con la calottina recchelina la sua unica Champions: "Sono molto orgoglioso della mia squadra, del mio staff e di tutta questa società. E' stata una partita difficile e molto equilibrata contro una squadra di grandi campioni. I ragazzi non si sono mai disuniti, dimostrando di essere grandi. E hanno meritato questo successo", le prime parole del croato che apre il podio di allenatori campioni olimpici seguito da Milanovic e Varga senza dimenticare il quarto Sandro Bovo. Come già accaduto la settimana scorsa a Punta S.Anna, tocca subito dopo al capitano: "Questa squadra ha attributi enormi, non abbiamo mai mollato, lo abbiamo dimostrato già con il Barceloneta superando un momento difficile. - commenta il montenegrino Aleksander Ivovic - La dedichiamo a Velotto, che non ha potuto giocare queste finali ma ci è sempre stato vicino. C’è tanto di Sukno in questa vittoria, ci ha dato tranquillità e ha costruito un grande gruppo: avanti così e dovrà allargare le vetrine di casa per fare entrare tutte le coppe". Nella storia ci va di diritto anche Pietro Figlioli. La bandiera del Settebello alza per la sesta volta al cielo la Coppa dei Campioni (2007, 2010, 2012, 2015 e 2021): "Due anni di fila, un sogno ad occhi aperti, la decima, l'abbiamo conquistata da squadra, rimanendo sempre uniti. È la mia sesta Champions League, record man con il presidente Felugo e Perisic, per me è un grande onore. - afferma estasiato - Le ho vinto tutte con la Pro Recco, la società a cui devo tanto, questa è casa mia: spero di rimanere ancora per molto, qui sono cresciuto non solo come giocatore ma come uomo". To be continued...
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